FILM

Voli transcontinentali e siti in crash: l'incredibile ossessione collettiva per vedere Odissea in IMAX 70mm

Tra biglietti introvabili e sacrifici estremi, la corsa dei fan di Nolan per vedere Odissea in IMAX 70mm è qualcosa di epocale

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C'è chi rimanda una gravidanza, chi attraversa mezzo Paese in aereo, chi si accontenta di una proiezione alle due del mattino. No, non stiamo parlando di un pellegrinaggio religioso, ma della più recente manifestazione del culto cinematografico contemporaneo: Christopher Nolan e il suo kolossal Odissea, proiettato esclusivamente in pellicola IMAX per la prima volta nella storia del cinema. Il risultato è una mobilitazione di fedeli che farebbe invidia a qualsiasi santuario.

Come riporta Variety, Amber Connaghan, ventinovenne che vive nel deserto californiano, pur di assistere alla proiezione del giorno d'uscita ha accettato un viaggio di tre ore in auto verso la sala più vicina attrezzata per il 70mm. Quando un'amica le ha suggerito che fosse il momento giusto per un secondo figlio, la risposta è stata un rifiuto categorico, motivato dal timore che la gravidanza potesse sovrapporsi troppo pericolosamente all'uscita del film. Se questa non è devozione...

Non è sola. Un consulente informatico di Dallas ha già pianificato due visioni in due settimane, paragonando l'impatto generazionale di Nolan a quello che Spielberg e Scorsese ebbero per i genitori. Un consulente sanitario di Pittsburgh, invece, ha scelto di volare fino a Los Angeles pur di godersi lo spettacolo nella sala giusta.

Biglietti introvabili, code virtuali e crolli di server

Se procurarsi un posto in prima fila fosse semplice, del resto, il mito perderebbe parte del suo fascino. Universal ha messo in vendita i biglietti con un anno di anticipo, esaurendoli nel giro di poche ore, salvo poi liberare una seconda tranche a giugno che ha mandato in tilt i siti di prenotazione.

Una scena di Odissea (Universal Pictures)

Un aspirante spettatore losangelino racconta di aver seguito la battaglia in diretta con gli amici, tra pagine che si bloccavano e tentativi ripetuti, fino alla vittoria finale arrivata solo quando la concorrenza, esausta, ha gettato la spugna. In un caso, la corsa si è persino spostata offline, con un giovane newyorkese costretto a raggiungere fisicamente una sala per assicurarsi un posto tra la calca del foyer.

Dietro l'entusiasmo per la trasposizione omerica con Matt Damon (il quale ha ricevuto un glaciale avvertimento da Nolan prima di girare il film) si nasconde un fenomeno più ampio: da anni Nolan ha trasformato ogni promozione dei propri film in una crociata a favore della sala e del grande schermo, fino a diventare lui stesso sinonimo di evento cinematografico.

C'è chi ammette apertamente di essere ipnotizzato più dalla tecnica che dalla trama, e chi ha acquistato diciotto biglietti per assistere ripetutamente alla stessa proiezione nelle prime tre settimane di programmazione, come se la ripetizione fosse essa stessa parte del rito.

Che Odissea sia un capolavoro o un'operazione di marketing perfettamente calibrata lo deciderà il tempo. Ma già si preannuncia un successo al botteghino senza precedenti per il discusso regista britannico.

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