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Il ritorno di Rocky in 4K nasconde una storia incredibile: Stallone rifiutò 360 mila dollari per il ruolo

Rocky compie 50 anni e torna al cinema dal 7 al 15 dicembre in versione restaurata in 4K: un'occasione per riscoprire il cult con Sylvester Stallone.

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Ci sono film capaci di attraversare le generazioni senza perdere il proprio fascino. Rocky, il cult del 1976 diretto da John G. Avildsen e interpretato da Sylvester Stallone, è sicuramente uno di questi. Per celebrare il cinquantesimo anniversario, la pellicola tornerà nelle sale italiane dal 7 al 15 dicembre 2026 in una nuova versione restaurata in 4K. Un'occasione per riscoprire sul grande schermo la storia del pugile di Philadelphia, diventato un simbolo di determinazione e riscatto. Le celebrazioni proseguiranno il 31 dicembre con l'arrivo di Rocky sono io, il biopic che racconterà la difficile strada percorsa da Stallone per realizzare il suo sogno.

La storia di Rocky Balboa è quella di un pugile dilettante che vive ai margini della società, tra piccoli incontri e ambizioni apparentemente irrealizzabili. La sua quotidianità cambia quando Apollo Creed, campione mondiale dei pesi massimi interpretato da Carl Weathers, lo sceglie come avversario. Per il protagonista è un'occasione inaspettata per dimostrare il proprio valore. Al suo fianco ci sono Adriana, interpretata da Talia Shire, e Mickey, il suo allenatore interpretato da Burgess Meredith. Oltre agli incontri sul ring, il film racconta una battaglia personale fatta di sacrifici, insicurezze e desiderio di riscatto.

A rendere indimenticabile la pellicola sono anche alcune sequenze entrate nell'immaginario collettivo, come la corsa lungo i gradini del Philadelphia Museum of Art e gli allenamenti accompagnati dalle musiche di Bill Conti. I tre Premi Oscar conquistati, tra cui quello per il Miglior Film, hanno consacrato il successo di un'opera che continua a parlare a pubblici diversi. Il restauro in 4K offrirà agli spettatori la possibilità di ritrovare sul grande schermo le immagini del film con una qualità visiva rinnovata. Durante le proiezioni sarà presentata un'anticipazione esclusiva di alcuni minuti del biopic dedicato alla sua realizzazione.

Rocky sono io (I Play Rocky) ripercorrerà le origini del progetto, quando Stallone aveva circa trent'anni e cercava ancora di affermarsi come attore. Dopo diversi lavori precari e una carriera che non riusciva a decollare, decise di scrivere una sceneggiatura ispirata alla storia di un pugile abituato a perdere. Con il sostegno della moglie Sasha, diede forma a un personaggio nel quale desiderava riconoscersi anche sul grande schermo. Quando i produttori mostrarono interesse per il copione, emerse un problema, volevano acquistare la sceneggiatura, ma preferivano affidare il ruolo principale a un interprete già famoso. Stallone era determinato a vestire personalmente i panni di Rocky Balboa.

La sua posizione mise a rischio l'intera operazione, ma l'attore non volle cedere neppure davanti a proposte economiche molto vantaggiose. Le offerte arrivarono fino a 360 mila dollari, una somma importante per un artista ancora lontano dal successo internazionale. Stallone, non era disposto a rinunciare al protagonista che aveva immaginato e scritto. Il biopic diretto da Peter Farrelly, regista di Green Book, racconterà proprio questa scelta e la determinazione con cui riuscì a portare avanti il progetto. A interpretarlo sarà Anthony Ippolito, selezionato anche nel rispetto di un desiderio espresso dallo stesso Stallone, affidare la parte a un attore relativamente sconosciuto, proprio come lo era lui all'inizio della sua carriera.

Ippolito riuscì a farsi notare preparando autonomamente alcune scene nel seminterrato della casa della nonna, a Long Island, dopo aver recuperato la sceneggiatura. Il giovane attore ha raccontato anche di aver incontrato il suo idolo, che si è mostrato entusiasta e disponibile nei suoi confronti. Rocky sono io arriverà nelle sale italiane il 31 dicembre 2026 con Eagle Pictures, completando un anniversario che celebra non soltanto un grande classico del cinema, ma anche la scommessa personale che permise a Sylvester Stallone di trasformare un sogno in una storia destinata a durare nel tempo.

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