I Looney Tunes diventano cinema classico: TCM consacra Bugs Bunny nella storia

I Looney Tunes approdano su Turner Classic Movies: un riconoscimento storico che consacra Bugs Bunny e compagni come patrimonio artistico e culturale del cinema.

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Per 96 anni, Bugs Bunny, Daffy Duck e l'intera banda dei Looney Tunes hanno accompagnato l'infanzia di generazioni intere. Ora, questo patrimonio culturale trova una nuova casa che ne riconosce ufficialmente il valore artistico e storico: Turner Classic Movies. A partire da febbraio, TCM integrerà la libreria completa dei Looney Tunes nella sua programmazione mensile regolare in America. Il debutto non poteva essere più simbolico: Bugs Bunny diventa la Star del Mese per la prima volta nella storia del network, con una settimana intera dedicata alla proiezione di 45 cortometraggi classici del coniglio più irriverente della storia dell'animazione. Un tributo che celebra non solo il personaggio, ma anche la sua influenza duratura su intere generazioni di filmmaker e animatori.

Charlie Tabesh, Senior Vice President of Programming and Content Strategy di TCM, ha confermato l'importanza di questa mossa: "TCM è entusiasta di diventare la casa televisiva permanente della libreria Looney Tunes. Rendendo TCM la dimora costante di questa collezione iconica, possiamo presentare questi cartoni con la cura che meritano, accanto ai film classici che hanno contribuito a influenzare".



Le parole di Tabesh contengono un passaggio cruciale spesso sottovalutato: i cortometraggi Looney Tunes non sono solo prodotti di intrattenimento per bambini, ma opere che hanno attivamente influenzato il cinema classico. Registi, sceneggiatori e animatori di tutto il mondo hanno studiato il timing comico impeccabile, le gag visive sofisticate e l'ironia meta-narrativa che caratterizzavano questi corti. Chuck Jones, Tex Avery, Bob Clampett e gli altri maestri che hanno dato vita a questi personaggi erano veri e propri artisti del movimento e della narrazione visiva.

Con questo passaggio storico, TCM non si limita a trasmettere vecchi cartoni animati: costruisce un ponte tra generazioni, preserva un patrimonio artistico e riconosce il debito che il cinema contemporaneo ha verso questi pionieri dell'animazione. Per chi è cresciuto con questi personaggi, vedere Bugs Bunny trattato con la stessa serietà critica riservata a Humphrey Bogart o Katharine Hepburn è una forma di giustizia culturale tardiva ma necessaria.

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