L'Agcom vuole la censura?
E' partita una petizione contro la regolamentazione sulla proprietà intellettuale richiesta dall'Agcom. Che, per una volta, sarebbe invece il caso di difendere, anche se con qualche distinguo...
Fonte: Badtaste.it
Spesso su Badtaste abbiamo notato la miopia di certi settori, sempre pronti a lamentarsi della pirateria, ma che invece di optare per il modo migliore di combatterla (ossia un'altrnativa legale e a prezzo corretto), puntano solo a leggi drastiche e che colpiscono in maniera fin troppo pesante chi scarica.Purtroppo, questa miopia non vale soltanto per una delle due parti, ma sembra aver colpito anche gli 'altri'. E' il caso della petizione lanciata da questo sito (giustamente chiamato 'Sito non raggiungibile'), che si scaglia contro la Delibera 668/2010 dell’AGCOM e il diritto d’autore, che prevede un sistema di cancellazione dei contenuti (per quanto riguarda i siti italiani) o di oscuramento (per i siti stranieri) quando viene riscontrata una violazione del diritto d'autore.
Ora, va detto che la delibera è tutt'altro che perfetta e che alcuni passaggi rischiano di creare alcuni problemi, basti pensare ai soli cinque giorni di tempo per procedere alla cancellazione da parte degli amministratori di un sito (e se stanno in vacanza dall'altra parte del mondo? In ospedale per un'operazione?). Ed è discutibile che si possa procedere a una richiesta del genere senza un ordine di un giudice.Detto questo, è incredibile che, una volta che certe istituzioni hanno capito che non è il caso di continuare ad attaccare gli utenti, ma invece cercano di colpire chi lucra sui download illegali, si opponga un muro, che arriva anche a parlare di censura (una costante per opporsi a certe norme, anche se è difficile vedere pericoli reali). Con questi ragionamenti, non si dovrebbero fare delle intercettazioni perché violano la privacy di un cittadino, senza che questo sia stato giudicato ancora colpevole di qualcosa. Inoltre, è ovvio che costringere chi vuole difendere il diritto d'autore (nel modo giusto o sbagliato) ad attendere anni per una sentenza di un tribunale italiano significa sostanzialmente accettare il far west.
Ovviamente, si può discutere sull'efficacia di tali norme, perché come insegna il caso Pirate Bay, oscurare un sito non significa certo impedire l'accesso a contenuti illegali, visto che di opportunità in rete ce ne sono un numero infinito. Ma l'attenzione di chi non condivide certe scelte dovrebbe portare a rifiutare un massimalismo che è stato spesso causa di grandi problemi per le major.
L'ideale sarebbe proporre soluzioni condivisibili che limitino al massimo i problemi. Per esempio, in caso di segnalazione sbagliata, il proprietario dei diritti che ha chiesto la cancellazione dei contenuti dovrebbe essere condannato a pagare una forte multa (o qualsiasi tipo di sanzione che non porti a un utilizzo 'spensierato' della norma). In questo modo, si eviterebbero un numero infinito di richieste che, oltre a rendere difficilissimo il lavoro dell'Agcom, rischierebbero di produrre molti buchi nell'acqua.
Spero, insomma, che si riesca andare oltre la logica del bianco o nero. Altrimenti, le conseguenze potrebbero essere pesanti per tutti...