Il romanzo che ha ispirato Matrix (e che nessuno era riuscito ad adattare) arriva in streaming a gennaio
Il romanzo di William Gibson diventa una serie TV. Il cyberpunk che ha ispirato Matrix finalmente adattato dopo 40 anni.
Esistono romanzi che sembrano nati per sfidare il cinema. Opere talmente visionarie, complesse o radicali da meritarsi l'etichetta di "infilmabili", un marchio che spesso diventa un destino. Alcuni, come il capolavoro di Ursula K. Le Guin "La mano sinistra delle tenebre", sono diventati classici della fantascienza senza mai vedere la luce di un set cinematografico. Altri, come "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" di Philip K. Dick, hanno generato adattamenti come Blade Runner che, pur diventando cult assoluti, hanno inizialmente spiazzato critica e pubblico. Nel panorama di questi titoli maledetti, uno svetta su tutti per influenza culturale e difficoltà adattativa: Neuromancer di William Gibson, romanzo del 1984 che ha letteralmente inventato il cyberpunk come lo conosciamo. A gennaio 2027, Apple TV si prepara a infrangere questa maledizione con una serie che promette di portare finalmente sullo schermo una delle opere più rivoluzionarie della letteratura fantascientifica.
Il romanzo salta continuamente tra realtà fisica e virtuale, attraversa ambientazioni globali dal Giappone distopico agli sprawl urbani americani, introduce concetti come il cyberspazio anni prima che diventassero comprensibili al grande pubblico. L'influenza di William S. Burroughs e del suo delirante "Pasto nudo" rende la prosa ancora più impenetrabile, un flusso di coscienza tecnologico che ha ispirato generazioni di autori ma terrorizzato decine di produttori. Proprio questa complessità spiega perché ci sono voluti oltre quarant'anni per vedere Neuromancer trasformato in una serie. Confrontato con cyberpunk più accessibili come RoboCop, il romanzo di Gibson richiede un impegno visivo e narrativo straordinario. Eppure la sua eco culturale è innegabile: senza Neuromancer non esisterebbero Matrix, Ghost in the Shell nella sua versione occidentale, persino estetica e tematiche di Cyberpunk 2077.
La scelta di Apple TV come produttore non è casuale. Negli ultimi anni, il servizio di streaming ha dimostrato un impegno senza precedenti verso la fantascienza ambiziosa e immersiva. Mentre Netflix vanta Stranger Things, Black Mirror e 3 Body Problem (quest'ultima tratta da un'altra trilogia considerata inadattabile), e Hulu schiera Paradise e il franchise di The Handmaid's Tale, Apple TV ha costruito un catalogo che spazia dal thriller alieno Invasion all'adattamento di Isaac Asimov Foundation, dal post-apocalittico Silo alla distopia corporativa Severance. Le prime immagini della serie, guidata dallo showrunner Graham Roland e dal regista J.D. Dillard, mostrano un'attenzione maniacale alla fedeltà visiva e narrativa. Il cast vede Callum Turner nei panni di Case, Briana Middleton come Molly, con veterani come Mark Strong e Peter Sarsgaard in ruoli chiave. L'estetica sembra catturare quella patina di futuro decadente, di tecnologia logora e mercati neri cibernetici che Gibson ha reso celebri.