Il diavolo veste Prada 2 fa esplodere il turismo a Milano: boom di visitatori nelle location più iconiche del film
Il diavolo veste Prada 2 trascina il turismo a Milano: boom di visitatori nelle location del film, dal Duomo a Brera fino a Via Montenapoleone.
Quando un film riesce a trasformare una città in un set a cielo aperto, l'impatto va ben oltre i botteghini. Il diavolo veste Prada 2, uscito nelle sale americane il primo maggio 2026 e in Italia due giorni prima, sta generando un fenomeno turistico senza precedenti a Milano. Parliamo di numeri che farebbero brillare gli occhi di qualsiasi assessore al turismo: un aumento del 18% del traffico pedonale internazionale nelle location principali del film rispetto al periodo precedente.
Marco Barbieri, presidente di Confcommercio Milano, ha definito questi dati come la conferma di "una tendenza di crescita strutturale del turismo internazionale nel centro di Milano" dall'uscita del film, con un incremento medio di 28.500 visitatori stranieri al mese. Ma chi sono questi pellegrini del cinema che affollano le vie della capitale italiana della moda? Gli americani guidano la classifica, seguiti da francesi e britannici, tutti accomunati dalla voglia di camminare sulle tracce di Miranda Priestly e della sua assistente Andy Sachs.
Le location più colpite da questo effetto cinematografico raccontano una geografia emotiva precisa. L'area tra Largo Cairoli e Palazzo Clerici, nel cuore del quadrilatero della moda, ha registrato l'aumento più significativo con un balzo del 24%. Non sorprende: questa zona incarna l'essenza glamour che il film celebra, un territorio dove il lusso si respira ad ogni angolo. La Galleria Vittorio Emanuele e il Duomo seguono con un incremento del 17%, grazie alla sequenza notturna riflessiva in cui Miranda Priestly si confronta con le sue scelte in uno dei salotti più eleganti d'Italia.
Il film ha saputo giocare con intelligenza la carta dei cameo locali di alto profilo. Oltre a Donatella Versace, che appare come se stessa in una performance che mescola autoironia e glamour, la produzione ha ottenuto il permesso di girare durante una vera sfilata di Dolce e Gabbana, portando sullo schermo l'autenticità pulsante della fashion week meneghina. Un dettaglio non da poco per chi cerca di catturare l'anima di una città dove la moda non è solo industria, ma identità culturale.
C'è un particolare curioso che rivela l'attenzione maniacale della produzione verso la tutela del patrimonio artistico italiano: gli interni del Museo del Cenacolo Vinciano sono stati ricreati in studio. Le potenti luci necessarie alle riprese avrebbero infatti rischiato di danneggiare il capolavoro di Leonardo da Vinci, così la produzione ha optato per una fedele ricostruzione scenografica piuttosto che mettere a repentaglio uno dei tesori più preziosi dell'umanità.