It: Welcome to Derry, Andy Muschietti spiega perché il salto al 1935 cambierà la seconda stagione
Andy Muschietti rompe il silenzio sulla seconda stagione di It: Welcome to Derry, confermando che adatterà uno degli episodi più oscuri del romanzo di Stephen King, ambientato nel 1935.
Mentre i fan dell'horror attendono il ritorno di Pennywise e dei suoi incubi, Andy Muschietti ha finalmente rotto il silenzio sulla seconda stagione di It: Welcome to Derry. E le sue parole non lasciano spazio a equivoci: la nuova serie non avrà paura di sporcarsi le mani con la brutalità storica e sociale degli anni Trenta.
"Siamo nella writers' room proprio adesso, ed è un periodo molto eccitante", conferma Muschietti in un'intervista esclusiva. La seconda stagione farà un salto indietro di 27 anni rispetto alla prima, atterrando nel 1935, in piena Grande Depressione. L'ambientazione non è casuale: il creatore della serie ha scelto di portare sullo schermo uno degli interludi più violenti del romanzo originale di Stephen King, il massacro della banda Bradley. Per chi non ricorda questo passaggio del libro, si tratta di un episodio in cui un gruppo di fuorilegge si rifugia a Derry mentre fugge dall'FBI, seminando il terrore tra rapine, omicidi di commercianti e caos generalizzato.Un contesto perfetto per esplorare non solo l'orrore soprannaturale di Pennywise, ma anche quello molto umano di un'epoca devastata dalla crisi economica. "Ci sarà molto di quell'atmosfera da Grande Depressione nei nostri personaggi", spiega Muschietti. "Tutti cercano di cavarsela, di sopravvivere alle circostanze. E faranno cose folli per riuscirci". Ma è la dichiarazione successiva del regista a rivelare quanto la serie intenda spingersi in territorio inesplorato: "E naturalmente non salteremo le cose sociali, culturali e orribili che accadevano in quell'epoca. Sono il centro stesso e il cuore della nostra storia".
È un impegno significativo, poiché gli anni Trenta in America non furono solo l'epoca delle zuppe popolari e delle migrazioni disperate: furono anche anni di profonde ingiustizie razziali, di linciaggi, di segregazione istituzionalizzata, di disperazione che si trasformava in violenza. Temi che il cinema e la televisione spesso preferiscono ammorbidire o evitare del tutto, ma che Muschietti e il suo team sembrano intenzionati ad affrontare di petto. L'estetica della serie subirà una trasformazione radicale. Se i fan di It sono abituati a vedere l'orrore nascosto sotto la patina rassicurante della vita suburbana americana, con bambini che pedalano in bicicletta per strade ordinate, la seconda stagione di Welcome to Derry promette qualcosa di completamente diverso.
"In questo caso, in superficie, Derry è quasi un cimitero", descrive Muschietti con un'immagine potente:"È la carcassa di qualcosa, perché le persone sono esaurite, povere, stanche, senza lavoro, senza casa. I ragazzi non hanno una vita suburbana confortante. Sono in una situazione completamente diversa. Alcuni sono orfani o fuggiaschi, e quindi l'ambiente è piuttosto desolante". - Andy Muschietti
Nonostante il contesto cupissimo, Andy Muschietti promette che la seconda stagione non rinuncerà alla speranza. Al centro della storia ci sarà un nuovo gruppo di protagonisti costretto a sopravvivere in un'America devastata dalla Grande Depressione, mentre il regista continuerà a scavare tra le pagine meno esplorate del romanzo di Stephen King. Il salto al 1935 offrirà infatti molta più libertà creativa. Gli interludi dedicati a quell'epoca occupano solo poche pagine del libro, ma contengono abbastanza indizi per espandere la mitologia di Derry senza tradire il materiale originale. A tenere insieme le diverse linee temporali ci penserà anche un albero genealogico che collegherà le varie generazioni di abitanti della cittadina.
Muschietti ha già spiegato di immaginare Welcome to Derry come una storia raccontata all'indietro, articolata su tre periodi storici diversi, con l'obiettivo di arrivare sempre più vicino alle origini del male che infesta Derry. Parallelamente, il regista ha ribadito il desiderio di adattare anche The Jaunt, uno dei racconti più inquietanti mai scritti da Stephen King. E il suo viaggio nell'universo di It potrebbe essere tutt'altro che concluso, visto che nei mesi scorsi Barbara Muschietti ha lasciato intendere che un possibile It: Capitolo 3 resta un'ipotesi concreta e che ci sono ancora molte storie da esplorare nell'universo creato da Stephen King, ben oltre le tre stagioni pianificate per Welcome to Derry.