Killing Eve, la produttrice Sally Woodward Gentle al SeriesFest: "Dobbiamo migliorare lo spazio alla diversità"
Le registe e la produttrice della terza stagione di Killing Eve hanno parlato, in un panel del SeriesFest, di diversità e del lavoro sul set
La produttrice Sally Woodward Gentle ha sottolineato:
Dovrebbe esserci maggiore diversità razziale rispetto alla situazione attuale, ne siamo consapevoli e me ne assumo la totale responsabilità. Quel gruppo è pieno di autrici davvero talentuose e forti, abbiamo molte persone appartenenti alla comunità LGBTQ, ma non è abbastanza. Dovremmo fare meglio. Ne abbiamo parlato molto e a lungo. Bisogna compiere dei cambiamenti concreti in tutta la catena della produzione, è qualcosa per noi di incredibilmente importante. Credo sia un momento straordinario e cercheremo di compiere un cambiamento e fare la differenza.
Sally ha poi ricordato che la post produzione era già iniziata quando in tutto il mondo è iniziata l'emergenza legata al COVID-19 e questo ha creato qualche problema; la produttrice ha svelato, in modo piuttosto divertito, che per registrare i dialoghi si è scoperto che usare un iPhone con una coperta in testa è il metodo migliore.
La regista Miranda Bowen ha quindi raccontato di aver lavorato nel mondo televisivo, ma non in progetti al livello di Killing Eve dal punto di vista produttivo, aggiungendo:
Ma c'è un certo immenso senso di sicurezza nel sapere che si tratta di qualcosa che andrà avanti a prescindere da quello che farai, anche se si vuole dare il proprio meglio perché tutti stanno lavorando con così tanto impegno.
La sua collega Shannon Murphy ha invece spiegato che per fortuna sta cambiando il modo in cui le donne registe vengono considerate sul set, essendo ancora un mondo molto dominato dagli uomini:
All'inizio della mia carriera ho davvero provato la sensazione che ci fosse un po' di resistenza nell'avere una donna in una posizione di leadership e ora questo sta un po' cambiando e sicuramente non è accaduto sul set di Killing Eve.
La produttrice ha affrontato successivamente la rappresentazione della violenza nella serie:
Si tratta di qualcosa di davvero complicato. Tutto dipende dal talento dagli interpreti e dei registi, è compito loro trovare l'approccio giusto che non risulti troppo sopra le righe o surreale.
Sally ha ribadito che non si vuole essere troppo violenti dal punto di vista delle immagini perché alle volte non vedere i dettagli ha un effetto più forte dal punto di vista emotivo, sfruttando nel modo migliore possibile il montaggio e gli effetti sonori.
Delle persone del team della produzione, per girare quella sequenza, hanno contattato Elton John per ottenere il via libera all'uso della sua canzone nella serie, ottenendo il suo appoggio.
La produttrice ha inoltre parlato di quanto sia difficile immaginare le riprese seguendo le attuali linee guide per evitare il contagio da COVID-19, quindi gli autori che non hanno ancora completato gli script hanno cercato di capire come aggiungere o modificare alcuni degli elementi per rendere possibili le riprese anche nel caso si dovessero rispettare le attuali regole nel momento in cui si tornerà sul set.
Shannon Murphy ha infine sottolineato negli ultimi minuti del panel che è importante dare spazio alla rappresentazione della diversità, in particolare quando si tratta di realizzare dei progetti che si rivolgono all'intero mondo e come artisti si ha la responsabilità di compiere dei cambiamenti in positivo.
Miranda ha aggiunto sull'argomento che se le persone non si sentono rappresentate non sono nemmeno stimolate a lavorare nel settore in cui non si riconoscono e per questo è necessario compiere dei passi positivi in avanti, un po' come sta accadendo da anni con lo spazio dato alle donne nel settore cinematografico e televisivo.