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Christopher Nolan: il vero ostacolo all’AI? “Le nuove generazioni la stanno rifiutando completamente”

Christopher Nolan riflette sull'intelligenza artificiale e sostiene che i giovani stiano respingendo la tecnologia proprio mentre Hollywood punta sempre di più sull'AI.

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Mentre Hollywood si divide sull'intelligenza artificiale generativa, con alcuni registi entusiasti delle sue potenzialità e altri apertamente ostili, Christopher Nolan ha offerto una prospettiva diversa e particolarmente lucida. Alla vigilia dell'uscita del suo attesissimo film Odissea, il regista britannico ha condiviso con The Telegraph un'osservazione che suona come un campanello d'allarme per l'intera industria: non importa cosa pensino i filmmaker dell'AI, perché una cosa è certa. Le giovani generazioni la odiano.

Il cineasta inglese ha condivisi le seguenti dichiarazioni, chiare e precise:

"Non ho mai visto un rifiuto così rapido e totale di un salto tecnologico considerato fondamentale in tutta la mia vita. È stata spesa così tanta energia per introdurre l'AI, ma se guardi alla reazione di quella generazione, la stanno rifiutando completamente". - Christopher Nolan

Un'affermazione che ha il peso di chi, come il regista di Oppenheimer e Interstellar, ha sempre avuto un rapporto complesso e consapevole con la tecnologia cinematografica. L'osservazione di Nolan non è campata in aria, visto che mentre le aziende tecnologiche moltiplicano i loro sforzi per inserire l'intelligenza artificiale in ogni aspetto delle nostre vite, lodandone il potenziale di sostituire il lavoro umano e rimodellare il mondo senza il nostro consenso, lo scetticismo iniziale del pubblico si è trasformato in una vera e propria bocciatura.

Matt Damon in una scena di Odissea, fonte: Universal Pictures

Il problema è che il prodotto più prolifico dell'AI attualmente in circolazione è quello che viene comunemente definito "slop" (immondizia), contenuti di bassa qualità che invadono le piattaforme online sulle quali molti vorrebbero già passare meno tempo.

"Il loro giudizio sullo slop generato dall'AI è stato immediato e severo. Lo riconoscono per quello che è molto velocemente, ed è molto più facile per loro identificarlo perché è cresciuto da un mondo online che conoscono davvero bene". - Christopher Nolan

Ma c'è un altro aspetto dell'analisi di Nolan che merita attenzione, quello che riguarda specificatamente il cinema:

"Questo non significa che ogni aspetto della tecnologia sia inutile o privo di significato, ma nel mondo del cinema sta arrivando esattamente nel momento sbagliato. Dopo anni in cui ci siamo spinti verso ambienti fortemente virtuali, stiamo assistendo a un rinnovato interesse per forme di narrazione più tattili, più reali". - Christopher Nolan

Il contrasto all'interno dell'industria è comunque netto. Per esempio, Ron Howard, regista di Apollo 13, si è dichiarato ottimista riguardo alla controversa tecnologia, arrivando persino a ipotizzare che il leggendario maestro dei pupazzi Jim Henson sarebbe stato dello stesso avviso. Dall'altra parte della barricata, Guillermo Del Toro, il visionario dietro La forma dell'acqua, ha lanciato più di una frecciata neanche troppo velata verso chi dà priorità ai prompt dell'AI rispetto all'artigianalità umana.

Oppenheimer, fonte: Universal Pictures

Resta da capire se questo crescente rifiuto dell'AI da parte del pubblico più giovane sarà sufficiente a frenare Hollywood, sempre più interessata alle opportunità economiche offerte dalla tecnologia. Ma almeno per il momento i segnali vanno nella direzione opposta. Ad esempio Netflix ha già utilizzato una voce generata dall'intelligenza artificiale ispirata al compianto Gene Wilder per il nuovo reality dedicato a Willy Wonka, una scelta che ha riacceso il dibattito sull'uso dell'immagine e della voce di artisti scomparsi.

Nel mondo dei videogiochi, invece, David Gaider, storico sceneggiatore di Dragon Age, ha definito senza mezzi termini l'AI generativa una "piaga virulenta" per lo sviluppo dei videogiochi. Il dibattito, insomma, è tutt'altro che chiuso, ma la riflessione di Christopher Nolan mette in evidenza un aspetto spesso trascurato: il vero ostacolo all'adozione indiscriminata dell'intelligenza artificiale potrebbe non arrivare dagli addetti ai lavori, bensì proprio da quella generazione cresciuta immersa nel digitale.

Secondo il regista, sono i più giovani a riconoscere più rapidamente i contenuti generati dall'AI e a rifiutarli, perché sempre più interessati a esperienze autentiche e a opere in cui l'intervento umano continui a essere il vero valore aggiunto. In tutto questo, Odissea di Nolan arriverà presto nelle sale, e le prime reazioni lo definiscono uno dei migliori lavori del regista. Resta da vedere se il film confermerà la visione del cineasta: che in un'era di intelligenza artificiale, ciò che il pubblico desidera davvero è qualcosa di irriducibilmente, tangibilmente umano.

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