Questa serie sottovalutata su Netflix con Sophia Lillis racconta l'adolescenza meglio di Stranger Things
Questa su Netflix resta la migliore serie sci-fi teen: analisi di una gemma cancellata con Sophia Lillis, tra poteri telecinetici e coming out.
Nel febbraio 2020, Netflix rilasciò una piccola gemma destinata a lasciare un'impronta indelebile nel panorama delle serie teen sci-fi. I Am Not Okay With This, sviluppata da Jonathan Entwistle e Christy Hall, arrivò nelle case degli spettatori con sette episodi densi, emotivamente devastanti e sorprendentemente maturi. La serie trovò il suo pubblico, venne rinnovata per una seconda stagione, ma poi il destino bussò alla porta nella forma meno prevista: la pandemia COVID-19. I costi e i rischi legati alle riprese durante l'emergenza sanitaria convinsero Netflix a cancellare il progetto, lasciando i fan con un finale che, paradossalmente, funziona ancora oggi come una miniserie autoconclusiva. Ma cosa rende I Am Not Okay With This così speciale da meritare ancora attenzione, anni dopo la sua cancellazione?
La risposta sta nella combinazione rara di elementi che la serie riesce a orchestrare: una protagonista indimenticabile interpretata da Sophia Lillis, una rivisitazione intelligente di archetipi sci-fi classici e una capacità brutale di catturare l'esperienza di essere un'adolescente closeted, sola e confusa. Sydney Novak, diciassettenne lesbica che non ha ancora fatto coming out, scopre di avere poteri telecinetici. Se la trama vi suona familiare, non siete soli. La serie stessa gioca apertamente con i richiami a Carrie di Stephen King, il capolavoro che ha definito il genere della ragazza emarginata con superpoteri. Il finale della prima stagione si svolge durante un ballo scolastico, e la serie si apre con un flash-forward che mostra Sydney in abito da sera, coperta di sangue, un'immagine che richiama immediatamente l'iconografia del romanzo di King.Ma proprio quando pensate di aver capito dove la storia stia andando, I Am Not Okay With This fa qualcosa di straordinario: smette di essere solo un'altra variazione sul tema e diventa un'esplorazione profonda e stratificata della vita interiore della sua protagonista. Sophia Lillis, già nota per il suo ruolo in It e successivamente in Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves, offre una performance che è il cuore pulsante della serie. Incarna Sydney con una goffaggine così autentica da risultare quasi dolorosa da guardare, ma è proprio questa vulnerabilità a rendere il personaggio magnetico. La vediamo navigare relazioni complicate: la migliore amica Dina, interpretata da Sofia Bryant, verso cui nutre sentimenti non corrisposti; Stan Barber, il ragazzo dolce e altrettanto fuori posto interpretato da Wyatt Oleff, con cui considera di iniziare una relazione.
Attraverso queste dinamiche, la serie esplora con coraggio il territorio minato che i teenager closeted devono attraversare quotidianamente: il desiderio di conformarsi, la paura di essere scoperti, la confusione di sentimenti che non sai ancora come nominare. Ciò che distingue davvero I Am Not Okay With This è come intreccia la trama fantascientifica con quella emotiva. La serie si svolge un anno dopo la morte del padre di Sydney, e scopriamo che anche lui aveva poteri simili a quelli che sua figlia sta sviluppando. Questa rivelazione trasforma i superpoteri da semplice espediente narrativo a potente metafora: Sydney non può chiedere consiglio a chi ha vissuto la sua stessa esperienza, non può confrontarsi con qualcuno che capisca davvero cosa sta attraversando.
È un'immagine perfetta dell'adolescenza queer, dove spesso mancano modelli, guide, persone a cui rivolgersi per domande che ti bruciano dentro. La serie è abbastanza intelligente da non essere solo trauma e angoscia. Include momenti di gioia autentica, piccole vittorie che brillano ancora più intensamente nel mare di perdite devastanti che Sydney attraversa. È questa alternanza, questa capacità di catturare l'oscillazione emotiva selvaggia dell'adolescenza, che a volte fa sembrare I Am Not Okay With This superiore rispetto a Stranger Things. Il dramma teen è così ben scritto e recitato che ti dimenticherai di star guardando una serie sci-fi, finché i poteri telecinetici non esplodono sullo schermo con una forza che ti lascia senza fiato.In un panorama saturo di storie teen con elementi soprannaturali, I Am Not Okay With This si distingue per la sua esplicita esplorazione di tematiche queer e per una performance centrale che eleva l'intero progetto. Anche con un nuovo adattamento di Carrie in arrivo dal maestro dell'horror Mike Flanagan, la serie Netflix mantiene la sua unicità. Non è solo un'altra storia di una ragazza awkward che scopre poteri soprannaturali. È un ritratto crudo, tenero e occasionalmente devastante di cosa significhi crescere sentendosi diversi, soli e fuori controllo, sia emotivamente che letteralmente.