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IT: Welcome to Derry svela la vera natura di Pennywise: dietro il clown si nasconde l'orrore assoluto

Pennywise è molto più di un clown assassino: dalle origini cosmiche ai Deadlights, scopriamo la vera natura della terrificante creatura di IT. E come può essere sconfitta!

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Quando Georgie Denbrough si affaccia nel tombino all'inizio di IT e incontra quel clown sorridente con il palloncino rosso, nessuno immagina davvero cosa si nasconda dietro quella maschera grottesca. Pennywise il Clown Danzante è diventato un'icona dell'horror moderno, grazie ai film diretti da Andy Muschietti e alla serie It: Welcome to Derry, ma la verità sulla sua natura va ben oltre l'immagine del pagliaccio assassino che terrorizza i bambini di Derry, Maine.

La forma che conosciamo, quella del clown vittoriano con il costume arancione e il ghigno sadico, è solo la punta di un iceberg cosmico che affonda le radici in una mitologia tanto complessa quanto terrificante. Stephen King ha costruito attorno a questa creatura un'origine che trascende il semplice racconto horror per toccare dimensioni lovecraftiane, dove il male non è umano, non è comprensibile, e soprattutto non appartiene nemmeno al nostro universo. La serie It: Welcome to Derry, ambientata nei primi anni Sessanta durante uno dei cicli di massacro di Pennywise, ha ulteriormente approfondito questa mitologia oscura, rivelando dettagli sulla storyline di Ingrid Kersh e altri sottotrame che espandono il quadro. Ma per capire davvero cosa sia Pennywise, dobbiamo viaggiare indietro nel tempo. Molto indietro.

Pennywise è un'entità antica quanto l'universo stesso, forse anche più vecchia. Non viene da Derry, non viene dal Maine, non viene nemmeno dalla Terra. La sua casa originaria è un luogo chiamato Macroverse, uno spazio-oltre-lo-spazio che contiene l'intera esistenza. Pensate a una dimensione che siede accanto alla nostra, parallela ma irraggiungibile, dove le leggi della fisica e della logica non hanno senso. All'interno del Macroverse esiste un angolo specifico di oscurità conosciuto come i Deadlights, il regno personale di IT. Questa dimensione è descritta come un vortice di luci viventi, un'entità informe e incomprensibile fatta di pura malevolenza. In un momento imprecisato della storia cosmica, Pennywise ha lasciato i Deadlights e ha attraversato il Macroverse, entrando nel nostro universo in un evento catastrofico avvenuto milioni di anni fa.

IT: Welcome to Derry, fonte: HBO

L'impatto è stato letteralmente apocalittico. IT è atterrato nella sezione del Nord America che sarebbe diventata il Maine, precisamente dove nel 1715 sarebbe stata fondata la cittadina di Derry. Per eoni, la creatura è rimasta dormiente sotto la terra, in attesa. In attesa dell'arrivo dell'umanità, della sua paura, del suo cibo. Quando Derry fu costruita, IT si risvegliò. E da allora ha instaurato un ciclo preciso e implacabile: ogni 27-30 anni emerge dal suo letargo, si nutre della paura degli abitanti, e poi torna a dormire. Un ritmo biologico alieno che scandisce la storia segreta della città come un orologio maledetto. Ma perché i bambini?

La risposta è semplice ed agghiacciante: Pennywise non mangia letteralmente i corpi delle sue vittime, consuma la loro paura. E le paure dei bambini sono più pure, più intense, più facili da manifestare in forma fisica. Un bambino che ha paura del buio, di un mostro nell'armadio, di un clown inquietante, proietta queste angosce in modo così vivido che IT può dargli forma, materializzarle, e poi nutrirsene. Stephen King ha scelto la forma del clown come manifestazione primaria perché, come ha dichiarato lui stesso, crede che i clown spaventino i bambini più di qualsiasi altra cosa al mondo. Quella figura che dovrebbe essere divertente, rassicurante, festosa, diventa invece distorta, minacciosa, sbagliata.

L'archetipo perfetto dell'uncanny valley applicato all'horror. Ma Pennywise è un mutaforma. Il clown è solo la forma preferita, quella che usa più spesso. Nel corso dei film e della serie, IT assume le sembianze di ciò che ogni vittima teme di più: un lebbroso senza casa che insegue Eddie, la donna nel quadro che terrorizza Stan, figure parentali abusanti, mostri informi. Nel romanzo originale, King spinge questo concetto ancora oltre, facendo assumere a IT le forme di Dracula, l'Uomo Lupo, la Creatura della Laguna Nera, il mostro di Frankenstein, persino lo squalo di Jaws. Ma qual è la vera forma di Pennywise? Cosa si nasconde quando tutte le maschere cadono?

IT: Welcome to Derry, fonte: HBO

Billy Denbrough, nel romanzo, ha intravisto per un istante la vera natura di IT nei Deadlights, descrivendola come una creatura infinita, strisciante e pelosa fatta di luce arancione. Nel film IT: Capitolo 2, anche Richie Tozier vede la forma autentica dell'entità durante il climax: un trio di luci scintillanti che nuotano tra pareti infinite di quella che sembra carne incandescente. L'esperienza è così devastante che gli occhi di Richie si rovesciano nel cranio e quasi lo uccide. Nel romanzo, IT assume anche la forma di un enorme ragno femmina, ma questa è comunque una manifestazione fisica parziale, non la vera essenza. Perché la verità è che Pennywise è un essere cosmico, un'entità godlike che esiste su un piano di realtà che la mente umana non può comprendere senza disintegrarsi.

La mitologia più ampia di Stephen King, quella che connette IT con la serie della Torre Nera, rivela che IT ha un nemico naturale: un'altra entità suprema chiamata La Tartaruga, nota anche come Maturin. Questa creatura benevola è uno dei Guardiani del Raggio, esseri che letteralmente tengono insieme la realtà attraverso i vari universi del King-verse. E IT si descrive come "l'essere superiore" rispetto alla Tartaruga. Che Pennywise possa competere con un'entità che sostiene il tessuto stesso della realtà multiversale è testimonianza del suo potere smisurato. Non stiamo parlando di un semplice serial killer soprannaturale, ma di una forza primordiale di caos e distruzione. I poteri di IT sono conseguentemente terrificanti. Oltre al mutaforma, può proiettare illusioni così reali da diventare letali.

È stato Pennywise a manifestare il fuoco che ha ucciso i genitori di Mike Hanlon. Può inserirsi nelle fotografie, come nella scena della proiezione di diapositive nel garage di Billy. Appare e scompare a volontà, attraversa pareti, distorce lo spazio e il tempo. IT manipola anche le menti degli adulti di Derry, inducendoli a ignorare passivamente le sparizioni dei bambini, a non fare domande, a sovrapporre nuovi manifesti di "scomparso" sopra quelli vecchi senza mai elaborare il lutto. Questa influenza psichica di massa spiega come Pennywise abbia potuto operare indisturbato per secoli.

IT: Welcome to Derry, fonte: HBO

Perché non sono solo i cicli di 27 anni a scandire la presenza di IT a Derry. Come Ben Hanscom scopre ricercando nella biblioteca, Pennywise è stato responsabile di quasi ogni tragedia importante nella storia della città. L'esplosione alla Kitchener Iron Works che uccise 108 persone, di cui 88 bambini. Il massacro del Black Spot, esplorato in dettaglio in It: Welcome to Derry attraverso il personaggio di Hank Grogan. Ogni evento violento, ogni morte inspiegabile, ogni incidente "sfortunato" porta la firma invisibile di IT. IT può anche essere risvegliato da atti di violenza particolarmente brutali, anche fuori dal ciclo standard.

Nel romanzo del 1986, la storia inizia nel 1957 con un bambino di nome Dorcey Corcoran picchiato a morte dal patrigno, Richard Macklin. Questo atto di crudeltà risveglia Pennywise dal suo sonno. La domanda che sorge spontanea è: come si può sconfiggere un essere simile? Come possono un gruppo di bambini, per quanto coraggiosi, competere con una forza cosmica antica milioni di anni? La risposta, nel King-verso, non sta nella forza fisica ma in qualcosa di più sottile: il potere dell'immaginazione, della volontà collettiva. I Perdenti non sconfiggono Pennywise con armi o strategie militari, ma attraverso un rituale metafisico chiamato Chüd, uno scontro di volontà che si svolge su un piano di realtà alterato.

Credendo collettivamente nella possibilità di fermare IT, e affrontando le proprie paure personali, riescono a ferire l'entità abbastanza da costringerla a ritirarsi. Ma anche questo non è definitivo. Perché come ogni forza primordiale, Pennywise non può essere veramente distrutto, solo contenuto, respinto, addormentato di nuovo. Il male cosmico che rappresenta è eterno quanto l'universo stesso. It: Welcome to Derry ha aggiunto ulteriori strati a questa mitologia, esplorando cicli precedenti di terrore e rivelando come generazioni di abitanti di Derry abbiano inconsapevolmente perpetuato il potere di IT attraverso la negazione, il silenzio, la complicità passiva. La serie mostra che Pennywise non è solo un predatore esterno, ma un parassita che si è intrecciato profondamente nell'identità stessa della città.

IT: Welcome to Derry, fonte: HBO

La storyline di Ingrid Kersh, in particolare, suggerisce connessioni ancora più disturbanti tra IT e i residenti di Derry, implicando che l'influenza del mostro possa estendersi attraverso generazioni in modi non completamente compresi. Quello che rende Pennywise così terrificante non è solo la sua capacità di uccidere, ma la sua natura incomprensibile. È un essere che non dovrebbe esistere nel nostro universo, che opera secondo logiche aliene, che vede gli esseri umani come noi vediamo il bestiame. La sua immortalità, il suo potere, la sua pazienza infinita lo rendono un antagonista contro cui la vittoria è sempre, nel migliore dei casi, temporanea.

Quando Georgie vede quel clown nel tombino, quando gli viene offerto un palloncino, non sta incontrando un serial killer mascherato. Sta guardando negli occhi un dio antico e malvaolo che ha attraversato il cosmo per nutrirsi della sua specie. E questo, forse, è il vero orrore nascosto dietro il sorriso di Pennywise: non è un mostro che possiamo capire, combattere o eliminare definitivamente. È una forza della natura tanto inevitabile quanto il tempo, tanto eterna quanto l'oscurità tra le stelle.

Il clown è solo il volto che sceglie di mostrarci. Quello che si nasconde dietro è qualcosa per cui la mente umana non ha nemmeno un nome. E il viaggio nella mitologia di IT è tutt'altro che concluso: dopo aver esplorato la Derry degli anni Sessanta, la seconda stagione di Welcome to Derry cambierà ambientazione temporale, portando la storia ancora più indietro nel passato e permettendoci di scoprire un altro dei terrificanti cicli di Pennywise.

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