Questa serie sottovalutata su Netflix con Sophia Lillis racconta l'adolescenza meglio di Stranger Things
Questa su Netflix resta la migliore serie sci-fi teen: analisi di una gemma cancellata con Sophia Lillis, tra poteri telecinetici e coming out.
Nel febbraio 2020, Netflix rilasciò una piccola gemma destinata a lasciare un'impronta indelebile nel panorama delle serie teen sci-fi. I Am Not Okay With This, sviluppata da Jonathan Entwistle e Christy Hall, arrivò nelle case degli spettatori con sette episodi densi, emotivamente devastanti e sorprendentemente maturi. La serie trovò il suo pubblico, venne rinnovata per una seconda stagione, ma poi il destino bussò alla porta nella forma meno prevista: la pandemia COVID-19. I costi e i rischi legati alle riprese durante l'emergenza sanitaria convinsero Netflix a cancellare il progetto, lasciando i fan con un finale che, paradossalmente, funziona ancora oggi come una miniserie autoconclusiva. Ma cosa rende I Am Not Okay With This così speciale da meritare ancora attenzione, anni dopo la sua cancellazione?
Ma proprio quando pensate di aver capito dove la storia stia andando, I Am Not Okay With This fa qualcosa di straordinario: smette di essere solo un'altra variazione sul tema e diventa un'esplorazione profonda e stratificata della vita interiore della sua protagonista. Sophia Lillis, già nota per il suo ruolo in It e successivamente in Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves, offre una performance che è il cuore pulsante della serie. Incarna Sydney con una goffaggine così autentica da risultare quasi dolorosa da guardare, ma è proprio questa vulnerabilità a rendere il personaggio magnetico. La vediamo navigare relazioni complicate: la migliore amica Dina, interpretata da Sofia Bryant, verso cui nutre sentimenti non corrisposti; Stan Barber, il ragazzo dolce e altrettanto fuori posto interpretato da Wyatt Oleff, con cui considera di iniziare una relazione.
Attraverso queste dinamiche, la serie esplora con coraggio il territorio minato che i teenager closeted devono attraversare quotidianamente: il desiderio di conformarsi, la paura di essere scoperti, la confusione di sentimenti che non sai ancora come nominare. Ciò che distingue davvero I Am Not Okay With This è come intreccia la trama fantascientifica con quella emotiva. La serie si svolge un anno dopo la morte del padre di Sydney, e scopriamo che anche lui aveva poteri simili a quelli che sua figlia sta sviluppando. Questa rivelazione trasforma i superpoteri da semplice espediente narrativo a potente metafora: Sydney non può chiedere consiglio a chi ha vissuto la sua stessa esperienza, non può confrontarsi con qualcuno che capisca davvero cosa sta attraversando.
In un panorama saturo di storie teen con elementi soprannaturali, I Am Not Okay With This si distingue per la sua esplicita esplorazione di tematiche queer e per una performance centrale che eleva l'intero progetto. Anche con un nuovo adattamento di Carrie in arrivo dal maestro dell'horror Mike Flanagan, la serie Netflix mantiene la sua unicità. Non è solo un'altra storia di una ragazza awkward che scopre poteri soprannaturali. È un ritratto crudo, tenero e occasionalmente devastante di cosa significhi crescere sentendosi diversi, soli e fuori controllo, sia emotivamente che letteralmente.