L'attore di Wonder Man dice la sua sulla cancellazione e su Blade (aprendo un caso sul tema diversità)
Yahya Abdul-Mateen II torna sulla cancellazione di Wonder Man e chiama in causa Marvel e Disney, collegando il destino della serie anche al travagliato caso di Blade.
La cancellazione di Wonder Man dopo una sola stagione ha lasciato più di qualche interrogativo, soprattutto considerando le nomination agli Emmy ottenute dalla serie e l’accoglienza positiva del pubblico. A tornare adesso sulla decisione di Marvel è stato Yahya Abdul-Mateen II, che ha raccontato cosa gli è stato riferito sui motivi dello stop e ha soprattutto sollevato una questione che va ben oltre il futuro del suo personaggio.
In un'intervista rilasciata a Vanity Fair, l'attore ha affrontato con franchezza la cancellazione di Wonder Man, annunciata da Marvel a luglio 2026, appena pochi mesi dopo che la serie aveva debuttato su Disney+ a gennaio dello stesso anno. La notizia era arrivata come un fulmine a ciel sereno, soprattutto perché lo show era già stato rinnovato per una seconda stagione prima di essere definitivamente accantonato."Mi hanno detto che aveva qualcosa a che fare con i numeri di visualizzazione", ha spiegato Abdul-Mateen. "Non mi hanno detto quali fossero questi numeri, ma alla fine, per qualsiasi motivo, hanno deciso che non aveva senso dal punto di vista commerciale. È una decisione con cui dobbiamo convivere e andiamo avanti". Parole che potrebbero sembrare di rito, se non fosse per quello che è venuto dopo.
Quando l'intervistatore ha menzionato il dibattito online riguardo ai due progetti Marvel con protagonisti di colore che non sono andati in porto, la risposta di Abdul-Mateen è stata diretta e inequivocabile: "Penso che le apparenze siano ovvie. Se fossi una grande azienda, se fossi Disney, se fossi Marvel, non vorrei essere associato a queste apparenze".
Il riferimento non è casuale. Oltre a Wonder Man, c'è infatti il caso di Blade, il film annunciato da Marvel al Comic-Con del 2019 con Mahershala Ali come protagonista. Un progetto che, nonostante l'annuncio in pompa magna e la presenza di un attore due volte premio Oscar, non è mai riuscito a decollare. Ali si è allenato per oltre un anno in preparazione del ruolo, ma il film ha attraversato un calvario produttivo: sceneggiature riscritte più volte, registi che sono andati e venuti, da Bassam Tariq a Yann Damange, e alla fine nessuna produzione.A luglio 2026, lo stesso Ali ha rotto il silenzio in un'intervista con GQ, dichiarando senza mezzi termini: "Se avessero voluto farlo, lo avremmo fatto. Quindi devo andare avanti, e sono andato avanti. Mi avevano sotto contratto, hanno miliardi di dollari, se avessero voluto fare il film, avremmo fatto il film. Quindi non stiamo facendo il film". Parole che suonano come un atto d'accusa verso una macchina produttiva non propriamente efficace.
Abdul-Mateen non si è limitato a notare il pattern ed ha lanciato un appello chiaro:
"Dovrebbe essere una priorità cambiare questa narrazione e fare quello che serve per cambiarla in modo responsabile con storie di qualità, con risorse di qualità. Ho sentito che il nostro show aveva una storia di qualità, aveva risorse di qualità, aveva attori e persone di qualità, e ha prodotto risultati di qualità a cui gli spettatori hanno risposto positivamente, a cui i membri dell'Academy hanno risposto positivamente". - Yahya Abdul-Mateen II
La nomination agli Emmy per Abdul-Mateen è infatti arrivata, confermando che si trattava di un prodotto con delle qualità. Wonder Man raccontava la storia di Simon Williams, un aspirante attore che nasconde i suoi superpoteri, con Ben Kingsley che riprendeva il ruolo di Trevor Slattery già visto in precedenti capitoli del Marvel Cinematic Universe. La serie era stata creata da Destin Daniel Cretton e Andrew Guest, con Cretton alla regia dei primi due episodi.
"Il nostro show merita di essere studiato e merita informazioni reali e concrete sul perché una serie come questa non sia andata avanti, perché aveva tutti gli ingredienti che si vorrebbero in uno show", ha insistito Abdul-Mateen, ponendo l'accento sulla rappresentazione e le diversità. Anche Kevin Feige, capo dei Marvel Studios, ha ammesso il fallimento. In un'apparizione al podcast Happy Sad Confused il mese scorso, ha dichiarato di sentirsi "un gigantesco perdente e un fallimento" per non aver portato a compimento il film di Blade con Ali. Un'ammissione rara per un produttore del suo calibro, che però non cambia la sostanza dei fatti.
La questione sollevata da Abdul-Mateen non riguarda quindi soltanto la cancellazione di Wonder Man. L’attore ha voluto collegare quanto accaduto alla serie anche al lungo e travagliato percorso di Blade, sottolineando come dall’esterno le due vicende possano alimentare una determinata percezione delle scelte di Marvel. Proprio per questo, secondo Abdul-Mateen, lo studio dovrebbe lavorare per cambiare questa “narrazione”, continuando a investire in storie, interpreti e progetti capaci di rappresentare pubblici diversi.