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Le attrici scoperte da Tinto Brass: da Serena Grandi a Claudia Koll, le sue muse

Da Stefania Sandrelli a Serena Grandi, Debora Caprioglio e Claudia Koll: ecco le attrici scoperte, rilanciate e trasformate in icone da Tinto Brass.

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La scomparsa di Tinto Brass all'età di 93 anni chiude un capitolo unico nella storia del cinema italiano. Il regista veneto non è stato soltanto il provocatorio "maestro del cinema erotico", ma anche un Talent Scout dallo sguardo infallibile, capace di individuare volti, corpi e personalità destinate ad entrare nell'immaginario collettivo. Attraverso i suoi provini e la sua lente voyeuristica, Brass ha scoperto, lanciato o consacrato alcune delle dive più celebri degli anni '80 e '90, trasformandole da giovani esordienti in vere e proprie icone di sensualità e fenomeni di costume.

Prima ancora di diventare il talent scout delle nuove leve, Tinto Brass ha saputo valorizzare e mostrare sotto una luce del tutto inedita interpreti già affermate. Un esempio fondamentale è Stefania Sandrelli: nel 1983, il regista la sceglie come protagonista de La chiave. Un'intuizione geniale che rilancia la carriera dell'attrice toscana, regalando al pubblico una prova interpretativa intensa, scandalosa per l'epoca e di enorme successo commerciale. Anni prima, nel surrealista Il disco volante (1964), Brass aveva saputo dirigere anche un mostro sacro del cinema d'autore come Monica Vitti, svelandone la versatilità al di fuori dei drammi esistenziali.

La vera consacrazione di Brass come creatore di sex symbol esplode nel 1985 con Miranda. Per il ruolo della prosperosa locandiera emiliana, il regista sceglie un'allora poco conosciuta Serena Grandi. Il film si rivela un trionfo al botteghino e trasforma l'attrice bolognese nella donna più desiderata d'Italia. Poco dopo, nel 1987, è la volta di Francesca Dellera con Capriccio: con la sua bellezza statuaria e la carnagione di porcellana, l'attrice viene lanciata sul palcoscenico cinematografico nazionale e internazionale, approdando poi anche al cinema francese.

Negli anni Novanta la formula magica di Tinto Brass continua a sfornare stelle. Nel 1991 il regista affida a una giovanissima Debora Caprioglio il ruolo di protagonista in Paprika, ambientato nelle case chiuse pre-Legge Merlin. Con la famosa locandina e un'interpretazione fresca e sfacciata, Caprioglio diventa un volto celeberrimo della TV e del teatro italiano. L'anno successivo, nel 1992, scatta l'ora di Claudia Koll con Così fan tutte. Brass ne intuisce subito il potenziale scenico e la trasforma nella regina del cinema trasgressivo dell'epoca, prima che l'attrice intraprendesse anni dopo un percorso spirituale e caritativo del tutto diverso.

Verso la fine del decennio, nel 1998, il regista lancia anche Anna Ammirati con Monella, confermando la sua abilità nel raccontare la spensieratezza e la giovinezza attraverso il filtro della seduzione. Oltre ai nomi celebri, la filmografia di Brass ha visto passare attrici come Anna Galiena (Fermo posta Tinto Brass) e Yuliya Mayarchuk (Tra(sgre)dire). Per molte di loro, l'incontro con Brass ha rappresentato un trampolino di lancio travolgente: un mix di audacia, visibilità mediatica e fascino che ha segnato irrimediabilmente la loro carriera e il costume italiano. La morte dell'iconico regista ha suscitato il cordoglio degli addetti ai lavori, dei colleghi, ma soprattutto del pubblico.

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