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Lili Reinhart brava, ma non basta: questo film su Netflix esplora due vite parallele e divide il pubblico

Il film con Lili Reinhart su Netflix esplora due vite parallele ma non convince. Analisi del film, cast, trama e perché la critica lo boccia.

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Netflix ha lanciato Look Both Ways - Linee parallele, un film che promette di esplorare il classico dilemma del "cosa sarebbe successo se". Natalie, interpretata da Lili Reinhart, si trova a un bivio della vita e il film ci mostra entrambi i percorsi che potrebbe intraprendere. Da una parte la maternità inaspettata, dall'altra la carriera da animatrice a Los Angeles. Due vite parallele, un'unica protagonista. Eppure, nonostante il potenziale narrativo e una performance solida della star di Riverdale, la pellicola diretta da Wanuri Kahiu fatica a lasciare un'impressione duratura. La storia parte da un momento cruciale: Natalie sta per laurearsi e trasferirsi in California per inseguire il suo sogno professionale quando un rapporto occasionale con l'amico Gabe, interpretato da Danny Ramirez, la mette di fronte a una possibile gravidanza.

Da quel test di gravidanza si diramano due realtà distinte. In una timeline Natalie scopre di essere incinta e rimane in Texas per crescere la figlia insieme a Gabe, mettendo da parte i piani di carriera. Nell'altra il test è negativo e può partire per Los Angeles con la migliore amica Cara, incarnata da Aisha Dee, per dedicarsi completamente all'animazione. Il concept delle vite parallele non è certo una novità nel panorama cinematografico. Dal classico Sliding Doors ad altre variazioni sul tema, l'idea di mostrare come una singola scelta possa determinare destini completamente diversi ha sempre esercitato un fascino particolare sul pubblico. C'è qualcosa di profondamente umano nel chiedersi quali versioni alternative di noi stessi avremmo potuto essere. Look Both Ways cerca di cavalcare questo appeal universale, ma secondo la critica non riesce a sfruttare appieno le opportunità offerte dalla premessa.

Kahiu, lavorando su una sceneggiatura di April Prosser, inizia con alcune scelte registiche efficaci. La sequenza del test di gravidanza viene mostrata in split screen, con le due versioni di Natalie affiancate sullo schermo: da un lato la celebrazione sollevata di chi vede il risultato negativo, dall'altro la realizzazione più sobria di una gravidanza inaspettata. La macchina da presa scorre fluida tra le due realtà, creando un momento di impatto visivo. Il montaggio di Brad Leach passa con disinvoltura dalle scene luminose di Natalie che parte verso la California con Cara a quelle più tenui del viaggio in direzione opposta con Gabe. Questi momenti iniziali, occasionalmente intervallati da sequenze animate che richiamano le aspirazioni professionali della protagonista, funzionano e dimostrano una certa sensibilità stilistica.

La prevedibilità non è necessariamente un difetto mortale. Esistono storie familiari raccontate magnificamente, dove il comfort della struttura conosciuta diventa parte del piacere. Ma Look Both Ways trasmette una netta sensazione di opportunità sprecata. Kahiu e Prosser avrebbero potuto usare le vite opposte di Natalie, una dedicata alla maternità e l'altra a una carriera presumibilmente impegnativa, per spingere il personaggio in situazioni davvero uniche e stimolanti. Invece Natalie rimane sostanzialmente monocorde in entrambe le timeline, e i personaggi di supporto risultano ancora meno definiti. Questo non è colpa del cast, che nel complesso fa un lavoro encomiabile con il materiale a disposizione. Reinhart riesce a scivolare con naturalezza tra le due versioni del personaggio, gestendo con uguale credibilità sia i momenti in cui Natalie piange sul divano sopraffatta dalle richieste della maternità sia quelli in cui affronta con determinazione una battuta d'arresto creativa. L'attrice, nota per il ruolo di Betty Cooper in Riverdale, dimostra versatilità e presenza emotiva.

Look Both Ways si sviluppa esattamente come ci si aspetterebbe, senza particolari colpi di scena o deviazioni sorprendenti. Manca quell'elemento di eccitazione che solitamente accompagna le storie slice-of-life ben riuscite, quella capacità di trovare magia e significato nei dettagli quotidiani. Il film dura 111 minuti ed è classificato TV-14 per uso di sostanze, linguaggio e dialoghi suggestivi, ma scorre senza mai davvero scuotere o coinvolgere profondamente. Chi cerca film semplici e leggeri potrebbe trovare un certo conforto nella storia di Natalie. La presenza di Reinhart garantirà sicuramente un pubblico, specialmente tra i fan della serie che l'ha resa famosa. Ma c'è poco in Look Both Ways destinato a rimanere impresso negli spettatori una volta comparsi i titoli di coda. Il messaggio finale, che suggerisce come alcune cose siano destinate ad accadere indipendentemente dalle circostanze precedenti e che non esista un unico percorso giusto nella vita, è certamente positivo e rassicurante. Tuttavia viene veicolato senza particolare originalità o profondità.

In definitiva, Look Both Ways rappresenta un'occasione mancata. Un concetto narrativo con potenziale, un cast capace e una regista con occhio visivo si scontrano con una sceneggiatura che non osa abbastanza e con un ritmo che non ingrana mai davvero. Netflix continua a sfornare contenuti originali a ritmo industriale, e film come questo finiscono per perdersi nel flusso costante di novità, guardati distrattamente e dimenticati rapidamente. Per chi volesse comunque farsi un'opinione personale, il film è disponibile in streaming sulla piattaforma, pronto a mostrare le due vite che Natalie avrebbe potuto vivere, anche se nessuna delle due riesce a prendere davvero vita sullo schermo.

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