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Masters of the Universe: il successo su Prime Video riaccende le speranze per il sequel

In una recente intervista, Travis Knight ha rivelato che ci sono possibilità della realizzazione del sequel, grazie al successo su Prime Video, dopo il flop al botteghino cinematografico.

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La storia di Masters of the Universe è quella di una redenzione inaspettata, un film che ha sfidato le logiche tradizionali del box office per trovare la sua vera casa nel regno dello streaming. Uscito nel giugno 2026, il secondo adattamento live-action della celebre saga fantasy ha raccolto appena 114 milioni di dollari a livello mondiale, una cifra che impallidisce di fronte a un budget stimato tra i 170 e i 200 milioni. Un disastro finanziario sulla carta, un fallimento che sembrava destinare Eternia e i suoi eroi a un oblio prematuro.

Eppure, qualcosa di straordinario è accaduto quando il film è approdato su Prime Video. Per cinque settimane consecutive, Masters of the Universe si è piazzato al primo posto nella classifica dei film più visti sulla piattaforma di Amazon, un risultato che ribalta completamente la narrazione del flop e riaccende la speranza per un possibile seguito. Come può un film ignorato nelle sale trasformarsi in un fenomeno streaming capace di dominare le classifiche per oltre un mese?

Masters of the Universe - Amazon/MGM Studios

La risposta risiede probabilmente nella natura stessa del pubblico di riferimento. Masters of the Universe si rivolge principalmente a una generazione cresciuta negli anni Ottanta con la serie animata originale, spettatori che oggi preferiscono il comfort del divano di casa alla sala cinematografica. Travis Knight, il regista che ha orchestrato questa resurrezione cinematografica, ha commentato la situazione con la lucidità di chi conosce bene i meccanismi imprevedibili dell'industria dell'intrattenimento.

Queste cose sfuggono al nostro controllo. È stata una vera gioia realizzare quel film, mi sono divertito tantissimo a lavorare con quella troupe. Ci siamo divertiti tantissimo, e credo che questo traspaia dall’esperienza di visione del film. Alla fine, questo genere di decisioni sfuggono al nostro controllo: ci si chiede sempre come proseguano le vite di questi personaggi dopo la fine del film, e se l’universo, nella sua saggezza, ci chiedesse di realizzare altri progetti simili, saremmo felicissimi di regalarne altri al pubblico. Ma, in fin dei conti, questo è fuori dal nostro controllo, ed è per questo che in ogni singolo film che si realizza si mette tutto ciò che si ha, sperando semplicemente che il film viva di vita propria e riesca a entrare in sintonia con le persone che si sta cercando di raggiungere. -Travis Knight a ScreenRant

Il finale del film non chiude affatto la porta a sviluppi futuri, anzi c'è un elemento narrativo cruciale che rimane in sospeso: Adam non sa nulla di sua sorella gemella, la Principessa Adora/She-Ra, interpretata da Lauren Saliu, che appare in una delle scene post-credits. In più, c'è un'altra scena dopo i titoli di coda che anticipa il ritorno di Skeletor, quando Evil-Lyn, interpretata da Alison Brie, prende il teschio del villain e la sua risata inquietante riecheggia sullo schermo.

Masters of the Universe - Amazon/MGM Studios

La vicenda di Masters of the Universe rappresenta un caso di studio affascinante su come stia cambiando il panorama dell'intrattenimento. Il box office non è più l'unico indicatore di successo, e film che un tempo sarebbero stati archiviati come fallimenti commerciali possono trovare una seconda vita, e talvolta una vita migliore, sulle piattaforme streaming. Il pubblico ha votato con le proprie visualizzazioni, dedicando cinque settimane consecutive a Eternia e ai suoi difensori.

La domanda ora è se Amazon Prime Video e i produttori sapranno cogliere questo segnale inequivocabile. Il pubblico c'è, è numeroso, è affezionato e vuole vedere cosa accade dopo. Travis Knight ha le idee, ha la passione e ha dimostrato di saper gestire una proprietà intellettuale complessa con rispetto e visione. Gli elementi narrativi per un sequel sono già seminati nel tessuto del primo film. Manca solo la decisione di chi tiene i cordoni della borsa, di chi può trasformare numeri streaming in budget produttivo.

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