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Masters of the Universe verso il sequel nonostante il flop: ecco perché Amazon ci crede ancora

Il film con Nicholas Galitzine ha deluso al botteghino, ma Amazon MGM guarda oltre gli incassi. Ecco perché il sequel è ancora possibile.

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Masters of the Universe ha deluso al botteghino, eppure Amazon MGM Studios sembra pronta a dare il via libera a un sequel. Un paradosso che nasconde una strategia di business decisamente audace, differenziandosi dalle logiche tradizionali dell'industria cinematografica moderna.

Il film con Nicholas Galitzine nei panni di He-Man ha incassato appena 89,9 milioni di dollari in tutto il mondo, una cifra deludente se confrontata con i 170 milioni di dollari di budget complessivo. Per capire la portata del flop, basta considerare che i cinema trattengono circa il 50% degli incassi: Amazon MGM Studios si è portata a casa solo 45 milioni di dollari, una somma inferiore persino ai 52,1 milioni spesi nella sola fase di pre-produzione.

Il debutto negli Stati Uniti a inizio giugno è stato tutt'altro che trionfale: con 29,4 milioni di dollari nel weekend di apertura, Masters of the Universe si è piazzato al secondo posto, surclassato dal reboot a basso budget di Scary Movie che ha incassato la bellezza di 54,3 milioni. Anche i film horror Backrooms e Obsession hanno tallonato da vicino il muscolare protagonista di Eternia, con rispettivamente 26,3 e 25,4 milioni di dollari. Il weekend successivo è stato ancora peggio: He-Man è scivolato al quinto posto con appena 8,9 milioni di incasso.

Il cast di Masters of the Universe, fonte: Amazon

Secondo gli standard dell'industria, un film con un costo totale di 170 milioni avrebbe dovuto incassare almeno 340 milioni al botteghino per raggiungere il pareggio. Masters of the Universe è lontano da questo obiettivo circa un quarto di miliardo di dollari. Eppure, contro ogni logica apparente, il film sembra destinato a ottenere un seguito.

Quindi come mai Amazon sarebbe propensa a realizzare il sequel nonostante i risultati negativi al botteghino? La chiave di questo enigma risiede nel modello di business unico di Amazon. A differenza degli studi tradizionali che dipendono quasi esclusivamente dagli incassi cinematografici, la società guidata da Jeff Bezos può permettersi di guardare oltre il botteghino. La società vede Masters of the Universe non come un singolo prodotto da rendere profittevole, ma come un asset strategico per Prime Video, la sua piattaforma di streaming.

Kevin Wilson, responsabile della distribuzione domestica di Amazon MGM Studios, ha chiarito la visione dell'azienda:

"Questo weekend rappresenta un inizio molto solido per Masters of the Universe e la risposta appassionata del pubblico multigenerazionale che stiamo vedendo in tutto il mondo è stata fantastica. Questa apertura è esattamente il tipo di momento critico iniziale che convalida la nostra strategia di distribuzione olistica, costruendo consapevolezza e coinvolgimento che continueranno ben oltre la finestra teatrale". - Kevin Wilson

Masters of the Universe, fonte: Amazon

L'espressione "finestra teatrale" è cruciale. Per Amazon, il cinema non è il traguardo finale ma il punto di partenza, un momento per generare buzz e consapevolezza intorno al brand. Il vero obiettivo è attrarre abbonati a Prime Video, e Masters of the Universe è pensato specificamente per questo scopo. Ma il dato più interessante riguarda il pubblico.

Difatti Masters of the Universe ha attirato soprattutto gli spettatori cresciuti con il franchise negli anni Ottanta: il 57% aveva più di 35 anni, mentre i bambini sotto i 12 rappresentavano appena il 4% del totale. Una distribuzione che spiega anche il flop al cinema: a differenza di The Super Mario Bros. Il Film o Un film Minecraft, la pellicola cinematografica non è riuscita a conquistare le famiglie, ma si è rivolta soprattutto ad un pubblico nostalgico, lo stesso che oggi preferisce spesso lo streaming alle sale.

Ed è proprio qui che entra in gioco la strategia di Amazon MGM Studios. Per il colosso, Masters of the Universe non è solo un film, ma un contenuto pensato per rafforzare Prime Video e attirare nuovi abbonati nel lungo periodo. Lo dimostra anche una scelta significativa: in Francia, dove la legge impone un'attesa di 17 mesi prima dell'arrivo in streaming, Amazon ha rinunciato del tutto all'uscita cinematografica, distribuendo il film direttamente sulla piattaforma.

Nonostante il box office deludente, il pubblico ha comunque risposto positivamente, premiando il film con un 87% di gradimento su Rotten Tomatoes. E proprio lo streaming potrebbe offrirgli una seconda vita, come già accaduto ad altri blockbuster che hanno faticato nelle sale. Nel frattempo, il regista Travis Knight ha già lasciato intendere che la storia potrebbe continuare, con la scena post-crediti dedicata a She-Ra, mentre Mattel ha rilanciato il franchise anche con una nuova linea di action figure.

Per Amazon, insomma, il successo di Masters of the Universe non si misura soltanto dagli incassi. Se il film riuscirà a riportare il franchise al centro dell'attenzione, spingendo il pubblico a scoprire o riscoprire i suoi protagonisti – come raccontiamo anche nella nostra guida ai personaggi del film – e ad aumentare il valore di Prime Video, l'operazione potrebbe comunque rivelarsi vincente.

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