“Le immagini sono mozzafiato”: Willem Dafoe esalta Werwulf, il nuovo horror gotico di Robert Eggers
Willem Dafoe anticipa cosa aspettarsi da Werwulf, il nuovo horror di Robert Eggers con Aaron Taylor-Johnson: le prime immagini lo hanno impressionato.
Nel panorama cinematografico contemporaneo, le collaborazioni durature tra registi e attori rappresentano spesso il terreno più fertile per capolavori memorabili. Martin Scorsese ha il suo Robert De Niro, Christopher Nolan può contare su Cillian Murphy, mentre Wes Anderson ha costruito un'intera galassia creativa attorno a Bill Murray e molti altri volti ricorrenti. Per Robert Eggers, maestro indiscusso dell'orrore folk e del cinema gotico, quell'attore sulla stessa lunghezza d'onda è senza dubbio Willem Dafoe.
La coppia ha raggiunto risultati straordinari in The Lighthouse, The Northman e più recentemente in Nosferatu, e ora si riunisce per la quarta volta consecutiva in Werwulf, atteso nelle sale per il 25 dicembre. Il film vede Dafoe nei panni di un cacciatore che dà la caccia a una bestia mostruosa che infesta le terre dell'Inghilterra del XIII secolo. A guidare il cast c'è Aaron Taylor-Johnson, che interpreta un contadino maledetto costretto a proteggere la sua famiglia quando i miti sulla licantropia si trasformano in terrificante realtà, dando vita a un horror gotico ambientato nelle nebbiose campagne inglesi.Eggers ha sviluppato nel corso degli anni uno stile inconfondibile, intriso di folklore e ricerca ossessiva del dettaglio, che Dafoe ha visto prendere forma e perfezionarsi negli ultimi otto anni. Eppure, nonostante la familiarità acquisita, il regista non smette mai di stupire l'attore veterano. In una recente intervista con Collider in occasione dei suoi nuovi film Late Fame e The Birthday Party, Dafoe ha aperto una finestra sul loro rapporto professionale, rivelando cosa apprezza di più nel lavorare con Eggers e come questo si rifletta nel suo ultimo sforzo cinematografico.
Dafoe ha visto praticamente tutto nella sua carriera. Quattro nomination agli Oscar, il ruolo iconico del Goblin Verde nello Spider-Man di Sam Raimi, interpretazioni memorabili in classici come To Live and Die in LA e Platoon, fino a prestazioni d'autore in film come At Eternity's Gate. Con un curriculum simile, cosa serve per impressionarlo ancora. La risposta, a quanto pare, sta nella capacità di Eggers di essere, per usare le sue parole, "un creatore di mondi". "Diventa sempre più bravo. È semplicemente molto impegnato. È intelligente. Conosce le sue passioni. Conosce i suoi limiti. Sa cosa ama e conosce gli attori. È stato lui stesso un attore", ha spiegato Dafoe.
Questo dettaglio biografico, spesso trascurato, risulta fondamentale per comprendere la sintonia tra i due. Secondo l'attore, Eggers non dirige semplicemente le performance: le comprende dall'interno, avendo lui stesso sperimentato cosa significhi stare dall'altra parte della macchina da presa. "Amo lavorare con lui perché mi dà cose divertenti da fare e sa come premere i miei pulsanti", ha continuato Dafoe. La metafora è eloquente: Eggers non si limita a dare indicazioni, ma conosce esattamente quali leve emotive e creative azionare per tirare fuori il meglio dal suo collaboratore. "Ed è un creatore di mondi, capisci. E questo è quello che vuoi da un regista. Vuoi che crei il mondo, così quando entri in quel mondo, il mondo ti parla."Questa filosofia del "world making" è al centro della visione di Dafoe sulla recitazione. "E se gran parte della recitazione consiste nel reagire, quel mondo ti dice cosa fare, e tu lo fai. È sempre nel fare: la qualità del fare, l'autenticità del fare. E come sappiamo, lui è un maniaco della ricerca e di tutto il resto. È una situazione ideale. Amo davvero lavorare con lui." La maniacale attenzione di Eggers alla ricerca storica e al dettaglio è ormai nota nel settore. Che si tratti di ricostruire filologicamente il linguaggio della Nuova Inghilterra del XVII secolo per The Lighthouse o di studiare ogni aspetto della cultura vichinga per The Northman, il regista non lascia nulla al caso.
Questa ossessione crea set cinematografici che non sono semplici scenografie, ma veri e propri ecosistemi narrativi in cui gli attori possono immergersi completamente. Per Werwulf, ambientato nell'Inghilterra medievale del 1200, questa dedizione significa ricreare un'epoca in cui le superstizioni sulla licantropia permeavano la vita quotidiana, dove il confine tra uomo e bestia poteva dissolversi nella foschia di una notte senza luna. Aaron Taylor-Johnson interpreta un contadino che si trova al centro di questa trasformazione mitologica, mentre Dafoe incarna il cacciatore determinato a porre fine alla minaccia soprannaturale.
La partnership tra Dafoe ed Eggers rappresenta uno di quei rari allineamenti in cui visione registica e capacità interpretativa si fondono senza sforzo apparente. Ogni nuovo progetto diventa un'evoluzione del precedente, un ulteriore tassello in un mosaico che continua a espandersi. The Lighthouse aveva mostrato due uomini sull'orlo della follia in un faro isolato, The Northman aveva esplorato la vendetta epica in chiave vichinga, Nosferatu aveva rispolverato il vampirismo espressionista tedesco. Ora Werwulf promette di portare questa esplorazione del folklore horror in un territorio diverso, quello della trasformazione corporea e della maledizione ancestrale. Come si inserirà nella filmografia di Eggers.
Quali nuove sfumature riuscirà a tirare fuori da Dafoe. Le risposte arriveranno il giorno di Natale, in un'uscita che già di per sé rappresenta una dichiarazione d'intenti: portare l'horror gotico nel cuore delle festività. Ciò che emerge dalle parole di Dafoe è un rispetto profondo non solo per il talento tecnico di Eggers, ma per la sua integrità artistica e la sua capacità di crescere. "Diventa sempre più bravo", ha affermato Dafoe. La collaborazione tra i due sembra destinata a continuare, e il pubblico non può che gioirne. Werwulf, che di recente ha ricevuto il primo trailer, sarà all'altezza delle aspettative? Solo il tempo lo dirà. Ma se c'è una cosa certa, è che Willem Dafoe entrerà ancora una volta in un mondo creato da Robert Eggers, quel mondo gli parlerà, e lui saprà esattamente cosa fare.