La risposta di Paul Dano alle critiche di Tarantino è da applausi, c'è poco da dire

Quentin Tarantino l'ha definito "l'attore più scarso", ma la risposta (elegantissima) di Paul Dano non si è fatta attendere

Condividi

Diciamoci la verità: se metti un microfono davanti a Quentin Tarantino sai già che qualcuno, molto probabilmente, finirà al tappeto. Solo che stavolta il "pugno" non è cinematografico ma una sventagliata di fango gratuita contro uno degli attori più talentuosi e sottili della sua generazione, Paul Dano.

Ma andiamo con ordine. Tutto è nato quando Quentin, ospite del podcast di Bret Easton Ellis, ha deciso di fare le pulci a Il Petroliere. Secondo lui, il capolavoro di Paul Thomas Anderson scivola dal primo al quinto posto della sua classifica personale solo per colpa di Dano. "L’attore più scarso del SAG", “poco interessante” e “un debole”, secondo il noto regista. Un attacco così frontale e gratuito che ha lasciato mezza Hollywood a bocca aperta.

Paul Dano "fredda" Tarantino

Al Sundance, tra un festeggiamento e l’altro per i vent’anni di quel piccolo capolavoro che è Little Miss Sunshine, tutti aspettavano la reazione di Paul. E lui ha risposto infine con grande intelligenza, dando una lezione di stile a tutti. Invece di scendere nel fango, ha sorriso e ha ringraziato il pubblico: "Sono grato che il mondo abbia parlato per me, così non ho dovuto farlo io".

Copyright by Miramax Films, Paramount Vantage and other relevant production studios and distributors

In pratica, mentre Tarantino gliene diceva di tutti i colori al microfono, i fan e i colleghi di Dano hanno alzato un muro di protezione tale che lui non ha dovuto nemmeno alzare un dito. È il classico caso in cui il silenzio fa molto più rumore delle urla.

Che abbaglio colossale per Tarantino, però. Ne Il Petroliere, Eli Sunday deve essere viscido, patetico e irritante. È l’unico modo per far funzionare quel duello tra fede corrotta e petrolio. Se Dano ti è sembrato fastidioso, Quentin, congratulazioni a Dano: vuol dire che ha fatto un lavoro immenso.

Toni Collette, che con Paul ci ha lavorato, è stata molto più diretta di lui: "Ma davvero stiamo parlando di questo? Ma vaff** a quel tizio!". Una sintesi perfetta di quello che hanno pensato in molti a Park City.

Tarantino non è nuovo a queste sparate (ne hanno fatto le spese anche Owen Wilson e Matthew Lillard), ma stavolta la sensazione è che abbia pestato i piedi alla persona sbagliata. George Clooney si è subito offerto di lavorare con Dano, e i registi di Little Miss Sunshine hanno definito le uscite di Quentin semplicemente "imbarazzanti".

Ma alla fine, tutto è bene quel che finisce bene. Dano, con grande classe, non l’ha presa sul personale. Col sorriso in volto, ha ringraziato i fan ed è tornato a fare quello che gli riesce meglio: recitare.

Foto copertina: Copyright by production studio and/or distributor

Continua a leggere su BadTaste