Il film sull'AI e ChatGPT uscirà, Luca Guadagnino salvato dopo il rifiuto di Amazon e Netflix
Amazon abbandona il film Artificial su Sam Altman, Neon lo acquisisce. Un ritratto scomodo di OpenAI che nessuno voleva distribuire. Debutto previsto a Venezia.
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C'è un film che sta facendo tremare Hollywood, e non per le esplosioni in CGI o per le scene d'azione mozzafiato. Si chiama Artificial, porta la firma di Luca Guadagnino ed è appena passato da Amazon MGM Studios a Neon in quella che è una delle trattative più chiacchierate degli ultimi mesi. Ma perché un colosso come Amazon ha mollato un progetto già completato, destinato alle sale nel 2027, con un cast stellare e un regista fresco del successo di Challengers? La risposta sta in un intreccio di miliardi di dollari, intelligenza artificiale e verità scomode che nessuno voleva raccontare.
La pellicola, scritta da Simon Rich del Saturday Night Live, non è una celebrazione del genio visionario dell'AI. Tutt'altro. Secondo le prime indiscrezioni di chi ha avuto modo di visionarla durante i provini organizzati dai rappresentanti di CAA Media Finance, Artificial è un ritratto cupo, inquietante e per nulla lusinghiero non solo di Altman, ma anche di Elon Musk, interpretato da Ike Barinholtz. Il giornalista Matt Belloni di Puck, che ha seguito da vicino la vicenda, ha raccolto la testimonianza di un buyer che ha descritto il film così: "È tetro, è oscuro, ci va fino in fondo e ti fa sentire male dopo averlo visto riguardo al futuro della razza umana". Non esattamente il tipo di narrazione che Amazon voleva associare al suo partner da 50 miliardi.
Dopo che Amazon ha mollato il progetto, il film è stato proposto a tutti i grandi player: Netflix, A24, Focus Features, la divisione Clockwork di Warner Bros. Tutti hanno declinato. Alcuni studio, riferiscono le fonti, hanno addirittura rifiutato di proiettarlo, considerandolo una patata bollente per via del soggetto. Nessuno voleva distribuire il film. La narrativa attorno all'intelligenza artificiale è già abbastanza polarizzante, ma un film che mette in scena le lotte di potere, gli intrighi e i pericoli esistenziali legati a questa tecnologia, con nomi e cognomi di persone reali e potentissime, diventa un terreno minato. Non solo dal punto di vista commerciale, ma anche politico e strategico.
Alla fine, è stata Neon a raccogliere la sfida. La casa di distribuzione indipendente, già nota per aver portato nelle sale gioielli come Parasite e Triangle of Sadness, ha chiuso l'accordo per i diritti globali di Artificial, sottolineando il proprio impegno nel sostenere cineasti visionari e portare cinema ambizioso al pubblico di tutto il mondo. Neon ha confermato che il film parteciperà alla corsa agli Oscar di quest'anno, lasciando intendere che il debutto avverrà in uno dei festival di punta del circuito, con Venezia in pole position. Guadagnino ha una storia d'amore con la Mostra del Cinema, dove nel 2022 vinse il Leone d'Argento per Bones and All.
La decisione di Neon non è solo un atto di coraggio artistico, è anche una mossa strategica intelligente. Il film arriva già con un capitale mediatico enorme, alimentato dalla controversia attorno al suo abbandono da parte di Amazon. Ogni articolo, ogni discussione sui social amplifica la curiosità del pubblico. E se davvero Artificial è quel film capace di far sentire "male sul futuro dell'umanità", allora Neon ha tra le mani un caso cinematografico di quelli che segnano una stagione, un dibattito culturale che va oltre i confini della sala.
Il cinema, quando è fatto bene, ha questo potere: raccontare le storie che nessuno vuole sentire, porre domande scomode, costringere a guardare dove preferiremmo non vedere. Guadagnino lo sa, Simon Rich lo sa, e ora Neon ha deciso di scommettere su questa verità. Artificial arriverà nelle sale, probabilmente prima di quanto molti si aspettassero, e sarà interessante vedere se il pubblico avrà il coraggio di affrontare la visione e quella sensazione di malessere profondo che, a quanto pare, il film lascia addosso. Perché forse è esattamente quello di cui abbiamo bisogno: uno specchio spietato puntato sul presente, prima che diventi un futuro dal quale non si torna indietro.