FILM

“È come Matrix che incontra A Chorus Line”: Lin-Manuel Miranda presenta il suo nuovo musical

Lin-Manuel Miranda dirigerà Octet, il musical sulla dipendenza digitale che lui stesso paragona a un incontro tra A Chorus Line e Matrix. Ecco tutti i dettagli condivisi dal regista!

Condividi

Lin-Manuel Miranda non si ferma mai e dopo aver rivoluzionato Broadway con Hamilton, scritto canzoni che sono diventate colonne sonore delle nostre vite per Disney e debuttato alla regia cinematografica con il candidato all'Oscar Tick, Tick... Boom!, il poliedrico artista newyorkese torna dietro la macchina da presa con un progetto che, sulla carta, sembra impossibile da catalogare. Si chiama Octet, è un musical che parla di dipendenza digitale, e Miranda stesso lo ha descritto come un incrocio tra A Chorus Line e The Matrix. Sì, avete letto bene.

L'idea nasce da un'opera teatrale creata da Dave Malloy, compositore e drammaturgo che ha debuttato con questo lavoro il 19 maggio 2019 al Signature Theatre di New York. In un'intervista al podcast Happy Sad Confused condotto da Josh Horowitz, Miranda ha spiegato cosa lo ha conquistato di questo materiale: "È un musical brillante su un gruppo di recupero per dipendenti da internet. È come A Chorus Line che incontra Matrix". Una sintesi che potrebbe sembrare provocatoria, ma che rivela la doppia anima di un progetto che unisce l'intimità confessionale del teatro alla riflessione filosofica sulla realtà virtuale.

La trama di Octet segue otto sconosciuti che si ritrovano nel seminterrato di una chiesa ed appena entrati, devono consegnare i loro smartphone e partecipare a una sorta di gruppo di auto-aiuto chiamato "Friends of Saul". Come in qualsiasi percorso di recupero, ogni membro condivide la propria storia di dipendenza: videogiochi, social media, teorie complottiste.

Ognuno porta con sé un pezzo di quella battaglia quotidiana contro il bisogno compulsivo di connessione, contro l'illusione di controllo che la tecnologia ci vende ogni giorno. Il paragone con A Chorus Line non è campato in aria, visto che come il capolavoro di Michael Bennett, anche Octet è un pezzo corale dove la vulnerabilità individuale diventa il motore narrativo. Non c'è una trama nel senso tradizionale del termine: c'è un gruppo, c'è uno spazio chiuso, ci sono otto vite che si aprono davanti agli altri.

La forza di questa opera sta in sintesi nelle dinamiche, nei momenti di verità, nel coraggio di staccare la spina non solo dal telefono, ma dalle maschere che indossiamo online. Ma dove entra Matrix in tutto questo? Miranda ha voluto includere quel riferimento per suggerire la dimensione di lotta esistenziale che attraversa il musical. I protagonisti di Octet combattono contro un sistema che ha preso il controllo delle loro vite reali. Sono intrappolati in una rete digitale che sostituisce la realtà, che modella i loro pensieri, che consuma il loro tempo.

Come Neo doveva scegliere tra la pillola rossa e quella blu, questi otto personaggi devono decidere se continuare a vivere nella simulazione confortevole dello schermo o affrontare la difficoltà del mondo reale, quello fatto di sguardi, silenzi, connessioni autentiche. Miranda ha anche sottolineato quanto il musical di Malloy sia diventato ancora più attuale con il passare del tempo.

"Dovrebbe essere conosciuto da più persone. È diventato ancora più profetico con l'avvento dell'intelligenza artificiale e le conversazioni che stiamo avendo ora sulla tecnologia. Dave ne parlava già nel 2018, quando lo stava scrivendo". - Lin-Manuel Miranda

Tick, Tick... Boom!, fonte: Netflix

Ed è vero: quando lo spettacolo ha debuttato, TikTok era appena esploso, ChatGPT non esisteva, i deepfake erano ancora roba da laboratorio. Oggi, quelle tematiche sono al centro del dibattito pubblico. Per portare sullo schermo questa storia, Miranda ha reclutato quello che lui stesso ha definito "gli Avengers per ragazzi del teatro". Un cast stellare che mescola volti noti di Hollywood e veterani di Broadway. C'è Amanda Seyfried, premio Oscar per Mank, nei panni di Jessica. Rachel Zegler, la Maria di West Side Story di Spielberg, interpreta Velma.

Sheryl Lee Ralph, vincitrice dell'Emmy per Abbott Elementary, è Paula. Phillipa Soo, la Eliza originale di Hamilton, torna a lavorare con Miranda come Karly. Jonathan Groff, voce di Kristoff in Frozen e star di Glee, è Henry. Gaten Matarazzo, il Dustin di Stranger Things, interpreta Toby. Tramell Tillman, volto di Succession, è Marvin. E infine Paul-Jordan Jansen nei panni di Ed. Il film è stato girato in soli 22 giorni a Yonkers, nello stato di New York, con riprese concluse il 12 giugno 2026. Un set ristretto, tempi serrati, un'atmosfera da teatro trasportata sul set cinematografico. Miranda ha raccontato di essere entusiasta di "lavorare con attori in uno spazio, scoprendo tutto insieme".

Al momento, Octet non ha ancora una data di uscita né uno studio distributore ufficiale, con il progetto che è stato finanziato in maniera indipendente, il che da un lato offre maggiore libertà creativa, dall'altro richiede pazienza per trovare la piattaforma giusta. Considerando il successo di Tick, Tick... Boom! su Netflix e la caratura del cast, è probabile che non passerà molto tempo prima che un grande servizio di streaming o un distributore cinematografico si faccia avanti.

Keanu Reeves in Matrix, fonte: Warner Bros.

Non sorprende, quindi, che Octet arrivi proprio in un momento in cui il rapporto tra uomo e tecnologia è tornato al centro del dibattito. Il musical immaginato da Dave Malloy e ora portato al cinema da Lin-Manuel Miranda affronta temi come la dipendenza dagli smartphone, dai social media e dal mondo digitale, trasformandoli nel cuore di una storia che unisce introspezione e fantascienza. Il paragone con Matrix, d'altronde, non è soltanto una provocazione. Se il capolavoro delle Wachowski raccontava una realtà artificiale da cui era necessario liberarsi, Octet prova a riflettere su una forma di prigionia molto più quotidiana e contemporanea.

Un tema che sembra essere più attuale che mai, soprattutto ora che anche il franchise di Matrix si prepara a tornare sul grande schermo con il quinto capitolo scritto e diretto da Drew Goddard, ancora in fase di sviluppo. In attesa di scoprire quando Octet arriverà nelle sale o in streaming, il nuovo progetto di Miranda promette quindi di affrontare con un linguaggio originale una domanda che il cinema di fantascienza continua a porsi da decenni: quanto controllo abbiamo davvero sulla tecnologia che utilizziamo ogni giorno? Una riflessione diversa da quella di Matrix, ma che parte dalla stessa inquietudine e prova a raccontarla attraverso il linguaggio del musical.

Continua a leggere su BadTaste