Jurassic World 5: Chris Pratt parla del suo possibile ritorno nel nuovo capitolo, ma a una condizione
Chris Pratt tornerà in Jurassic World 5 con Scarlett Johansson solo se la sceneggiatura rispetterà la qualità narrativa del franchise. Scopri i dettagli.
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Il futuro di Owen Grady nel franchise di Jurassic World resta una questione aperta, ma Chris Pratt ha finalmente rotto il silenzio sulle condizioni che lo convincerebbero a tornare. In una recente intervista al podcast Happy Sad Confused, l'attore ha rivelato di essere più che disponibile a unirsi a Scarlett Johansson nel prossimo capitolo della saga dei dinosauri, ma solo se il progetto rispetterà un principio fondamentale per lui: la qualità narrativa.
Questa dichiarazione arriva in un momento di profonda transizione per il franchise. Dopo Jurassic World: Dominion, concepito come culmine sia della saga originale di Jurassic Park che della trilogia più recente, Universal Pictures si trova di fronte a una sfida creativa non indifferente. Lo studio ha manifestato chiaramente l'intenzione di mantenere vivo il brand dei dinosauri, ma con un approccio evolutivo piuttosto che ripetitivo. L'obiettivo dichiarato è quello di rinnovare la serie, non semplicemente ricalcare le formule del passato.
Al momento della pubblicazione, Jurassic World 5 rimane avvolto nel mistero più assoluto. Universal non ha confermato ufficialmente alcun dettaglio sul cast o sulla trama. Non esistono comunicati stampa, non ci sono sceneggiature trapelate, solo voci e dichiarazioni sparse degli attori coinvolti. Quello che sappiamo con certezza è che ci saranno altri film, che il franchise non si fermerà, e che la direzione creativa sarà diversa da quella vista finora.
Le parole di Pratt lasciano quindi una porta aperta, ma non spalancata. È un invito agli sceneggiatori e ai produttori a fare le cose per bene, a non cedere alla tentazione del fan service facile o della reunion acchiappa-incassi. In un'epoca in cui i franchise cinematografici vengono spesso criticati per la loro ripetitività e mancanza di coraggio narrativo, la posizione dell'attore suona quasi come un manifesto: tornare sì, ma solo se ha senso per la storia.
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