Marvel's Spider-Man 3 si farà? Il post che accende la fantasia dei fan

Un'emoji a forma di ragno e quattro parole cancellate in fretta: il face model di Peter Parker è tornato in studio e i fan non parlano d'altro.

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Quattro parole e un'emoji. A volte basta così poco per mandare in tilt una community di milioni di persone. È quello che è successo il 14 aprile quando Ben Jordan, il face model di Peter Parker nella serie sviluppata da Insomniac Games, ha pubblicato su Instagram una foto di sé stesso in tuta da motion capture durante una sessione di facial capture, accompagnata dalla didascalia "IYKYK" ("If you know, you know") e da un'emoji a forma di ragno. Il post è stato rimosso poco dopo, ma era già troppo tardi: gli screenshot avevano fatto il giro di tutti i principali siti gaming e social media del pianeta.

Chi è Ben Jordan e perché il suo post conta

Jordan è il volto digitale di Peter Parker dalla versione rimasterizzata del primo capitolo per PS5, passando per lo spin-off su Miles Morales fino a Marvel's Spider-Man 2 del 2023, dove la sua performance facciale aveva ricevuto ampi consensi. Non è un comprimario qualsiasi: è il Peter Parker che i giocatori hanno visto sullo schermo nei momenti più intensi della saga. Quando un professionista di quel calibro appare in studio con l'attrezzatura da facial capture e pubblica un indizio, il collegamento con un nuovo capitolo della serie è praticamente automatico. Jordan lavora esclusivamente nell'universo Insomniac, il che restringe notevolmente il campo delle ipotesi.

Cosa potrebbe significare davvero

Non tutto porta necessariamente a Spider-Man 3. Esistono almeno due alternative plausibili. La prima è un cameo di Peter Parker in Marvel's Wolverine, titolo atteso in esclusiva PS5 il 15 settembre 2026 e ambientato nella stessa continuity narrativa della serie Spider-Man. Se i due universi condividono la stessa linea temporale, un'apparizione di Peter accanto a Logan sarebbe narrativamente coerente e spiegherebbe la sessione di capture. La seconda alternativa è uno spin-off su Venom: un roadmap interno di Insomniac trapelato anni fa dopo un attacco hacker suggeriva che lo studio avesse preso in considerazione un progetto standalone sul simbionte prima di sviluppare un terzo capitolo.

Detto questo, la tempistica è difficile da ignorare. Con Wolverine ormai in dirittura d'arrivo, ha senso che il team stia già gettando le basi per il progetto successivo. Secondo quanto riportato da ComicBook Gaming, un sequel della serie principale non è mai stato in discussione: PlayStation lo considera uno dei suoi franchise di punta e ne esigerà un terzo capitolo.

Spider-Man e Venom - © Marvel/Sony

Cosa è rimasto in sospeso dopo Spider-Man 2

Marvel's Spider-Man 2 ha lasciato aperti diversi fili narrativi che gridano a un seguito. Nella scena post-credits emerge la figura di Cindy Moon, che nell'universo Marvel ottiene poteri simili a quelli di Peter dopo il morso di un ragno radioattivo e diventa la supereroina Silk. La sua presenza non è casuale: suggerisce che Insomniac stia pianificando di espandere il roster degli eroi ragno giocabili, affiancando Peter e Miles con un terzo personaggio. Anche la voce di Yuri Lowenthal, interprete vocale di Peter Parker, aveva già rassicurato i fan all'inizio del 2025: il personaggio ha ancora storie da raccontare, anche se nella seconda avventura aveva scelto di ritirarsi temporaneamente dal ruolo di Spider-Man.

Quando potrebbe uscire

Questa è la domanda che nessuno sa ancora rispondere con certezza. Insomniac è uno studio sorprendentemente efficiente rispetto ai suoi pari, ma la distanza tra i due capitoli principali è comunque stata di cinque anni. Con Wolverine ancora da rilasciare e la pre-produzione di Spider-Man 3 che sembra appena avviata, un'uscita nel 2027 appare ottimistica. Più probabile una finestra tra 2028 e 2029, periodo in cui potrebbe coincidere anche con il lancio di PS6, di cui circolano voci sempre più insistenti. Un titolo di lancio per la nuova console sarebbe una mossa strategica di primissimo livello per Sony.

Per ora tutto resta nel campo delle ipotesi, alimentate da quattro parole e un'emoji rimossa. Ma nell'industria videoludica, i segnali più piccoli raccontano spesso le storie più grandi.

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