“È come Matrix che incontra A Chorus Line”: Lin-Manuel Miranda presenta il suo nuovo musical
Lin-Manuel Miranda dirigerà Octet, il musical sulla dipendenza digitale che lui stesso paragona a un incontro tra A Chorus Line e Matrix. Ecco tutti i dettagli condivisi dal regista!
Lin-Manuel Miranda non si ferma mai e dopo aver rivoluzionato Broadway con Hamilton, scritto canzoni che sono diventate colonne sonore delle nostre vite per Disney e debuttato alla regia cinematografica con il candidato all'Oscar Tick, Tick... Boom!, il poliedrico artista newyorkese torna dietro la macchina da presa con un progetto che, sulla carta, sembra impossibile da catalogare. Si chiama Octet, è un musical che parla di dipendenza digitale, e Miranda stesso lo ha descritto come un incrocio tra A Chorus Line e The Matrix. Sì, avete letto bene.
La trama di Octet segue otto sconosciuti che si ritrovano nel seminterrato di una chiesa ed appena entrati, devono consegnare i loro smartphone e partecipare a una sorta di gruppo di auto-aiuto chiamato "Friends of Saul". Come in qualsiasi percorso di recupero, ogni membro condivide la propria storia di dipendenza: videogiochi, social media, teorie complottiste.
Ognuno porta con sé un pezzo di quella battaglia quotidiana contro il bisogno compulsivo di connessione, contro l'illusione di controllo che la tecnologia ci vende ogni giorno. Il paragone con A Chorus Line non è campato in aria, visto che come il capolavoro di Michael Bennett, anche Octet è un pezzo corale dove la vulnerabilità individuale diventa il motore narrativo. Non c'è una trama nel senso tradizionale del termine: c'è un gruppo, c'è uno spazio chiuso, ci sono otto vite che si aprono davanti agli altri.
Come Neo doveva scegliere tra la pillola rossa e quella blu, questi otto personaggi devono decidere se continuare a vivere nella simulazione confortevole dello schermo o affrontare la difficoltà del mondo reale, quello fatto di sguardi, silenzi, connessioni autentiche. Miranda ha anche sottolineato quanto il musical di Malloy sia diventato ancora più attuale con il passare del tempo.
"Dovrebbe essere conosciuto da più persone. È diventato ancora più profetico con l'avvento dell'intelligenza artificiale e le conversazioni che stiamo avendo ora sulla tecnologia. Dave ne parlava già nel 2018, quando lo stava scrivendo". - Lin-Manuel Miranda
Ed è vero: quando lo spettacolo ha debuttato, TikTok era appena esploso, ChatGPT non esisteva, i deepfake erano ancora roba da laboratorio. Oggi, quelle tematiche sono al centro del dibattito pubblico. Per portare sullo schermo questa storia, Miranda ha reclutato quello che lui stesso ha definito "gli Avengers per ragazzi del teatro". Un cast stellare che mescola volti noti di Hollywood e veterani di Broadway. C'è Amanda Seyfried, premio Oscar per Mank, nei panni di Jessica. Rachel Zegler, la Maria di West Side Story di Spielberg, interpreta Velma.
Al momento, Octet non ha ancora una data di uscita né uno studio distributore ufficiale, con il progetto che è stato finanziato in maniera indipendente, il che da un lato offre maggiore libertà creativa, dall'altro richiede pazienza per trovare la piattaforma giusta. Considerando il successo di Tick, Tick... Boom! su Netflix e la caratura del cast, è probabile che non passerà molto tempo prima che un grande servizio di streaming o un distributore cinematografico si faccia avanti.
Non sorprende, quindi, che Octet arrivi proprio in un momento in cui il rapporto tra uomo e tecnologia è tornato al centro del dibattito. Il musical immaginato da Dave Malloy e ora portato al cinema da Lin-Manuel Miranda affronta temi come la dipendenza dagli smartphone, dai social media e dal mondo digitale, trasformandoli nel cuore di una storia che unisce introspezione e fantascienza. Il paragone con Matrix, d'altronde, non è soltanto una provocazione. Se il capolavoro delle Wachowski raccontava una realtà artificiale da cui era necessario liberarsi, Octet prova a riflettere su una forma di prigionia molto più quotidiana e contemporanea.