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Il vero Chris Hansen ha visto Primetime, cosa pensa di Pattinson: "Mai visto niente di simile"

Chris Hansen commenta Primetime, il film con Robert Pattinson ispirato a To Catch a Predator, e spiega perché non apprezza la sua rappresentazione.

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Chris Hansen ha finalmente visto Primetime, il film di Lance Oppenheim con Robert Pattinson che rielabora per il grande schermo la sua esperienza alla guida di To Catch a Predator. E la sua reazione è stata tutt’altro che positiva. Dopo aver evitato per mesi la visione del film, Hansen ha assistito a una proiezione in un cinema di New York e ha poi raccontato le sue impressioni nel suo programma online. Secondo l’ex conduttore, la pellicola presenta una versione di lui molto distante dalla persona e dal professionista che ricorda di essere stato.

Il problema, per Hansen, riguarda innanzitutto il tono scelto da Oppenheim. A suo giudizio, Primetime trasforma una vicenda legata al giornalismo investigativo e alla tutela dei minori in una storia molto più cupa, quasi da thriller psicologico. L’ex conduttore ha raccontato di aver riconosciuto pochissimi elementi della propria esperienza e ha contestato in particolare alcune situazioni che coinvolgono figure dell’epoca, sostenendo che non siano mai avvenute. La sua troupe, ha aggiunto, avrebbe avuto reazioni differenti. Alcuni ex collaboratori avrebbero apprezzato il lavoro cinematografico, ma altri sarebbero rimasti poco coinvolti dalla storia.

Una delle critiche più personali riguarda invece la rappresentazione della sua famiglia. Hansen non si riconosce nel genitore distante e disinteressato mostrato dal film e considera questa parte della sceneggiatura particolarmente lontana dalla realtà. Anche la caratterizzazione professionale gli è sembrata problematica, il protagonista interpretato da Pattinson appare fortemente concentrato sulla televisione, sulla competizione e sugli ascolti, mentre Hansen sostiene che il film non restituisca adeguatamente il significato che lui attribuisce alle proprie inchieste.

Nel mirino è finita anche la prova di Robert Pattinson. Hansen aveva già definito l'interpretazione troppo teatrale prima di vedere il film e, dopo la proiezione, ha confermato la propria impressione assegnando all'attore una “D”. Pattinson, dal canto suo, aveva spiegato di sperare che Hansen potesse apprezzare almeno l'ispirazione alla base del personaggio, sottolineando l'impatto che To Catch a Predator ha avuto nell'immaginario televisivo.

La distanza tra il vero Hansen e il protagonista di Primetime dipende anche dalla natura stessa del progetto. A24 non ha presentato il film come una biografia fedele, ma come una storia ispirata a fatti reali. È quindi una ricostruzione cinematografica che utilizza persone ed eventi reali come punto di partenza, lasciando spazio alla drammatizzazione. Per Hansen, però, proprio questa libertà creativa finisce per produrre un ritratto nel quale non riconosce quasi nulla di sé. La sua conclusione dopo la visione è stata quindi molto netta, il film racconta una versione profondamente diversa della sua storia e del lavoro svolto con To Catch a Predator.

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