Avatar: Fuoco e Cenere arriva finalmente in streaming su Disney+: ecco quando potrai rivederlo
Avatar: Fuoco e Cenere arriva su Disney+ il 24 giugno: perché il terzo film di James Cameron porta Pandora verso il suo lato più oscuro.
Per due film James Cameron ha fatto di Pandora un luogo da sogno. Prima le foreste luminose, poi gli oceani sconfinati abitati dal popolo dell’acqua: ogni capitolo di Avatar ha portato il pubblico in un mondo sempre più spettacolare, costruito per far venire voglia di attraversarlo. Con Avatar: Fuoco e Cenere, però, il regista cambia completamente prospettiva. Pandora resta meravigliosa, ma diventa anche più ostile, più cupa e più difficile da abitare.
Il terzo capitolo della saga arriva su Disney+ il 24 giugno, permettendo di recuperare a casa il film che ha riportato Jake Sully, Neytiri e i loro figli al centro di una nuova guerra. Ma questa volta il nemico non arriva soltanto dalla Terra o dalla RDA, la gigantesca corporazione umana che vuole rubare le risorse del pianeta. Per la prima volta, la famiglia Sully deve confrontarsi anche con altri Na’vi, dimostrando che Pandora non è mai stata un mondo semplice da dividere tra buoni e cattivi.Dopo gli eventi de La via dell’acqua, Jake e Neytiri vivono ancora con i Metkayina insieme ai figli Lo’ak, Tuk e Kiri. La morte di Neteyam, però, continua a gravare sulla famiglia come una ferita che nessuno riesce davvero a chiudere. Jake prova a proteggere chi gli è rimasto, mentre Neytiri resta intrappolata in un dolore che si trasforma sempre più spesso in rabbia. È proprio questa tensione a rendere Fuoco e Cenere più duro dei precedenti: prima ancora di affrontare una nuova minaccia, i Sully devono capire come restare uniti.
Il film introduce poi il Popolo della Cenere, il clan Mangkwan, una tribù Na’vi che vive nelle regioni vulcaniche di Pandora e che porta nella saga un’immagine completamente diversa rispetto a quella incontrata finora. Non sono un popolo pacifico in armonia con Eywa, né una comunità pronta ad accogliere i Sully. Sono sopravvissuti a una devastazione che attribuiscono proprio alla loro divinità e che li ha resi diffidenti, violenti e pronti a reagire contro chiunque rappresenti un ostacolo.A guidarli c’è Varang, interpretata da Oona Chaplin. Il suo arrivo è una delle ragioni per cui il terzo film ha incuriosito così tanto il pubblico: per la prima volta Avatar mette davvero in discussione l’idea che tutti i Na’vi condividano lo stesso rapporto con la natura, con Eywa e con la guerra. Varang non è soltanto una nuova antagonista, ma il simbolo di un mondo che ha perso la propria innocenza e che non crede più che la spiritualità possa bastare a salvare chi è stato abbandonato.
È qui che il titolo acquista senso. Il fuoco è la rabbia, la violenza e il desiderio di distruggere ciò che ha causato dolore. La cenere è quello che rimane dopo, quando non esiste più la possibilità di tornare indietro e bisogna capire come sopravvivere alle conseguenze delle proprie scelte. Cameron usa questi due elementi per raccontare una storia in cui il lutto della famiglia Sully e la furia del Popolo della Cenere finiscono per riflettersi l’uno nell’altra.
Anche Pandora cambia volto. Le immagini marine de La via dell’acqua lasciano spazio a paesaggi vulcanici, cieli sporchi di fumo e territori segnati dalla lava. Non è un semplice cambio di scenografia: il nuovo ambiente racconta la condizione dei personaggi, costretti a muoversi in un luogo dove tutto sembra più instabile e dove perfino la natura, fino a quel momento simbolo di equilibrio, appare ferita.
Il cast riunisce ancora una volta Sam Worthington e Zoe Saldana nei ruoli di Jake e Neytiri, insieme a Sigourney Weaver, Stephen Lang, Kate Winslet, Cliff Curtis, Britain Dalton, Trinity Jo-Li Bliss, Bailey Bass e Filip Geljo. Tornano quindi i volti che hanno accompagnato il pubblico nei primi due film, mentre Oona Chaplin, David Thewlis e Jemaine Clement ampliano un universo che Cameron continua a rendere sempre più vasto.
Avatar: Fuoco e Cenere è stato amato soprattutto per la sua potenza visiva e per la capacità di mostrare un lato inedito di Pandora. Allo stesso tempo, alcuni spettatori hanno trovato il film troppo lungo e meno compatto di quanto sperassero, soprattutto perché Cameron continua a privilegiare l’esperienza immersiva e il respiro epico rispetto a una narrazione più asciutta. È un limite che divide, ma è anche parte del motivo per cui la saga continua a essere così riconoscibile: ogni capitolo vuole essere prima di tutto un mondo in cui entrare, non soltanto una storia da seguire.
Per chi lo aveva perso al cinema e non vuole acquistare la steelbook da collezione, l’arrivo su Disney+ è quindi l’occasione per vedere il capitolo che porta Avatar verso una direzione più oscura e meno rassicurante. Per chi invece lo ha già visto, può essere il momento giusto per tornare su Pandora e osservare con più attenzione i dettagli di un film che, dietro la spettacolarità delle immagini, racconta soprattutto una famiglia che prova a sopravvivere a ciò che ha perso.