Mark Ruffalo contro la fusione Paramount-Warner Bros.: “Sarà catastrofica per l’industria cinematografica”
Mark Ruffalo attacca duramente la fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery, sollevando accuse contro gli Ellison e avvertendo sui rischi per Hollywood.
Mark Ruffalo non ci sta ed ha deciso, proprio in queste ore, di mettere le cose in chiaro. L'attore premio Oscar, attualmente protagonista del successo al botteghino Spider-Man: Brand New Day, ha preso posizione in modo durissimo contro la mega-fusione da 111 miliardi di dollari tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery. Venerdì scorso, attraverso le sue Instagram Stories, Ruffalo ha lanciato un attacco senza precedenti contro la famiglia Ellison e il loro ruolo in quello che sta accedendo tra Palestina e Israele.
La fusione in questione rappresenterebbe il più grande consolidamento nella storia di Hollywood, mettendo sotto il controllo di David Ellison non solo il maggiore studio cinematografico americano, ma anche la rete di informazione CNN. Un'operazione che sta già facendo tremare l'industria dell'intrattenimento e che è attualmente sotto esame da parte di dodici procuratori generali statali, compresa la California. Ma cosa ha scatenato la furia di Ruffalo? L'attore ha ripostato un video di Safra Catz, vicepresidente esecutivo di Oracle, la società guidata da Larry Ellison, padre di David.Nel filmato, Catz si vanta degli sforzi compiuti da Oracle per assistere Israele dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023. Queste "tecnologie profondamente spaventose" sono al centro dell'invettiva di Ruffalo. Nella slide successiva della sua Instagram Story, l'attore ha pubblicato un messaggio appassionato e senza filtri che collega Oracle, gli Ellison e la fusione in un quadro più ampio di potere oligarchico e oppressione.
"Questa è l'azienda che Larry Ellison sta usando per finanziare l'acquisizione di Warner Bros da parte di suo figlio David. Queste 'tecnologie davvero profondamente spaventose' molto probabilmente verranno integrate in uno dei più grandi conglomerati mediatici del mondo e un giorno saranno usate su di voi. Guardate come si compiace di ciò che ora siamo arrivati a vedere come un genocidio, costruito su un sistema di apartheid di oppressione alimentato da Oracle." - Mark Ruffalo
L'attore non si limita a denunciare il coinvolgimento di Oracle nel conflitto israelo-palestinese, ma collega direttamente la questione alla fusione hollywoodiana e al ruolo dell'amministrazione Trump. "Perché Trump ha spinto questa fusione illegale attraverso?" si chiede Ruffalo, suggerendo che ci siano interessi politici dietro l'operazione. Larry Ellison, del resto, è noto per essere un mega-donatore di Trump, e suo figlio David è descritto come un entusiasta del tycoon.
Il messaggio di Ruffalo si sposta poi sulle conseguenze concrete della fusione per l'industria cinematografica. Secondo le stime, l'operazione comporterebbe il taglio di 4.500 posti di lavoro diretti nel settore cinematografico e la perdita di altri 10.000 posti di lavoro nel settore ausiliario. "Larry Ellison possiederà la maggior parte di 'Para Bros'. Larry è un classico oligarca. Stanno schiacciando i lavoratori e consolidando la ricchezza del mondo per il loro potere e dominio concentrato", scrive l'attore.Per Ruffalo, questa fusione rappresenta un caso da manuale di antitrust: "Le fusioni come questa sono quasi sempre dannose per i lavoratori, i consumatori e l'industria che tendono a dominare". L'attore avverte che l'operazione farebbe aumentare i costi della TV via cavo e appianerebbe la concorrenza, il che significa meno scelta per il pubblico. E soprattutto, concentrerebbe un'enorme quantità di controllo creativo nelle mani di "aziende che dicono e fanno cose come questa strana donna di Oracle. Persone davvero profondamente spaventose."
Vedremo se queste dichiarazioni di Ruffalo faranno cambiare qualcosa, ma intanto la fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery deve superare un ostacolo tutt'altro che secondario. La California e altri 11 Stati americani hanno infatti intentato una causa antitrust per bloccare l'operazione, sostenendo che una simile concentrazione potrebbe ridurre la concorrenza e avere pesanti conseguenze sull'intera industria. La battaglia, insomma, è ancora apertissima e al di là delle durissime parole dell'attore, il futuro della maxi-fusione resta tutto da scrivere.