Insidious abbandona la famiglia Lambert dopo 11 anni: il cambio di rotta per il nuovo capitolo potrebbe salvare la saga
Insidious: Fuori dall'altrove abbandona i Lambert per rinnovarsi. Analisi del nuovo capitolo in uscita ad agosto 2026 e del futuro del franchise horror.
Il panorama horror del 2026 è affollato, ma c'è ancora spazio per un ritorno trionfale. Ad agosto, precisamente il 21, Insidious: Fuori dall'altrove riporterà sul grande schermo uno dei franchise soprannaturali più redditizi dell'ultimo decennio, a tre anni di distanza da Insidious: La porta rossa. E questa volta, la scelta creativa è radicale: niente famiglia Lambert, niente continuità diretta con le storie che hanno definito la saga. Solo nuovi volti, nuovi demoni e una scommessa che potrebbe ridefinire l'intera serie.
Uscito nel 2023, La porta rossa ha incassato 189 milioni di dollari diventando il capitolo più redditizio dell'intera saga. Un risultato che ha confermato quanto già dimostrato da L'ultima chiave nel 2018, con i suoi 167 milioni, e da Insidious 2 nel 2013, che aveva raggiunto i 161 milioni. Nonostante le recensioni altalenanti e una timeline narrativa ormai quasi indecifrabile, il pubblico continua a seguire le vicende legate al Further, quella dimensione spettrale che collega i vivi ai morti e che rappresenta il cuore pulsante della mitologia del franchise.
La saga è nata nel 2010 concentrandosi sulla famiglia Lambert e sulla medium Elise Rainier, interpretata da Lin Shaye, chiamata a salvare il giovane Dalton da una possessione demoniaca. I primi due capitoli hanno raccontato una storia coesa e relativamente lineare. Poi, dal 2015, il franchise ha iniziato a espandersi. Insidious 3 ha introdotto una nuova protagonista, mentre L'ultima chiave è tornato su Elise ma in forma di prequel, collocandosi cronologicamente prima del film originale. La porta rossa ha poi riportato in scena i Lambert, chiudendo idealmente il cerchio narrativo iniziato oltre un decennio prima.
Fuori dall'altrove segna quindi il primo vero tentativo di abbandonare completamente quella storyline dalla fine del capitolo 3, che non a caso è stato il capitolo con gli incassi più bassi della serie. Una scelta che potrebbe sembrare azzardata, ma che in realtà potrebbe rivelarsi vincente. Il 2025 ha dimostrato che il pubblico è affamato di rischi creativi: Predator: Badlands ha reimmaginato radicalmente le aspettative su cosa potesse essere un film della saga Predator, venendo premiato sia al botteghino che dalla critica (il regista ha firmato addirittura per nuovi kolossal).
Il franchise Insidious potrebbe beneficiare enormemente di questa ventata di rinnovamento. Dal terzo capitolo in poi, le recensioni sono state costantemente tiepide, con critici e pubblico che hanno iniziato a percepire una certa stanchezza narrativa. Cambiare protagonisti, ambientazioni e toni potrebbe essere esattamente ciò di cui la saga ha bisogno per sfuggire alla trappola dell'auto-ripetizione e riconquistare quella freschezza che aveva caratterizzato i primi due film diretti da James Wan.