I film Marvel hanno stancato il pubblico? Kevin Feige risponde dopo il successo di Spider-Man
Dopo lo storico debutto di Spider-Man: Brand New Day, Kevin Feige risponde a chi sostiene che il pubblico si sia stancato dei film Marvel e spiega cosa fa davvero la differenza al cinema.
Negli ultimi anni la cosiddetta "Marvel fatigue" è diventata uno dei temi più discussi tra appassionati e addetti ai lavori. Dopo una serie di risultati altalenanti al botteghino e diverse produzioni accolte tiepidamente da critica e pubblico, molti hanno iniziato a chiedersi se il Marvel Cinematic Universe, ma più in generale tutta la produzione dei cinecomic, non stesse attraversando una fase di stanchezza creativa. Il debutto record di Spider-Man: Brand New Day, però, ha riacceso il dibattito e spinto Kevin Feige a rispondere direttamente a queste critiche.
Intervistato da Variety dopo il clamoroso weekend d'esordio del film, capace di incassare 360 milioni di dollari negli Stati Uniti e 932 milioni nel mondo in appena tre giorni, il presidente dei Marvel Studios ha affrontato la questione con una risposta meno scontata di quanto ci si potesse aspettare. Secondo Feige, parlare semplicemente di "stanchezza dei cinecomic" rischia infatti di essere una semplificazione. "Molte cose possono essere vere allo stesso tempo", ha spiegato, ricordando come anche film che proponevano un approccio diverso al genere non abbiano necessariamente ottenuto il successo sperato. Come esempio ha citato I Fantastici Quattro, che pur distinguendosi dagli altri cinecomic per tono e stile si è fermato a 521 milioni di dollari al box office mondiale."Molte cose possono essere vere allo stesso tempo. I Fantastici Quattro sembravano e suonavano come nulla di ciò che avevamo visto prima in un film di supereroi, eppure si sono fermati a 521 milioni di dollari. Spider-Man: Brand New Day, invece, è direttamente la quarta parte di una saga e riprende gli eventi di No Way Home, ma racconta una storia che riesce a entrare in sintonia con il pubblico. In fondo parla di solitudine, dei pericoli di chiudersi nel proprio appartamento guardando il telefono. È un tema che oggi risuona in culture e Paesi di tutto il mondo." – Kevin Feige
Per Feige, quindi, il problema non è la presenza dei supereroi sul grande schermo, ma la capacità di raccontare storie che sappiano coinvolgere davvero il pubblico. In questo senso Spider-Man: Brand New Day rappresenta, secondo lui, un esempio perfetto. Pur essendo il quarto capitolo della saga con Tom Holland e il seguito diretto di No Way Home, il film affronta temi estremamente attuali come la solitudine, l'isolamento sociale e il rapporto sempre più complicato con il mondo digitale.
Il presidente dei Marvel Studios è convinto che siano proprio questi elementi ad aver permesso al film di conquistare spettatori di ogni età e provenienza. Peter Parker continua a essere un personaggio universale perché, dietro costume e superpoteri, racconta problemi profondamente umani con cui milioni di persone possono identificarsi. Il successo di Brand New Day diventa così anche una risposta indiretta a chi sostiene che il pubblico sia ormai saturo dei film Marvel. Per Feige non esiste una formula magica, ma una certezza: i personaggi iconici e gli universi condivisi continuano a funzionare quando vengono accompagnati da storie capaci di sorprendere ed emozionare, anziché limitarsi a ripetere schemi già visti.Non è un caso che il presidente dei Marvel Studios guardi già ai prossimi capitoli dell'MCU con rinnovato ottimismo. Feige ha infatti spiegato che il risultato ottenuto da Spider-Man: Brand New Day rappresenta un segnale molto positivo anche in vista di Avengers: Doomsday e del futuro rilancio degli X-Men. Se il pubblico continuerà a trovare film in grado di evolvere insieme ai propri personaggi, conclude il produttore, la cosiddetta Marvel fatigue potrebbe rivelarsi molto meno profonda di quanto si sia raccontato negli ultimi anni.