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Rocky sono io, Anthony Ippolito: "Il cane non era un mio fan", la sfida per diventare Sylvester Stallone

Anthony Ippolito racconta la trasformazione in Sylvester Stallone per Rocky sono io: due anni di allenamento, l’incontro con Sly e un cane difficile da conquistare.

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Interpretare una leggenda del cinema non significa soltanto imitarne la voce o riprodurne i gesti. Per Anthony Ippolito, diventare Sylvester Stallone in I Play Rocky ha richiesto una trasformazione fisica radicale, mesi di preparazione e il confronto diretto con il suo idolo. L’attore ha dovuto affrontare anche un imprevisto piuttosto curioso, il cane che interpretava Butkus, il celebre compagno a quattro zampe di Rocky, sembrava non voler saperne di lui. Un’esperienza che ha reso le prime riprese ancora più complicate, ma anche imprevedibili.

La preparazione di Ippolito è stata prima di tutto una questione di disciplina. Per avvicinarsi alla corporatura di Stallone, l’attore ha trascorso quasi due anni aumentando il proprio peso da circa 68 a 82 chili, accompagnando il cambiamento con un allenamento costante alla Gleason’s Gym di Brooklyn. Non è stato un percorso privo di difficoltà, costruire una nuova fisicità richiedeva di trasformare l’alimentazione, gli impegni quotidiani e le priorità personali in modo duraturo. Anche amici e conoscenti hanno notato il cambiamento, talvolta senza capirne il motivo. Alcuni, infatti, non sapevano che si stesse preparando per un ruolo così impegnativo e gli chiedevano cosa gli stesse succedendo. La risposta era semplice, palestra e cibo, giorno dopo giorno.

Per riuscire a interpretare Stallone senza trasformarlo in una semplice imitazione, Ippolito ha potuto confrontarsi direttamente con l’attore circa un mese prima dell’inizio delle riprese. Un incontro particolarmente importante per lui, che considera Sly un eroe personale. Stallone si è mostrato disponibile e partecipe, condividendo i ricordi di un periodo in cui convincere Hollywood a credere in Rocky sembrava un’impresa quasi impossibile. Gli ha raccontato la fatica di sostenere il progetto, la solitudine e la sensazione di dover affrontare tutto da solo, nonostante la vicinanza della moglie Sasha, interpretata nel film da AnnaSophia Robb. Anche il rapporto difficile con il padre, che non credeva nelle sue ambizioni, fa parte di questa storia. Proprio la capacità di resistere alle difficoltà, senza rinunciare al proprio obiettivo, rappresenta il legame più profondo tra Stallone e il pugile che lo ha reso celebre.

Il lavoro sul personaggio non si è limitato alla somiglianza fisica e alla voce. Il regista Peter Farrelly ha puntato a restituire l’essenza dell’attore, evitando che la sua interpretazione diventasse una caricatura. E il primo giorno sul set non ha certo reso tutto più semplice. Tra le scene iniziali affidate a Ippolito c’erano quelle con il cane che interpreta Butkus, il compagno di Rocky nella storia originale. L’attore non aveva avuto modo di conoscere quell’animale prima del giorno precedente alle riprese e la sintonia, almeno all’inizio, era tutt’altro che immediata. Il cane, che pesava circa 64-73 chili, sembrava ignorarlo e spesso faceva di testa propria, rendendo complicato ottenere le reazioni previste. Ippolito ha raccontato con ironia che sono serviti diversi giorni e parecchi bocconcini per conquistare la sua fiducia.

Una situazione che gli ha insegnato quanto, sul set, sia necessario sapersi adattare, a volte proprio gli imprevisti regalano i momenti migliori, a patto di avere pazienza. Diretto da Farrelly, I Play Rocky ricostruisce il percorso che portò Stallone a realizzare il film del 1976, oggi considerato un classico del cinema sportivo. All’epoca, però, il progetto incontrò numerosi ostacoli e l’attore dovette lottare per mantenere il controllo sulla storia in cui credeva. Nel cast, accanto a Ippolito e Robb, figurano Stephan James nel ruolo di Carl Weathers, oltre a Kiki Seto, P.J. Byrne, Matt Dillon, Tracy Letts e Jay Duplass. Il film arriverà nelle sale statunitensi con un’uscita limitata il 6 novembre, seguita dalla distribuzione più ampia il 20 novembre 2026.

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