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Leonardo DiCaprio incorona il cinema italiano: tra i suoi film preferiti c'è un capolavoro nostrano

Leonardo DiCaprio ha scelto un capolavoro di Vittorio De Sica tra i suoi film preferiti

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Leonardo DiCaprio non è tipo da rivelazioni facili. Attore schivo, selettivo, quasi maniacale nella cura della propria immagine pubblica, raramente si concede a interviste che non siano strettamente legate a un film in uscita. Eppure, nel 2013, rispondendo a una domanda del sito ufficiale dei Golden Globes, ha indicato i suoi film preferiti. Tra titoli che nessuno si sarebbe stupito di trovare — 2001: Odissea nello spazio, Taxi Driver, La valle dell’Eden — spunta un’opera italiana del 1948: Ladri di biciclette di Vittorio De Sica.

Tredici anni dopo, quella lista resta una delle poche tracce autentiche del gusto cinematografico di DiCaprio. E il fatto che un attore cresciuto tra blockbuster e registi d’autore americani citi un capolavoro del neorealismo non è un vezzo da cinefilo da festival.

Ambientato nella Roma devastata del Dopoguerra, Ladri di biciclette racconta la storia di Antonio Ricci, un uomo che finalmente ottiene un lavoro: attaccare manifesti pubblicitari. Per farlo gli serve una bicicletta. La riscattano, lui e la moglie, con un sacrificio quasi sacrale.

Il primo giorno di lavoro, la bici viene rubata. Da lì in poi, padre e figlio (il piccolo Bruno) girano una città che non offre scampo, cercando un ladro che probabilmente non troveranno mai. Niente colpi di scena, niente redemption arc alla Hollywood. Solo la lentezza crudele della disperazione quotidiana.

Un film amato in tutto il mondo

Negli Stati Uniti il film è da decenni oggetto di culto. Compare regolarmente nelle classifiche dei migliori film italiani di sempre, spesso affiancato a Otto e mezzo. Empire lo ha messo al quarto posto tra i cento film più importanti del cinema mondiale.

Una scena di Ladri di biciclette (E.N.I.C.)

Rolling Stone lo ha inserito tra i cento migliori del Novecento. E in Italia figura, ovviamente, nella lista dei cento film da salvare. Una curiosità che farà sorridere i fan di Sergio Leone: il futuro regista della Trilogia del dollaro appare in un cameo, giovane e quasi irriconoscibile, con un piccolo retroscena che gli appassionati ancora raccontano con gusto.

Accanto a Kubrick e Scorsese (il suo regista di elezione dai tempi di Gangs of New York) troviamo Harry, ti presento Sally…, La principessa Mononoke di Miyazaki — scelta meno ovvia rispetto a La città incantata — e appunto De Sica. Non c’è traccia di film “facili”. Nessun tentativo di apparire cool. Solo un attore che, quando gli viene chiesto cosa gli piaccia davvero, risponde con onestà e rivela una profonda coltura cinematografica.

Chissà se oggi, a più di un decennio di distanza, DiCaprio confermerebbe ancora quella classifica. Forse sì. Forse no. Ma il fatto che Ladri di biciclette sia lì, tra i suoi preferiti ufficiali, dice che, sotto i lustrini hollywoodiani, il cinema che non risolve, non consola e non vende sogni può ancora avere un futuro.

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