Giusto qualche giorno fa, abbiamo parlato di un aneddoto relativo alle riprese d’Interstellar, la pellicola sci-fi diretta da Christopher Nolan arrivata nei cinema nel 2014. La co-protagonista del film, Anne Hathaway, ha infatti raccontato un curioso dietro le quinte focalizzato su una particolare lamentela fatta da Matt Damon che, sostanzialmente, diede voce anche al fastidio che lei stessa stava provando. Un fastidio che aveva a che fare con i costumi che dovevano indossare. Potete scoprire tutto quello che c’è da sapere in merito in questo articolo.

Con la complicità dell’arrivo nelle librerie americane di “The Nolan Variations”, testo di Tom Shone dedicato al celebrato e ammirato filmmaker britannico da tempo trapiantato in America, possiamo scoprire (via Indiewire) un’altra critica collegata sempre a Interstellar che, contrariamente alla precedente, non arrivava a Christopher Nolan dal cast della pellicola, ma da alcuni suoi colleghi registi (di cui non rivela i nomi). Critica che aveva a che fare con un ben noto “nodo gordiano” della filmografia nolaniana: il sound design, aspetto che tiene banco da sempre, fin dalla voce poco chiara di Bane ne Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno fino al recentissimo Tenet.

Il regista spiega: “Abbiamo ricevuto un sacco di lamentele sul sound design di Interstellar. Ho anche ricevuto chiamate di altri registi che mi dicevano “Ho appena visto il tuo film, ma i dialoghi non sono udibili”. Alcuni pensavano che la musica fosse troppo alta, ma in realtà si trattava di tutta l’enchilada che avevamo scelto per il missaggio. Era un mix molto, molto radicale. Personalmente, sono rimasto alquanto spiazzato da quanto le persone tendano ad assumere delle posizioni conservative quando si parla di sonoro. Puoi fare un film che ha qualsiasi aspetto dal punto di vista visivo, potresti girarne uno con l’iPhone e nessuno si lamenterebbe. Ma se proponi il suono in una certa maniera o se scegli certe sub-frequenze, la gente s’inalbera”.

“C’è una meravigliosa sensazione di fisicità nel suono d’Interstellar” prosegue Christopher Nolan “un aspetto su cui abbiamo insistito più di quanto chiunque abbia mai fatto. Abbiamo lavorato sull’idea di sub-channel che ti permette di avere un sacco di vibrazioni. Molte arrivavano grazie alla musica, dove Hans Zimmer aveva quest’organo usato alle note più basse che facevano letteralmente vibrarti il torace. Le basse frequenze vengono filtrate automaticamente dal software. Lui aveva disattivato completamente l’opzione e si possono sentire tutte. E col doppiaggio abbiamo fatto lo stesso. È un mix audio molto affascinante. E, specie nelle proiezioni IMAX, è davvero degno di nota”.

Cosa ne pensate delle puntualizzazioni fatte da Christopher Nolan sul missaggio audio d’Interstellar? Ditecelo nei commenti!