Il diavolo veste Prada 2 domina anche lo streaming: miglior debutto dai tempi di Deadpool & Wolverine
Dopo il successo nelle sale, Il diavolo veste Prada 2 conquista anche lo streaming: il sequel con Meryl Streep e Anne Hathaway registra uno dei migliori debutti live-action di sempre su Disney+.
Quando un sequel arriva vent'anni dopo l'originale, le aspettative sono sempre un'arma a doppio taglio. Troppo tempo è passato, i fan sono cresciuti, il mondo è cambiato, ma nonostante questo Il diavolo veste Prada 2 ha appena dimostrato che alcune storie, alcuni personaggi e soprattutto alcune interpreti possono ancora far tremare le classifiche dello streaming con la stessa forza di un cinecomic da centinaia di milioni di budget.
Il sequel diretto da David Frankel, lo stesso regista del film del 2006, ha registrato 15,2 milioni di visualizzazioni globali nei primi cinque giorni di disponibilità su Disney Plus e Hulu. Un risultato che lo rende il debutto live-action più visto sulle piattaforme Disney da quando Deadpool & Wolverine ha fatto il suo ingresso trionfale nel catalogo. Un confronto che sulla carta sembrava impossibile: da una parte il duo più irriverente dell'universo Marvel, dall'altra il ritorno di Miranda Priestly nel mondo spietato della moda newyorkese.Ma i numeri parlano chiaro, e raccontano di un pubblico ancora innamorato di quella dinamica esplosiva tra Anne Hathaway e Meryl Streep, tra l'assistente idealista Andy Sachs e la temibile direttrice di Runway. Il film aveva già macinato oltre 690 milioni di dollari durante la sua corsa cinematografica, un risultato straordinario per una pellicola che non si affida a effetti speciali o franchise consolidati, ma alla pura forza narrativa e interpretativa.
La trama riprende proprio dove tutto era iniziato, ma con una consapevolezza amara che appartiene al nostro tempo. Andy Sachs, ormai giornalista affermata, si ritrova a dover collaborare nuovamente con Miranda Priestly mentre entrambe navigano le acque turbolente del declino dell'editoria tradizionale. Un tema che risuona potente nell'era dei social media, degli influencer e della crisi dei magazine cartacei, quegli stessi magazine che nel 2006 sembravano ancora immortali.
Aline Brosh McKenna, sceneggiatrice sia dell'originale che del sequel, ha costruito una sceneggiatura che non si limita a riproporre la formula vincente ma la aggiorna, la complica, le dà profondità. Il film esplora come due donne che rappresentavano mondi opposti ora si trovino unite dalla stessa battaglia contro l'irrilevanza, contro un'industria che le considera obsolete proprio quando hanno raggiunto l'apice della loro maturità professionale.Il cast si arricchisce di nomi come Justin Theroux, Lucy Liu e Kenneth Branagh, figure che portano nuove sfumature a un universo narrativo già ricco. Emily Blunt, l'indimenticabile Emily del primo film, torna per completare il trittico di donne che hanno definito un'epoca del cinema dedicato al mondo del lavoro femminile, alle ambizioni, ai sacrifici e alle vittorie silenziose. Wendy Finerman e Karen Rosenfelt, produttrici di entrambi i capitoli, hanno scommesso su un progetto che molti consideravano rischioso.
Vent'anni sono un'eternità nel cinema, e i sequel tardivi raramente raggiungono l'impatto culturale dei loro predecessori. Eppure la scommessa ha pagato, prima al botteghino e ora sullo streaming, dimostrando che esiste ancora spazio per storie che parlano di donne complesse, ambiziose, imperfette.Il successo streaming arriva in un momento particolare per Disney Plus, che sta ridefinendo la propria strategia di contenuti dopo anni di investimenti massivi e risultati altalenanti.
Avere un titolo capace di competere con i blockbuster Marvel in termini di audience è un segnale importante: il pubblico cerca varietà, cerca storie mature, cerca volti familiari che invecchiano sullo schermo insieme a loro. Il fenomeno de Il diavolo veste Prada 2 è anche una lezione sul valore del tempo. Lauren Weisberger pubblicò il romanzo originale nel 2003, Frankel lo trasformò in film nel 2006, e oggi nel 2026 la storia continua a parlare a generazioni diverse.
Miranda Priestly, interpreta dall'iconica Meryl Streep, direbbe probabilmente che questo successo era del tutto prevedibile, con quello sguardo gelido e quella voce sussurrata che terrorizzava le assistenti. Ma la verità è che nessuno lo aveva previsto davvero. E forse è proprio questo a rendere il successo del film ancora più importante.