James Gunn critica l'ossessione per i crossover nel DCU e spiega perché non tutto deve essere collegato
James Gunn critica l'ossessione per i crossover e difende Clayface: ecco perché il regista vuole cambiare il modo di raccontare le storie nel DCU.
James Gunn torna a difendere il futuro del DC Universe, e questa volta lo fa rispondendo direttamente a una delle critiche più frequenti rivolte al nuovo universo cinematografico DC. Con l'arrivo nelle sale di Clayface, il film horror dedicato a uno degli avversari più conosciuti di Batman, una parte del pubblico ha iniziato a interrogarsi sulla direzione intrapresa dai DC Studios e, soprattutto, sui collegamenti tra le diverse produzioni. Una discussione che ha spinto il regista di Superman a intervenire personalmente, chiarendo un principio fondamentale della sua strategia: non tutte le storie devono necessariamente preparare qualcosa di più grande per avere un significato.
A rispondere è stato proprio James Gunn, che attraverso Threads ha spiegato perché ritiene sbagliato giudicare ogni nuovo film esclusivamente in funzione dei suoi possibili collegamenti con quelli successivi. Secondo il regista, il DCU deve essere considerato prima di tutto un universo narrativo nel quale è possibile entrare da punti differenti, esplorando personaggi, epoche e ambientazioni senza dover necessariamente seguire un unico percorso. “Il DCU è semplicemente un universo alternativo: possiamo entrare in qualsiasi luogo o momento e raccontare QUELLA storia”, ha spiegato Gunn.
Il regista ha poi espresso con particolare chiarezza il proprio disaccordo nei confronti di una certa concezione degli universi cinematografici condivisi. “Non mi piace l'idea che le singole storie non abbiano significato se non portano a qualcos'altro”. Un'affermazione che riassume perfettamente la sua posizione e che sembra rivolgersi a quella parte del pubblico abituata a cercare in ogni nuovo film indizi, anticipazioni e collegamenti con i prossimi capitoli. Per spiegare meglio il proprio punto di vista, Gunn ha chiamato in causa Star Wars, una delle saghe più importanti della storia del cinema.
Il regista ha voluto chiarire anche questo aspetto, spiegando che esiste una differenza sostanziale tra costruire un universo condiviso e trasformare ogni produzione in un semplice capitolo preparatorio. La cosiddetta Superman Saga, per esempio, è iniziata con Superman e proseguirà attraverso Man of Tomorrow e altri progetti futuri. Questa linea narrativa comprenderà anche personaggi introdotti in altre produzioni del DCU, confermando quindi che le diverse storie continueranno a intrecciarsi. Ma, secondo Gunn, questo non dovrebbe diventare l'unico motivo per cui il pubblico decide di guardarle.
Ed è proprio qui che entra in gioco Clayface, il nuovo film diretto da James Watkins e interpretato da Tom Rhys Harries. La pellicola racconta la storia di Matt Hagen, un attore la cui carriera viene sconvolta da un evento traumatico che lo lascia sfigurato. Nel tentativo di recuperare il proprio aspetto, l'uomo si sottopone a un trattamento sperimentale dalle conseguenze imprevedibili. Il risultato è una storia che utilizza uno dei personaggi più conosciuti dell'universo di Batman per esplorare temi come l'identità, la trasformazione fisica e la perdita del controllo. Un progetto decisamente diverso da Superman, tanto nelle atmosfere quanto nelle ambizioni narrative e per Gunn è proprio questa diversità a rappresentare uno dei punti di forza del DCU. Il regista ha infatti spiegato che vorrebbe vedere il pubblico interessarsi a Clayface per le qualità del film stesso, anziché soltanto per scoprire dove il personaggio potrebbe ricomparire in futuro.
“Vorrei che le persone andassero a vedere Clayface perché è un grande e divertente film horror a sé stante, non per scoprire dove Clayface apparirà tra tre film”. - James Gunn
L'obiettivo era realizzare il film più adatto al personaggio, senza preoccuparsi continuamente delle conseguenze per il resto dell'universo DC. Il regista ha comunque confermato la presenza di piccoli riferimenti condivisi con altre produzioni, ma ha sottolineato che non esisteva alcun obbligo di inserire determinati elementi narrativi. Una libertà che sembra rappresentare esattamente ciò che Gunn vuole ottenere dai DC Studios. Naturalmente, il dibattito resta aperto. Da una parte ci sono gli spettatori che apprezzano la possibilità di seguire storie autonome, capaci di sperimentare generi e atmosfere differenti.
Dall'altra, chi ritiene che un universo cinematografico condiviso debba offrire anche una direzione riconoscibile e un grande obiettivo verso il quale far convergere i propri personaggi. Man of Tomorrow sarà probabilmente uno dei prossimi banchi di prova di questa strategia, proprio perché permetterà di comprendere meglio come Gunn intenda riunire elementi introdotti in produzioni differenti. Nel frattempo, il messaggio del regista appare piuttosto chiaro: il futuro del DCU non dipenderà esclusivamente dalla costruzione di un grande crossover.