La legge di Lidia Poët lascia Netflix e arriva su Rai 1: quando vedere gratis la serie con Matilda De Angelis
La legge di Lidia Poët arriva in chiaro su Rai 1: la serie con Matilda De Angelis sarà trasmessa dall'1 al 9 settembre 2026. Ecco date e programmazione.
Dall'1 al 9 settembre, Rai 1 porta in prima serata una delle serie più apprezzate della produzione italiana recente: La legge di Lidia Poët, il racconto serializzato che ha conquistato il pubblico di Netflix e che ora approda in chiaro per raggiungere un pubblico ancora più vasto. Tre prime serate evento per sei episodi che intrecciano crime investigativo, ricostruzione storica e una protagonista che ha sfidato il suo tempo.
Un traguardo che però le venne strappato via con la stessa rapidità con cui era stato conquistato: una sentenza della Corte d'Appello la costrinse a rinunciare alla toga solo perché donna, in un'epoca in cui il diritto di esercitare la professione forense era negato all'universo femminile per principio. Ma Lidia Poët non è il tipo di persona che si arrende davanti alle ingiustizie. Costretta formalmente a lasciare la professione, continua a mettere il suo talento e la sua intelligenza al servizio della giustizia, collaborando con lo studio legale del fratello Enrico.
La serie è una produzione Groenlandia, creata da Guido Iuculano e Davide Orsini, che hanno curato anche la sceneggiatura insieme a Elisa Dondi, Daniela Gambaro e Paolo Piccirillo. La struttura narrativa bilancia sapientemente due livelli: da una parte, ogni episodio presenta un'indagine autoconclusiva, con misteri da risolvere e criminali da smascherare, secondo i canoni del crime procedurale che tanto piace al pubblico televisivo. Dall'altra, c'è il filo rosso della battaglia personale di Lidia per l'emancipazione e il riconoscimento dei propri diritti, una narrazione che attraversa l'intera stagione e che parla direttamente ai valori contemporanei.
Il cast che affianca Matilda De Angelis comprende Eduardo Scarpetta nel ruolo del fratello Enrico, Pier Luigi Pasino, Sara Lazzaro, Sinéad Thornhill e Dario Aita. Personaggi che popolano un mondo fatto di salotti borghesi e vicoli oscuri, di processi in tribunale e indagini clandestine, dove le convenzioni sociali sono rigide ma iniziano a mostrare le prime crepe. Quello che rende La legge di Lidia Poët particolarmente efficace è la capacità di raccontare una storia di emancipazione femminile senza cadere nella retorica, utilizzando invece gli strumenti del genere investigativo per rendere la protagonista attiva, brillante, capace di risolvere enigmi che sfuggono ai suoi colleghi maschi.
L'ironia che attraversa molte scene alleggerisce la narrazione senza sminuirne la portata, mentre i momenti più drammatici restituiscono la durezza di un'epoca in cui le donne dovevano lottare per diritti che oggi consideriamo fondamentali. La scelta di Rai 1 di portare in prima serata questa produzione testimonia la volontà di offrire al pubblico generalista contenuti di qualità, capaci di intrattenere senza rinunciare alla profondità. Una serie che parla di ieri ma risuona fortemente con l'oggi, che usa il crime come veicolo per raccontare temi universali come l'uguaglianza, la libertà, il coraggio di opporsi a un sistema che vuole relegarti ai margini.
La legge di Lidia Poët approda dunque su Rai 1 dopo il successo ottenuto sulla piattaforma streaming, confermando che le storie ben scritte, interpretate con passione e girate con cura trovano sempre il loro pubblico, indipendentemente dal canale di distribuzione. Dall'1 al 9 settembre, tre appuntamenti da non perdere per chi ama il crime intelligente, le protagoniste forti e le storie che sanno emozionare parlando di giustizia, determinazione e libertà.