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"La cosa più stupida del mondo": James Cameron spiega le ragioni del suo odio per Alien 3

Alien 3 è ancora oggi ricordato come il capitolo più controverso della saga, e in recente intervista, James Cameron ha rivelato quell'è stato l'errore più grande della pellicola.

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Trentaquattro anni dopo l'uscita di Alien 3, le ferite non si sono ancora rimarginate. James Cameron, il regista che nel 1986 aveva trasformato Alien in un fenomeno di massa con il suo sequel Aliens, ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa durante una recente apparizione nel podcast di Michael Biehn, l'attore che interpretava il caporale Dwayne Hicks. E non ha usato mezzi termini.

"Pensavo fosse la cosa più stupida del mondo. Costruisci un'enorme quantità di affetto attorno ai personaggi di Hicks, Newt e Bishop. E poi la prima cosa che fanno nel film successivo è ammazzarli tutti, giusto? Davvero intelligente, ragazzi. E li sostituiscono con un gruppo di fottuti detenuti che odi e vuoi vedere morire. Davvero brillante." -James Cameron a Just Foolin About with Michael Biehn

Parole durissime che riportano alla luce una delle decisioni creative più controverse della storia del cinema di fantascienza. Quando Alien 3 arrivò nelle sale nel 1992, i fan si trovarono di fronte a uno shock: Hicks e Newt, i sopravvissuti che avevano conquistato il cuore del pubblico in Aliens, morivano nei titoli di testa, fuori campo, in un banale incidente della capsula di salvataggio. INvece l'androide Bishop, interpretato da Lance Henriksen, veniva drasticamente ridimensionato, comparendo in unica scena.

La scelta di 20th Century Fox di virare verso un tono radicalmente più cupo e disperato non fu solo una svolta stilistica. Fu percepita da molti come un tradimento dell'investimento emotivo che Cameron aveva costruito nel terzo atto di Aliens. Come sottolinea lo stesso regista, "Hai passato l'ultimo terzo del tuo film a salvarla", riferendosi alla missione suicida di Ripley per recuperare Newt dalle grinfie della Regina Aliena.

David Fincher, al suo esordio cinematografico, si ritrovò a dirigere un progetto tormentato da problemi produttivi, riscritture continue e interferenze dello studio. Il risultato fu un film che il regista stesso ha rinnegato, chiedendo di rimuovere il proprio nome dai titoli di coda. Nonostante negli anni Alien 3 abbia guadagnato una certa rivalutazione critica, soprattutto nella sua versione assembly cut, il film rimane una ferita aperta per chi aveva amato Aliens.

Alien 3 - 20 Century Fox

L'idea di rimediare a questo "errore" narrativo è stata accarezzata più volte. Nel 2015, Neill Blomkamp, regista di District 9, aveva sviluppato un progetto per un quinto capitolo della saga che avrebbe ignorato completamente Alien 3 e Alien: Resurrection, riportando in scena Ripley e Hicks. Concept art suggestivi circolarono online, generando entusiasmo tra i fan. Ma quando Ridley Scott decise di tornare alla regia con Alien: Covenant, il progetto di Blomkamp fu definitivamente accantonato. Blomkamp ha più volte espresso la propria delusione per come sono andate le cose, evitando persino di discuterne nelle interviste successive.

La rabbia di Cameron e Biehn non è solo nostalgia. È la frustrazione di chi aveva costruito qualcosa di prezioso, personaggi in cui il pubblico aveva investito emotivamente, solo per vederli sacrificati sull'altare di una visione artistica diversa. Cancellarli in apertura di Alien 3, ancora oggi il capitolo più controverso della saga, non fu solo una scelta narrativa audace. Fu, come dice Cameron senza mezzi termini, "la cosa più stupida". E trentaquattro anni dopo, c'è chi ancora non glielo perdona.

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