FILM

Matt Damon e la gaffe sul set di Odissea: il retroscena da ridere su Tom Holland

Gaffe da premio Oscar sul set di Christopher Nolan: il racconto (esilarante) di Matt Damon

Condividi

Quando sul set c’è Christopher Nolan, l’atmosfera si fa tradizionalmente sacrale. Tutto deve rasentare la perfezione del cinema d'autore epico, tra pellicole IMAX, ricostruzioni storiche maniacali e un totale ripudio della computer grafica.

Ma anche dietro le quinte del kolossal più atteso dell'anno, Odissea (The Odyssey), il confine tra il sublime drammatico e la commedia dell'assurdo si è rivelato incredibilmente sottile. A farne le spese, con una gaffe d’altri tempi, è stato nientemeno che Matt Damon, vittima di un clamoroso malinteso recitativo ai danni del giovane collega Tom Holland.

Ospite nel salotto televisivo del Tonight Show di Jimmy Fallon, Damon ha svelato un aneddoto memorabile che ha subito fatto il giro del web, dimostrando che a volte persino i veterani di Hollywood possono prendere lucciole per lanterne.

Lo squarcio tra Ulisse e Telemaco

Il misunderstanding creativo è avvenuto durante le riprese di una scena cruciale e fortemente emotiva, in cui i personaggi di Ulisse (Damon) e Telemaco (Holland) si incrociano visivamente da lontano.

Tom Holland in Odissea (Universal Pictures)

Damon, osservando il collega a debita distanza, ha notato un gesto improvviso: Holland si è portato solennemente una mano al petto. Un movimento che a un attore premio Oscar è parso immediatamente una finezza recitativa, un guizzo di improvvisazione dal sapore antico per sottolineare il legame spezzato e silenzioso tra un padre e un figlio che si ritrovano.

Colpito da tanta intensità emotiva, Damon ha deciso di assecondare l’intuizione del giovane partner di scena, replicando il gesto con altrettanta intensità drammatica.

"Ho pensato fosse una scelta di recitazione magnifica, un modo muto per salutare il padre", ha confessato sornione l'attore a Jimmy Fallon. "Così ho iniziato a fare lo stesso".

La verità è emersa solo a fine giornata, quando Damon si è avvicinato a Holland per congratularsi di quella splendida intuizione sul set. Convinto che ci fosse dietro lo zampino e la direzione dello stesso Nolan, Damon ha chiesto spiegazioni al giovane Spider-Man cinematografico.

La risposta di Holland ha gelato l'entusiasmo del collega in un secondo: "Mi ha guardato e ha detto: 'Matt, veramente il costume mi stava strozzando. Stavo solo cercando di allargare il colletto per respirare'".

A parziale discolpa di Damon va registrata una parziale miopia che, unita alla distanza fisica tra le due posizioni sul set, ha trasformato un banale fastidio sartoriale in un momento da cinema d'essai. Inutile specificare che questa versione "soffocata" e simmetrica della scena non ha trovato spazio nel montaggio finale del film.

Al di là del siparietto comico, l'intervista ha offerto l'occasione per fare il punto su una lavorazione che si preannuncia mastodontica. Damon non ha esitato a definire Odissea come la produzione più complessa e fisicamente provante della sua intera carriera professionale.

D'altronde, farsi dirigere da Christopher Nolan significa accettare una sorta di fioretto laico contro la tecnologia moderna. Fedele al suo dogma del "vero a tutti i costi", il regista britannico ha trascinato la produzione in un pellegrinaggio durato sei mesi attraverso sei diversi Paesi, imponendo l'uso esclusivo di mastodontiche cineprese IMAX ed effetti speciali rigorosamente analogici. Niente green screen, niente scorciatoie digitali, solo pura e faticosa messinscena. Uno sforzo titanico che la critica internazionale ha già iniziato a incoronare all'unanimità come un capolavoro.

Continua a leggere su BadTaste