Paramount e Warner Bros., la maxi fusione si ferma: il processo antitrust può far saltare l'accordo
Paramount-Skydance ha raggiunto un accordo con i procuratori generali di 12 stati americani per rinviare la chiusura della fusione con Warner Bros. Discovery fino alla conclusione del processo antitrust.
La fusione del secolo nel mondo dell'intrattenimento ha subito una brusca frenata. Paramount Skydance ha raggiunto un accordo con una coalizione di procuratori generali di 12 stati americani per posticipare la chiusura della mega-operazione con Warner Bros. Discovery fino a dopo un processo antitrust. L'intesa, depositata venerdì presso il tribunale federale, stabilisce che la transazione da 111 miliardi di dollari non potrà essere finalizzata prima di cinque giorni dopo la conclusione del processo o del 1° giugno 2027, a seconda di quale evento si verifichi per primo.
Le accuse sono pesanti: secondo i procuratori generali, l'operazione ridurrebbe la concorrenza sia nel mercato televisivo via cavo che in quello cinematografico, danneggiando consumatori e creativi. "Fermare questa fusione mentre il nostro caso procede è una vittoria critica nei nostri sforzi per far rispettare la legge e proteggere le industrie cinematografiche e televisive", ha dichiarato Letitia James, procuratrice generale di New York. "Non vedo l'ora di continuare la nostra causa per bloccare questa fusione illegale".
L'opposizione alla fusione non è arrivata solo dalle istituzioni. Norm Eisen, co-fondatore del Democracy Defenders Fund e membro della campagna #BlocktheMerger, ha salutato l'accordo come una vittoria dell'opposizione popolare.
"Gli Ellison credevano che la loro relazione con il presidente Trump li avrebbe aiutati a far passare un accordo disastroso che minacciava la democrazia, la libertà creativa e il giornalismo indipendente. Noi della campagna #BlocktheMerger abbiamo contribuito a dimostrare che si sbagliavano. Questa resistenza collettiva sta cambiando le sorti della partita". - Norm Eisen
"Questo è il modo più veloce e chiaro per dimostrare che questa transazione è positiva per la concorrenza, positiva per i consumatori e positiva per i creativi, una conclusione a cui sono già giunte dozzine di autorità della concorrenza in tutto il mondo. Le definizioni di mercato dei querelanti non hanno alcun rapporto con le realtà del mercato odierno e non possono resistere a un esame approfondito. Non vediamo l'ora di dimostrare il nostro caso in tribunale". - Un portavoce di Paramount
Un'udienza era stata programmata per il 3 agosto presso il tribunale federale di Oakland, durante la quale le due parti avrebbero dovuto discutere la mozione di ingiunzione. Quell'udienza è stata cancellata. Anche la Writers Guild of America aveva presentato una propria mozione per un'ingiunzione all'inizio della settimana, anch'essa prevista per il 3 agosto. Quella mozione è stata ritirata, dato che Paramount ha di fatto concesso che non chiuderà l'accordo fino a una determinazione sui meriti delle accuse antitrust.
Le parti hanno anche concordato di presentare entro il 31 luglio una stipulazione congiunta sulle rispettive posizioni riguardo alla programmazione del processo. Un dettaglio cruciale: Paramount era ansiosa di chiudere l'operazione prima del 30 settembre, data a partire dalla quale l'azienda inizierà a pagare una "ticking fee" di 7 milioni di dollari al giorno agli investitori di Warner Bros. Gli stati avevano precedentemente proposto di tenere il processo ad aprile 2027.
La posta in gioco va ben oltre i numeri finanziari, poiché la fusione tra Paramount e Warner Bros. Discovery rappresenterebbe una concentrazione senza precedenti nel settore dell'intrattenimento, unendo sotto un unico ombrello studi cinematografici leggendari, reti televisive storiche e piattaforme streaming in rapida crescita. Da una parte ci sono i cataloghi di film e serie che hanno fatto la storia di Hollywood, dall'altra la capacità produttiva e distributiva per competere nell'era dello streaming globale.
È proprio questa concentrazione di potere a preoccupare le autorità americane. Secondo i procuratori generali, unire Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery significherebbe ridurre la concorrenza in settori chiave come il cinema, la televisione e lo streaming, con possibili ripercussioni sui consumatori e sulle opportunità per autori, registi e produttori indipendenti. Una posizione che, però, si scontra con quella di altri regolatori, visto che appena poche ore fa l'Unione Europea ha dato il via libera all'operazione, ritenendo che la fusione non sollevi criticità tali da compromettere la concorrenza nel mercato europeo.