Il peggio della settimana in tv: a Non è l'arena arriva Fabrizio Corona
Ecco il peggio del palinsesto televisivo italiano
Per celebrare il ritorno di Fabrizio Corona sul piccolo schermo, Massimo Giletti ha speso più della metà della puntata speciale di Non è l’Arena in suo onore, e visto come si è svolta la serata, ci viene da pensare che sia stata confezionata appositamente per avere l’occasione di ospitare in esclusiva, ed in diretta, il discusso personaggio, uscito dal carcere in regime di affidamento terapeutico. E ha fatto bene Giletti a prenderlo al volo, perché è notizia proprio dell’altro giorno che il sostituto pg abbia richiesto di nuovo la revoca del provvedimento e il rientro in carcere del noto detenuto.
Corona attacca subito Don Mazzi, che lo aveva ospitato nella sua comunità e che qualche giorno fa in una lettera ai giornali aveva dichiarato di essere l’unica persona a conoscere Fabrizio nel profondo dell’animo, ma lui dice in realtà di averlo visto solo due volte e che il sacerdote utilizzi il suo nome col solo scopo di farsi pubblicità e non ha paura a ribadire che “si deve vergognare e deve appendere il crocifisso al chiodo“. La Barra è d’accordo con lui e si dice preoccupata per il comportamento del prete che, a suo parere, non rispetta l’aitante pecorella smarrita, ma che poi invece è in prima linea a difendere e comprendere biechi assassini. E sempre lei, a nome della categoria dei giornalisti di cui fa parte, si batte il petto sentendosi in colpa per la gogna mediatica a cui i suoi colleghi hanno sottoposto questa mammoletta d’uomo. Giletti fa apparire sul ledwall l’elenco di condanne subite dal suo ospite, giusto per equilibrare l’arringa difensiva e inopportuna della Barra che noi, a dire il vero, ci chiediamo cosa faccia ancora in tv dopo che la signora in questione, candidatasi alle ultime elezioni politiche e non eletta, aveva dichiarato che in caso di sconfitta, per onestà intellettuale, non se la sarebbe più sentita di fare la giornalista. Ma evidentemente di fare l’opinionista e di saltellare per salotti tv invece sì e di sbellicarsi ad ogni minima battuta di un uomo piacente, come in questo caso.
Ma a Corona, che con indifferenza ammette di essere tossicodipendente e bipolare, interessa poco l’appoggio altrui, mentre gli importa molto che i riflettori siano sempre puntati su di lui per potere raccontare la sua versione dei fatti e più ancora vendere la sua immagine per guadagnare ancora tanti soldini. Nel momento in cui sta descrivendo, sguardo fisso in camera, il tragico istante del suo ultimo arresto, Mughini fa un gesto con le mani a sottolineare forse l’eccessiva drammaticità, visto il contesto, della narrazione, e qui allora si scatena la furia. A suon di pover’uomo, pagliaccio, poveraccio, analfabeta e miserabile prende il via una furiosa ed ignobile lite tra i due, che vede il suo apice quando Corona dice al giornalista “ti compro e ti metto in giardino, e poi ti do anche lezione di giornalismo visto che i miei libri vendono più dei tuoi”. Mughini risponde a tono e precisa che l’altro sia diventato famoso come fotografo non avendo mai scattato una foto in vita sua. Corona risponde con un secco e lapidario “ Ma vai a ca**re”. Nel marasma ad un certo punto anche Giletti perde le staffe e quando Klaus Davi, presenza consueta del programma, tenta di anticipare le tappe della vicenda Corona, il padrone di casa sbotta “Klaus adesso non mi mettere in difficoltà pure tu, altrimenti ti alzi e te ne vai”. Da quel momento è un crescendo di attimi imbarazzanti e deliranti. Così scopriamo che Corona è da anni arrabbiato con Selvaggia Lucarelli perché è stato proprio per colpa di un suo articolo che poi la Polizia trovò la montagna di soldi nascosta nel controsoffitto dell’appartamento della collaboratrice di Fabrizio, che, secondo Giletti, però è una brava persona perché aveva conservato il malloppo senza spenderselo, dimostrando dedizione e onestà verso il suo datore di lavoro. Fa niente se erano tutti i soldi in nero e questa cosa si chiama evasione fiscale. E in un eccesso di buonismo Giletti chiama Fabrizio col nome di Francesco, spiegando che nella confusione tra preti ed altro, pensava a San Francesco.

E bisognosi di leggerezza ci ritroviamo a guardare, in clima di mondiali di calcio, seppur da nazione esclusa, Balalaika, quel gioiellino di programma creato appositamente per commentare i match di prima serata. Alla guida del talk show di ispirazione sportiva troviamo Nicola Savino che, viste le precedenti esperienze in Rai, di calcio un pochino se ne dovrebbe intendere e con lui un’imbalsamata Ilary Blasi che con questo trucco ed ennesimo nuovo colore di capelli assomiglia in modo impressionante, a Rodrigo Alves, l’amatissimo Ken umano, feticcio di Barbara D’Urso. La Blasi si guarda attorno scazzata ed imbambolata, eppure il mondo del pallone dovrebbe esserle famigliare, sfoggia ogni sera look diversi e sempre più improbabili con trasparenze e mutande a vista, e si gioca il ruolo della bellona con Belen Rodriguez, altra presenza fissa della trasmissione nel ruolo di avvenente ornamento.
Abbiamo iniziato la rubrica parlando di uno che viene chiamato fotografo, ma fotografo non lo è mai stato e chiudiamo con un professionista vero che fotografo lo è sul serio e viene chiamato maestro.
Siamo nel corso di una puntata di Stasera Italia, il rotocalco di approfondimento di Rete 4, l’argomento spinoso è il censimento della popolazione nomade proposto dal ministro Salvini e su due fronti opposti troviamo il ministro Centinaio e Oliviero Toscani. Dai nomadi la questione si sposta brevemente sulla campagna pubblicitaria Benetton, di cui Toscani è da anni strettissimo collaboratore nonché glorioso fautore delle immagini più discusse del brand, e il clima si fa subito teso.
Centinaio: “Neanche per fare il fotografo bisogna avere tutto questo talento“
Toscani: “Già, però a me mi conoscono in tutto il mondo e a lei no”
Toscani: “La sua ignoranza mi fa specie, impari l’educazione, sono stanco, è da mezz’ora che sento parlare un ministrello”
A questo punto il ministro sorride e fa ciao ciao all’altro con la manina e Brindisi, cercando di placare gli animi, ricorda ad entrambi che sono persone di valore e che non possono comportarsi così. Eppure a noi sembravano due bambini dell’asilo che giocano a chi la spara più grossa solo per vedere l’effetto che fa.