La saga del Multiverso del Marvel Cinematic Universe è un fallimento? Dopo 6 anni arriva l'ammissione implicita

Marvel ammette il fallimento della Saga del Multiverso. Perché i nuovi eroi non funzionano e il ritorno di Evans e Downey Jr. rivela la crisi del MCU.

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Sei anni. Questo è il tempo trascorso da quando il Marvel Cinematic Universe ha inaugurato la sua Saga del Multiverso, la monumentale impresa narrativa pensata per replicare il successo senza precedenti dell'Infinity Saga. Eppure, oggi, con il rilascio delle prime informazioni su Avengers: Doomsday, Marvel Studios sta implicitamente ammettendo quello che molti fan avevano già intuito: qualcosa è andato storto. Profondamente storto.

La conferma arriva non da dichiarazioni ufficiali o comunicati stampa, ma da scelte creative che parlano più chiaro di mille parole. Chris Evans tornerà a vestire i panni di Steve Rogers, mentre Robert Downey Jr. è già stato annunciato come Dottor Doom. Due ritorni che, sulla carta, dovrebbero entusiasmare i fan, ma che in realtà rappresentano un segnale inequivocabile: nessuno dei nuovi eroi introdotti nella Saga del Multiverso ha raggiunto la statura necessaria per ancorare il prossimo grande evento del MCU.

La Saga del Multiverso doveva essere il trampolino di lancio di nuovi film legati al MCU. Film come Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, Eternals, Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Thor: Love and Thunder dovevano costruire una nuova mitologia. Serie Disney+ come WandaVision, Loki, What If dovevano espandere il concetto stesso di realtà nell'MCU. Ma da qualche parte lungo il percorso, la visione si è frammentata. Il problema non è la scarsità di talento. Anzi, la Saga del Multiverso ha introdotto attori straordinari e personaggi potenzialmente affascinanti: Simu Liu come Shang-Chi, Hailee Steinfeld come Kate Bishop, Iman Vellani come Ms. Marvel, Jonathan Majors come Kang il Conquistatore (prima della sua controversa uscita dal franchise). Senza contare gli eroi di seconda generazione transitati dall'Infinity Saga: Tom Holland come Spider-Man, Brie Larson come Captain Marvel, Chadwick Boseman e poi Letitia Wright nell'universo di Black Panther.



Eppure, nessuno di loro ha raggiunto la prominenza culturale di Robert Downey Jr. come Tony Stark o Chris Evans come Steve Rogers. Non hanno generato quel tipo di attaccamento viscerale che trasforma un personaggio da supereroe a icona pop. E questo è il vero fallimento della Saga del Multiverso: non aver creato nuove icone. Il ritorno di Downey Jr. come Dottor Doom era stato il primo campanello d'allarme. Una scelta divisiva, certo, ma almeno giustificabile narrativamente: interpretare un personaggio completamente diverso, un villain, mantiene una certa integrità creativa. Non stanno riportando Tony Stark dalla morte, non stanno tradendo il sacrificio emotivo di Endgame. Ma con il ritorno confermato di Chris Evans come Steve Rogers, la situazione cambia radicalmente.

Il trailer di Avengers: Doomsday rivelerà come il personaggio sia tornato, probabilmente spiegando cosa gli è accaduto dopo quella missione finale quando ha viaggiato indietro nel tempo per stare con Peggy. Ma al di là della giustificazione narrativa, il messaggio sottinteso è chiaro: i due protagonisti più grandi del prossimo film degli Avengers non sono i nuovi eroi della Saga del Multiverso, ma due veterani dell'Infinity Saga che avevano già ricevuto conclusioni narrative soddisfacenti. È come se Marvel Studios stesse dicendo: "Non ci fidiamo abbastanza dei nostri nuovi personaggi per portare sulle spalle questo evento". Una confessione implicita, forse, ma devastante nelle sue implicazioni.

La Saga del Multiverso passerà alla storia come un esperimento ambizioso che non ha mantenuto le sue promesse. Un capitolo necessario, forse, ma certamente non quello trionfale che Marvel Studios aveva immaginato sei anni fa. Resta da vedere se Kevin Feige e il suo team sapranno trasformare questo fallimento in una lezione preziosa, o se continueranno a guardare indietro invece che avanti.

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