La star di 007 che non può più recitare: Judi Dench svela la malattia agli occhi

Judi Dench a 90 anni non riconosce più i volti a causa della degenerazione maculare. L'attrice premio Oscar racconta la sua battaglia contro la cecità.

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Quando una delle più grandi attrici britanniche di sempre confessa di non riuscire più a riconoscere i volti, nemmeno quelli delle persone care, il silenzio diventa assordante. Judi Dench, 90 anni, icona del cinema mondiale e premio Oscar per Shakespeare in Love, ha rivelato in un'intervista a ITV News che la sua battaglia contro la degenerazione maculare legata all'età ha raggiunto un punto critico. L'intervista, condotta insieme all'amico e collega Ian McKellen con cui ha condiviso il palco nel Macbeth del 1979, ha messo in luce una realtà che l'attrice affronta da oltre un decennio.

Nel 2012, dopo mesi di speculazioni sulla sua vista, Dench aveva confermato pubblicamente la diagnosi di degenerazione maculare senile. Si tratta di una patologia degenerativa che colpisce la macula, la parte centrale della retina responsabile della visione nitida e dei dettagli. Secondo la Mayo Clinic, la condizione è particolarmente comune dopo i 50 anni e causa una progressiva perdita della visione centrale, quella che permette di leggere, guidare, riconoscere i volti.

"Non riesco più a vedere. Non riconosco più nessuno. Non posso guardare la televisione, non riesco a leggere". - Judi Dench sulla sua malattia agli occhi

Durante l'intervista con ITV, quando McKellen ha scherzato dicendo che loro potevano vederla perfettamente, Dench ha risposto con un sorriso malinconico: "Sì, e io posso vedere la tua sagoma e ti riconosco perché ti conosco così bene, con la tua sciarpa del Macbeth. Ma non riconosco più nessuno". L'attore ottantaseienne ha poi domandato con ironia se le capitasse di avvicinarsi a perfetti sconosciuti dicendo loro "che piacere rivederti". La risposta di Dench, accompagnata da una risata: "A volte sì".

"Ci sarà sempre qualcuno con me ora, perché non riesco a vedere e rischierei di sbattere contro qualcosa o di cadere" - Judi Dench

@itvnews Actors Judi Dench and Ian McKellen re-unite to back a new way of teaching Shakespeare #itvnews #shakespeare ♬ original sound - itvnews

La progressione della malattia ha trasformato radicalmente la vita quotidiana dell'attrice. All'inizio del 2025, durante un'apparizione nel podcast Fearless di Trinny Woodall, aveva rivelato di non poter più uscire da sola. Una perdita di autonomia che segna profondamente chiunque, figuriamoci una donna che ha costruito una carriera leggendaria sulla sua indipendenza artistica e sul suo carisma scenico. Ma forse l'aspetto più straziante per un'attrice della sua levatura riguarda l'impossibilità di continuare a recitare. Già nel 2012, subito dopo la diagnosi, Dench aveva confidato al Daily Mirror di dover far leggere i copioni ad altre persone, solitamente sua figlia, il suo agente o un'amica.

"In realtà mi piace, perché mi siedo lì e immagino la storia nella mia mente. La cosa più angosciante è al ristorante la sera: non riesco a vedere la persona con cui sto cenando" - Judi Dench nel 2012 sulla sua malattia

La degenerazione maculare legata all'età si presenta in due forme: secca e umida. Quella secca, la più comune, progredisce lentamente e non ha una cura definitiva. La forma umida, meno frequente ma più aggressiva, può essere trattata con iniezioni intravitreali che rallentano la progressione della malattia. Alcuni pazienti nei commenti alle notizie su Dench hanno suggerito trattamenti come le iniezioni oculari o integratori specifici come il Preservision Areds 2, che in alcuni casi hanno mostrato risultati incoraggianti. Tuttavia, non è chiaro quale forma della patologia affligga l'attrice né quali trattamenti abbia eventualmente intrapreso.

"È diventato impossibile, e siccome ho una memoria fotografica, ho bisogno di trovare una macchina che non solo mi insegni le battute ma mi dica anche dove appaiono sulla pagina. Prima trovavo facilissimo imparare le battute e ricordarle. Potrei recitare l'intero La dodicesima notte ancora adesso". - Judi Dench

La carriera di Dench è un monumento vivente alla storia del teatro e del cinema britannico. Dal suo debutto a metà degli anni Cinquanta alla consacrazione come M nella saga di James Bond con Daniel Craig, passando per l'Oscar vinto nel 1998 per soli otto minuti di presenza sullo schermo in Shakespeare in Love, l'attrice ha attraversato sette decenni di interpretazioni memorabili. Una memoria artistica che ora deve fare i conti con un corpo che lentamente sottrae la vista, quel senso che per un'attrice significa leggere l'emozione negli occhi del partner di scena, studiare un testo, immergersi visivamente in un personaggio.

"Trovi un modo per muoverti e superare le cose che trovi molto difficili. Ho dovuto trovare un altro modo di imparare le battute, facendole ripetere da grandi amici più e più volte. Quindi devo imparare attraverso la ripetizione, e spero solo che la gente non noti troppo se tutte le battute sono completamente sbagliate". - Judi Dench

Eppure, in ogni sua dichiarazione pubblica traspare quella dignità british che non scade mai nel vittimismo. Quando parla della sua condizione, Dench mantiene quel tono tra l'ironico e il pragmatico che l'ha sempre contraddistinta. Ride di se stessa quando ammette di salutare calorosamente perfetti sconosciuti. Trova il lato positivo nell'ascoltare le battute invece di leggerle. Continua a presentarsi agli eventi pubblici, a prestare la sua voce e la sua presenza a cause in cui crede. Forse la sua testimonianza è un promemoria che la cecità non cancella la memoria, l'intelligenza, il talento. Che si può continuare a illuminare il mondo anche quando il mondo diventa sempre più buio. E che a volte basta la sagoma di un vecchio amico, con la sua sciarpa del Macbeth, per riconoscere tutto ciò che conta davvero.

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