Il Mistero dei Templari 3 si farà dopo 20 anni: Nicolas Cage sarà pronto a tornare?
Il Mistero dei Templari 3 è finalmente realtà: il regista Jon Turteltaub conferma il nuovo film e anticipa il ritorno di Nicolas Cage e del cast originale.
Dopo quasi due decenni di speculazioni, voci di corridoio e speranze infrante, è arrivata la conferma che i fan della saga stavano aspettando: Il Mistero dei Templari 3 si farà. A rivelarlo è stato il regista Jon Turteltaub in persona, durante un evento speciale organizzato a Philadelphia, la città che ha fatto da sfondo ad alcune delle scene più iconiche del primo film uscito nel 2004. L'annuncio è arrivato venerdì sera, durante la registrazione dal vivo del podcast National Treasure Hunt presso l'Independence Visitor Center.
Di fronte a centinaia di appassionati riuniti per celebrare il primo National Treasure Weekend della città, Turteltaub ha confermato che il terzo capitolo della saga con Nicolas Cage è finalmente una realtà. O meglio, una realtà hollywoodiana, con tutte le riserve del caso. Le conduttrici del podcast, Aubrey Paris e Emily Black, hanno ricevuto in esclusiva la notizia che ha fatto esplodere la sala in un boato di applausi e urla di gioia. Inizialmente il pubblico sembrava incredulo, come se il regista avesse appena annunciato di voler rubare la Dichiarazione d'Indipendenza.Ma quando Turteltaub ha ribadito che loro erano le prime persone a cui lo diceva pubblicamente, la reazione è stata travolgente. Il regista, noto anche per Cool Runnings, While You Were Sleeping e The Meg, ha spiegato che esiste una sceneggiatura che sia lui che Disney apprezzano. Per quanto possibile, l'intero cast originale tornerà, Nicolas Cage compreso. Naturalmente, si tratta di Hollywood, e Turteltaub ha scherzato sul fatto che se Cage venisse investito da un autobus non ci sarebbe National Treasure 3, mentre se toccasse a lui il film probabilmente si farebbe lo stesso.
Ma perché ci sono voluti quasi vent'anni per arrivare a questo punto. La risposta del regista ha sorpreso molti: il clima politico degli Stati Uniti ha giocato un ruolo determinante. Turteltaub ha raccontato un aneddoto significativo: l'ex speaker della Camera Kevin McCarthy lo chiamò per chiedere una proiezione privata di National Treasure per il Congresso. McCarthy, come altri, era apparentemente stupito che dei democratici avessero fatto quel film, perché secondo una certa narrativa i democratici non possono essere patrioti.
Dall'altra parte dello spettro politico, la percezione era ugualmente distorta: i repubblicani visti come guerrafondai. Questa polarizzazione crescente ha reso sempre più difficile realizzare un film che celebra la storia americana senza che qualcuno lo interpreti come un manifesto politico. Con l'avvento dei social media e la facilità con cui ogni contenuto viene politicizzato, il rischio di alienare metà del pubblico è diventato concreto. Il terzo capitolo dovrà affrontare questa realtà, con Turteltaub che ha dichiarato che non si può ignorare questa divisione, ma bisogna includerla nella storia in modo intelligente, senza far sentire nessuno attaccato o escluso.Un equilibrismo delicato per un franchise che ha sempre giocato con simboli e miti fondanti dell'identità americana. Il regista non ha rivelato se il nuovo film includerà scene girate a Philadelphia, né ha fornito dettagli sulla trama. Quello che è certo è che il National Treasure Weekend ha rappresentato un'occasione perfetta per l'annuncio. Oltre alla registrazione del podcast, l'evento ha incluso una proiezione gratuita del primo film su Independence Mall, tour sold-out dei luoghi delle riprese guidati dalle conduttrici del podcast, e la proiezione del sequel del 2007, Il Mistero dei Templari: Il mistero delle pagine perdute.
Philadelphia ha un rapporto speciale con Il Mistero dei Templari 3. La città, notoriamente difficile da conquistare e sempre pronta a demolire qualsiasi prodotto culturale che la riguardi, ha finito per abbracciare il film. Le scene girate tra Independence Hall, il Liberty Bell Center e le strade del centro storico sono entrate nell'immaginario collettivo, trasformando il film in una sorta di lettera d'amore cinematografica alla culla della democrazia americana.
Ora resta da vedere come il terzo capitolo riuscirà a bilanciare l'eredità dei primi due film con le sfide di un'America profondamente cambiata. La sceneggiatura esiste, Disney ha dato il via libera, il cast è pronto a tornare. Quello che manca è solo l'inizio delle riprese e, soprattutto, la speranza che nessun autobus si metta di traverso nel destino di Nicolas Cage, che nelle scorse settimane ha indossato i panni dell'Uomo Ragno in Spider-Noir. I fan hanno aspettato 18 anni. Possono aspettare ancora un po', purché questa volta la promessa si concretizzi davvero.