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'Lanterns', quel finale che cambia tutto: la spiegazione dei creatori sul primo episodio

Lo shock nel finale di Lanterns: i creatori Damon Lindelof e Tom King spiegano la clamorosa decisione su Hal Jordan e il nuovo corso dell'universo DC

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L'esordio sul piccolo schermo di Lanterns, la nuova produzione di punta targata HBO e DC Studios, non si è limitato a confermare i giudizi entusiastici della critica della vigilia.

Ha piazzato una mina vagante al centro dello storytelling televisivo contemporaneo. In un panorama mediale ormai assuefatto a narrazioni rassicuranti e a status quo intoccabili, la scelta degli showrunner Damon Lindelof e Tom King rappresenta una vera e propria dichiarazione d'intenti: abbattere le certezze del pubblico fin dai primi sessanta minuti.

Il vero fulcro drammatico della première — costruita su una struttura da detective story dal sapore rurale che evoca le atmosfere cupissime di True Detective — esplode in un finale destinato a far discutere a lungo.

Una scena di Lanterns (HBO)

Con un salto temporale che proietta la storia dal 2016 al 2026, lo spettatore si ritrova ad assistere al ritrovamento del cadavere congelato di Hal Jordan, interpretato da un carismatico Kyle Chandler, per mano del suo allievo John Stewart (Aaron Pierre). La leggendaria Lanterna Verde della Terra, il veterano incaricato di passare il testimone, viene brutalmente tolto di mezzo sul nascere.

Una sterzata narrativa audace che Lindelof motiva con lucidità: l'obiettivo prioritario era evitare la trappola del "reset", quel meccanismo per cui le miniserie supereroistiche promettono grandi sconvolgimenti ma finiscono per lasciare tutto immutato.

Nel panorama attuale, dove l'illusione del cambiamento sostituisce troppo spesso il rischio reale, sacrificare un’icona del calibro di Hal Jordan diviene una necessità drammaturgica. Un passaggio indispensabile per dare un senso di urgenza e di reale pericolo alla crescita di John Stewart, costretto a ereditare un anello le cui responsabilità pesano ora come un macigno.

La scelta si carica di un'ironia amara se si ripensa alle battute pronunciate dallo stesso Jordan all'inizio dell'episodio. Quella promessa di cedere il potere solo "strappandolo dalle sue mani fredde e morte" cessa di essere un semplice modo di dire da duro per trasformarsi nell'innesco del trauma di Stewart. Lindelof ammette di aver previsto l'ondata di malcontento da parte di una fetta di fandom che attendeva da oltre un decennio un adattamento live-action all'altezza della fama del personaggio. Tuttavia, la scommessa punta tutto sull'impatto emotivo a lungo termine: la qualità del racconto finale deve prevalere sul conforto immediato dell'appassionato.

Tom King sottolinea come questa mossa definisca la postura dell'intero nuovo corso dei DC Studios sotto la guida di James Gunn e Peter Safran. Lanterns non intende proporsi come un banale riempitivo interattivo tra un kolossal cinematografico e l'altro, bensì come un perno centrale dell'universo narrativo. Eliminando la rete di protezione e affrontando la rabbia dei lettori storici, la serie lancia un messaggio inequivocabile: nell'universo DC le azioni hanno conseguenze reali e nessuno, neppure chi indossa l'anello più potente della galassia, può dirsi davvero al sicuro.

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