Io sono Rocky emoziona la famiglia Stallone: Jennifer Flavin non trattiene le lacrime durante la visione
Sylvester Stallone guarda Io sono Rocky e promuove il biopic: Jennifer Flavin si commuove fino alle lacrime durante la visione del film.
Sylvester Stallone ha finalmente visto Rocky sono io, il biopic che racconta la nascita del celebre film del 1976 e il percorso che lo ha portato a interpretare uno dei personaggi più iconici della storia del cinema. A raccontare la reazione dell'attore è stato il regista Peter Farrelly, che aspettava con una certa apprensione il suo giudizio. A sorprendere è stata soprattutto la risposta di Jennifer Flavin, attuale moglie della star di Hollywood, che non è riuscita a trattenere le lacrime durante la visione. Un momento particolarmente significativo per un film che ripercorre una pagina fondamentale della vita professionale e personale di Stallone.
Le preoccupazioni di Farrelly si sono rivelate infondate. Dopo aver visto Rocky sono io, Stallone ha contattato il regista per comunicargli di aver apprezzato il risultato. Il dettaglio più emozionante riguarda proprio Jennifer Flavin, secondo quanto raccontato da Farrelly, la donna avrebbe pianto per tutta la durata della proiezione. Un particolare che aggiunge una dimensione personale alla vicenda, considerando che il biopic racconta una fase della vita dell'attore precedente al suo matrimonio con Jennifer. All'epoca dei fatti Stallone era sposato con Sasha Czack, la sua prima moglie, che aveva già mostrato una forte reazione emotiva leggendo una delle prime versioni della sceneggiatura di Rocky.
La strada verso la realizzazione di Rocky sono io non è stata priva di ostacoli. Inizialmente Stallone non sembrava particolarmente entusiasta all'idea di vedere raccontata la propria storia sul grande schermo, arrivando a manifestare il disappunto per un progetto che percepiva come un modo per metterlo da parte mentre era ancora in vita. A contribuire al cambiamento di atteggiamento sarebbe stata la scelta di Anthony Ippolito per interpretare il giovane Sylvester Stallone. L'attore ha letto la sceneggiatura e ha dato il via libera al film, una condizione che Farrelly aveva considerato fondamentale fin dall'inizio, il regista, non avrebbe voluto procedere senza il consenso del diretto interessato.