James Cameron è pronto a lasciare Avatar? Le sue parole mettono in dubbio il futuro della saga
James Cameron riflette sul futuro di Avatar e sulla fase finale della sua carriera: le sue dichiarazioni alimentano i dubbi sui prossimi capitoli della saga.
Ventuno anni, tanto è durato il viaggio di James Cameron su Pandora, il mondo alieno che ha contribuito a ridefinire il cinema contemporaneo e gli standard tecnologici dell'industria. Ma ora, a 71 anni, il regista di Titanic pare voler guardare oltre la foresta bioluminescente e si pone una domanda che suona quasi esistenziale: quanto tempo mi resta, e come voglio usarlo? In tutto questo Disney non ha ancora dato il via libera alla produzione di Avatar 4 e Avatar 5.
I film di Avatar costano cifre astronomiche da produrre. Richiedono anni di lavorazione, tecnologie all'avanguardia, performance capture estenuanti. Per Disney, la matematica è semplice: devono incassare miliardi per trasformare questi investimenti in profitti. E con i rendimenti in calo, l'incertezza si è fatta strada nelle stanze dei bottoni. Durante un'intervista rilasciata dopo aver ricevuto un prestigioso riconoscimento per le arti in Canada, Cameron ha scelto parole che non lasciano spazio a interpretazioni ambigue. "Questa è la domanda del momento per me", ha dichiarato.
"L'universo di Avatar va avanti da ventuno anni ormai, dal 2005. Mi sono preso una piccola pausa per costruire un sommergibile e immergermi nel punto più profondo del pianeta, come si fa normalmente, ma poi sono tornato a lavorare su Avatar. Da allora è stato praticamente un percorso senza interruzioni." - James Cameron
Il riferimento al sommergibile non è una battuta, visto che nel 2012, Cameron è effettivamente sceso nella Fossa delle Marianne, a quasi 11 chilometri sotto la superficie dell'oceano, in solitaria. Un'impresa che dice molto sul personaggio: un uomo che non si accontenta di esplorare mondi immaginari sullo schermo, ma vuole toccare con mano gli estremi della realtà fisica. Ora però il regista si trova in quello che definisce uno "stato liminale", una fase di transizione in cui sta mappando l'ultimo atto della sua carriera.
"Questo è il momento in cui guardo il panorama davanti a me e mi chiedo: quali sono le altre storie che voglio raccontare? E quante di queste ho bisogno di dirigere personalmente, rispetto a quelle che potrei limitarmi a scrivere e produrre insieme ad altri registi?" - James Cameron
"Il criterio – e letteralmente me lo sono appuntato nelle ultime due settimane – parte da una domanda scritta a caratteri cubitali in cima al foglio: quale progetto può fare il bene maggiore? Poi ho iniziato a esaminare tutti i progetti a cui tengo di più chiedendomi: in che modo questo migliorerà la nostra condizione? In che modo renderà il mondo migliore per i nostri figli?" - James Cameron
Non sono parole buttate lì per fare scena. Cameron ha sempre intrecciato i suoi film con temi ambientali, politici, sociali. Avatar è una parabola sul colonialismo e la distruzione ecologica. The Abyss parlava di pacifismo nucleare, mentre Terminator affrontava i pericoli dell'intelligenza artificiale decenni prima che diventasse un tema mainstream. E ora, quali storie vuole raccontare? Alcuni progetti sono sul tavolo da anni. Il principale è Ghosts of Hiroshima, un film che racconterebbe la storia di Tsutomu Yamaguchi, l'uomo che sopravvisse a entrambe le bombe atomiche sganciate sul Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale. Cameron ne parla dal 2010 e nel corso del 2024 aveva dichiarato di volerlo girare l'anno successivo, cosa che non è avvenuta. Ma il progetto continua a ronzargli in testa. Poi ci sono altre idee.
Un adattamento di The Devils, romanzo fantasy cupo di Joe Abercrombie. Possibili sequel di Terminator o di Alita: Angelo della Battaglia. Progetti che potrebbero dirigere altri, mentre lui si limita a scrivere e produrre. La domanda che aleggia su tutto è: quanto tempo ha davvero? "Non so se questo ultimo atto durerà un anno o vent'anni", ha ammesso con franchezza. A 71 anni, Cameron non ha tempo da perdere. E forse è proprio questa consapevolezza a spingerlo lontano da Pandora. Ad aprile, la produttrice Rae Sanchini aveva dichiarato che le sceneggiature di Avatar 4 e 5 erano pronte e che il team stava procedendo "a tutta velocità". Ma a maggio, Cameron aveva raffreddato gli entusiasmi parlando di nuove tecnologie che avrebbero potuto permettere di realizzare i due film "in metà del tempo e con due terzi dei costi".