I Fantastici 4 - Gli inizi: Doug Jones, primo volto di Silver Surfer, dice la sua sulla nuova versione del personaggio

Doug Jones elogia Julia Garner come Silver Surfer in I Fantastici 4 - Gli inizi. L'attore del film 2007 apprezza la scelta coraggiosa di Shalla-Bal e la performance.

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Quando un attore ha dato vita a un personaggio iconico sullo schermo, la sua opinione sulla nuova incarnazione di quel ruolo conta. Eccome se conta. Doug Jones, l'uomo dietro la performance fisica del Silver Surfer in I Fantastici 4 e Silver Surfer del 2007, ha finalmente condiviso il suo pensiero sulla versione del personaggio apparsa in I Fantastici 4 - Gli inizi, il film Marvel del 2025 che ha ridato smalto alla Prima Famiglia dei supereroi.

In un'intervista con Comic Book Movie, Jones ha usato parole di elogio inequivocabili per descrivere la performance di Julia Garner, l'attrice che interpreta questa nuova iterazione di Silver Surfer. "Julia Garner ha fatto un lavoro meraviglioso", ha dichiarato Jones, definendo la sua interpretazione semplicemente splendida. Ma c'è di più: l'attore ha sottolineato come sia stato coraggioso da parte di Garner accettare la sfida, sapendo che avrebbe dovuto confrontarsi con le aspettative dei puristi.

I Fantastici 4 e Silver Surfer - Marvel



"C'è stato un po' di fermento tra i fan a questo proposito, perché Norrin Radd era il Silver Surfer più visto e conosciuto", ha ammesso Jones. "Ma Shalla-Bal aveva comunque del materiale originale su cui basarsi. Penso sia stato coraggioso da parte sua accettare questo ruolo, sapendo che i fan avrebbero reagito con perplessità. Ma è stata fantastica, lo ha fatto con grande equilibrio e grande coraggio".

La reazione positiva di Jones riflette quella della critica e del pubblico verso I Fantastici 4 - Gli inizi. Su Rotten Tomatoes, il film vanta un impressionante 86% di gradimento tra i critici, certificato come "Fresh", e un ancora più entusiasmante 90% tra il pubblico, etichettato come "Verified Hot". Numeri che raccontano una storia di redenzione per il franchise dei Fantastici Quattro, dopo decenni di tentativi cinematografici più o meno fallimentari.

Questo passaggio di testimone, questo riconoscimento generazionale, ha un valore simbolico enorme. Non si tratta solo di cortesia hollywoodiana o di dichiarazioni di circostanza. È il riconoscimento che finalmente qualcuno è riuscito a catturare sullo schermo ciò che Jack Kirby e Stan Lee avevano immaginato decenni fa: una famiglia di avventurieri cosmici, imperfetti e umani, persi in un universo più grande di loro.

La performance di Julia Garner come Silver Surfer merita un'attenzione particolare. Entrare in un ruolo così visivamente distintivo, sapendo di dover affrontare il confronto con i puristi dei fumetti e con chi aveva già visto una versione del personaggio al cinema, richiede una dose notevole di coraggio professionale. Il fatto che Doug Jones, un veterano della performance in costume e protesi (basti pensare al suo lavoro in Hellboy, The Shape of Water o Star Trek: Discovery), abbia usato termini come "equilibrio" e "coraggio" per descriverla non è casuale. Jones sa esattamente cosa significhi scomparire dietro il trucco prostetico o la CGI, mantenendo comunque una presenza scenica.

La scelta di Julia Garner per Shalla-Bal si inserisce in un più ampio discorso sulla rappresentazione di genere nei cinecomic. Non si tratta di sostituire personaggi maschili con controparti femminili per il gusto di farlo, ma di esplorare versioni alternative già esistenti nei fumetti, dando loro finalmente spazio e dignità narrativa. Shalla-Bal esiste nei comic Marvel da decenni, anche se confinata a apparizioni sporadiche. Portarla sullo schermo è un atto di archeologia fumettistica, non di revisionismo.

Doug Jones, con la sua generosità professionale e il suo entusiasmo genuino per il lavoro di Julia Garner, ha dimostrato ancora una volta perché è così rispettato nell'industria. Avrebbe potuto essere protettivo verso "il suo" personaggio, avrebbe potuto esprimere riserve. Invece ha scelto di celebrare una nuova interpretazione, riconoscendone il valore e il coraggio. È un atteggiamento raro e prezioso, che ricorda come il cinema sia uno sport di squadra, dove i successi di oggi costruiscono sulle fondamenta di ieri.

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