Il creatore di Andor attacca la fusione Warner Bros.-Paramount: “È una tragedia per il cinema”
Tony Gilroy attacca l’unione tra Paramount e Warner Bros. Discovery e teme le conseguenze che il nuovo colosso potrebbe avere sul futuro del cinema.
Mentre Hollywood si prepara alla nascita di uno dei più grandi colossi della sua storia, c'è chi non sembra avere alcuna intenzione di festeggiare. Tony Gilroy, creatore di Andor e regista di Michael Clayton, ha attaccato duramente l'unione tra Paramount e Warner Bros. Discovery, arrivando a definirla una tragedia per l'industria cinematografica. Gilroy ne ha parlato al New York Film Festival, dove ha presentato in anteprima mondiale Behemoth!, il suo nuovo film con Pedro Pascal scelto come Centerpiece della 64esima edizione della manifestazione.
Il regista ha descritto l'operazione come “tragica”, sostenendo che si stia per distruggere un'attività che considera ancora “sana e bellissima” in nome delle logiche del venture capital. Parole particolarmente pesanti considerando le dimensioni dell'operazione. Paramount si prepara infatti a completare l'acquisizione di Warner Bros. Discovery dopo una lunga battaglia che ha coinvolto tribunali, autorità antitrust e diversi Stati americani. L'accordo, dal valore di circa 111 miliardi di dollari, dovrebbe chiudersi il 6 ottobre e porterà sotto un'unica struttura due degli studi più importanti della storia di Hollywood.
Il nuovo gruppo prenderà il nome di Skydance e comprenderà un catalogo e un insieme di marchi impressionanti. Da una parte ci saranno realtà come Paramount, CBS, Paramount+ e franchise quali Mission: Impossible e Top Gun; dall'altra Warner Bros., HBO e HBO Max, insieme a universi come Harry Potter, Game of Thrones e DC. È proprio questa enorme concentrazione a preoccupare Gilroy. Il regista ha sottolineato come il cinema continui a rappresentare un'attività vitale e capace di produrre valore, chiedendosi perché sia necessario sacrificare ciò che funziona per creare strutture sempre più grandi.
Gilroy ha però portato come esempio proprio Behemoth! per mostrare quale tipo di cinema rischierebbe, secondo lui, di trovare sempre meno spazio in un'industria dominata da conglomerati giganteschi. Il film, prodotto da Searchlight Pictures con un budget di circa 36 milioni di dollari, è un dramma originale incentrato su Alex Serian, un violoncellista interpretato da Pedro Pascal che torna a Los Angeles dopo aver lasciato un'orchestra di Chicago e deve fare i conti con una vita personale andata in pezzi.
Un progetto lontano dalla logica dei grandi universi condivisi e dei franchise miliardari, e proprio per questo rappresentativo del modello che Gilroy vorrebbe vedere protetto. Il regista teme infatti che la riduzione del numero di grandi interlocutori sul mercato renda sempre più difficile trovare una casa per film originali di medie dimensioni. La fusione non sarà comunque priva di vincoli. L'accordo raggiunto per superare le contestazioni antitrust prevede diversi impegni: il nuovo gruppo dovrà garantire un determinato numero di uscite cinematografiche ogni anno, mantenere operativi gli storici studi Paramount e Warner Bros. in California e investire ulteriormente nella produzione cinematografica statunitense.