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Odissea, le prime reazioni sono entusiaste: per molti Christopher Nolan ha superato ancora se stesso

Sono arrivate le prime reazioni a The Odyssey e l'entusiasmo è alle stelle: il nuovo film di Christopher Nolan viene già definito un'esperienza cinematografica straordinaria, con elogi per Matt Damon, Anne Hathaway e l'intero cast.

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Il 2026 si prepara ad accogliere uno degli eventi cinematografici più significativi del decennio visto che Christopher Nolan, reduce dal trionfo planetario di Oppenheimer che gli è valso l'Oscar come miglior regista, torna nelle sale con un progetto che già dalle prime reazioni sembra aver fatto nuovamente centro, realizzando un grande blockbuster contemporaneo. Odissea, atteso nelle sale il 17 luglio 2026, rappresenta l'incontro tra uno dei cineasti più visionari del nostro tempo e uno dei pilastri fondativi della narrativa occidentale: il poema epico di Omero.

Le prime proiezioni riservate alla stampa e a selezionati membri del pubblico hanno generato un'ondata di entusiasmo piuttosto raro nel panorama critico degli ultimi anni. Non si tratta di semplici recensioni positive, ma di dichiarazioni che parlano addirittura di un'esperienza cinematografica capace di lasciare il segno nella storia del medium. Liam Crowley di ScreenRant ha definito il film "l'esperienza teatrale imperdibile della nostra generazione", una dichiarazione che testimonia l'impatto emotivo dell'opera.

La durata di 172 minuti, lunghezza che in mani meno esperte potrebbe risultare eccessiva, viene descritta come "perfettamente calibrata" nelle sue tre atti. Ogni sezione del film, secondo Crowley, possiede una qualità tale da poter ambire autonomamente alla nomination come miglior film. Un elogio che sottolinea non solo la maestria tecnica di Nolan, ma anche la sua capacità di mantenere alta la tensione narrativa attraverso un arco temporale esteso, caratteristica che lo ha sempre contraddistinto fin dai tempi di Memento.

Il cast stellare assemblato per dare vita all'universo omerico si dimostra all'altezza delle aspettative, con Matt Damon che interpreta Odisseo, l'eroe astuto e resiliente il cui viaggio di ritorno a Itaca è diventato archetipo universale della perseveranza umana. Simon Thompson ha definito la sua interpretazione "la migliore della carriera", fatta di intensità drammatica che dona a Odisseo "ogni cosa". Considerando la filmografia di Damon, che spazia da Will Hunting a Jason Bourne, passando per The Martian, si tratta di un riconoscimento di peso notevole.

Ma è Anne Hathaway nei panni di Penelope a catalizzare alcune delle reazioni più entusiastiche. Crowley la indica già come "in corsa per la vittoria agli Oscar", una previsione azzardata a mesi di distanza dalla stagione dei premi ma indicativa della profondità emotiva con cui l'attrice deve aver caratterizzato la moglie fedele di Odisseo. Penelope, spesso relegata a figura passiva nella tradizione narrativa, trova evidentemente in questa versione uno spazio di rappresentazione più articolato.

Tom Holland interpreta Telemaco, il figlio di Odisseo, portando secondo Clayton Davis di Variety "sensibilità e cuore" a un personaggio che rappresenta la generazione successiva, quella che deve fare i conti con l'assenza del padre e la propria identità. La scelta di Holland, conosciuto principalmente per il suo Spider-Man nell'universo Marvel, conferma la volontà di Nolan di attingere a volti riconoscibili dal grande pubblico senza sacrificare la credibilità drammatica.

Robert Pattinson nei panni di Antinoo e Himesh Patel in un ruolo definito "MVP" da Jeremy Mathai completano un ensemble che Davis ha paragonato per approccio multiculturale e generazionale a quello di Hamilton. Un riferimento interessante che suggerisce come Nolan abbia operato scelte di casting inclusive, adattando il materiale originale alle sensibilità contemporanee senza tradirne lo spirito.

La scelta di Zendaya per incarnare Atena, la dea della saggezza che nel poema omerico guida e protegge Odisseo, rappresenta un altro tassello di un casting che mescola star consolidate a volti della nuova generazione hollywoodiana. La presenza di John Leguizamo come Eumeo, il fedele porcaro che riconosce Odisseo al suo ritorno, descritta da Thompson come "sublime", testimonia l'attenzione riservata anche ai personaggi di supporto.

Dal punto di vista stilistico, Odissea sembra confermare la progressione artistica di Nolan verso forme narrative sempre più ambiziose. Jeremy Mathai lo definisce "i Dieci Comandamenti di Christopher Nolan", un paragone con il kolossal biblico di Cecil B. DeMille che evoca scala epica e ambizione visionaria. Matt Maytum parla di "epica elementale" e di "prodezza di costruzione di un mondo", suggerendo che il regista abbia creato un universo visivo coerente e immersivo.

Un elemento che ha sorpreso molti critici è l'inclusione di sequenze horror. Aaron Couch di The Hollywood Reporter, che segue i film di Nolan dai tempi di Memento, sottolinea come Odissea presenti "una prima assoluta: una sequenza horror completamente sviluppata diretta da Christopher Nolan". Chi conosce il poema omerico può immaginare che si tratti dell'episodio del Ciclope Polifemo, o forse dell'incontro con Scilla e Cariddi, mostri marini che divorano i marinai. La capacità di Nolan di abbracciare il soprannaturale, elemento centrale nella mitologia greca, viene lodata da Steven Weintraub di Collider come "semplicemente perfetta".

L'approccio narrativo sembra bilanciare fedeltà al materiale di partenza e revisione contemporanea, con Mathai che parla di "interpretazione radicata ma fedele del mito epico, con tocchi revisionisti intelligenti". Questa tensione tra rispetto della tradizione e necessità di parlare al pubblico del XXI secolo è sempre stata al centro del dibattito sull'adattamento dei classici. Nolan sembra aver trovato un equilibrio che soddisfa sia i puristi che chi cerca una rilettura fresca.

Rachel Leishman di The Mary Sue sottolinea come il film sia "epico quanto il suo materiale di origine" ma con "quel livello di scintilla di Christopher Nolan che lo rende qualcosa di speciale". La definisce "una storia di amore e perdita" che porta lo spettatore "in un viaggio nel modo in cui solo Nolan sa fare". Questa enfasi sulla dimensione emotiva e umana, oltre che su quella spettacolare, suggerisce che il regista non si sia limitato a una dimostrazione di virtuosismo tecnico.

L'aspetto tecnico rimane comunque centrale nell'esperienza, e proprio in tal senso Weintraub esorta chiaramente a vedere il film in IMAX 70mm, definendola "un'esperienza che lascia a bocca aperta". Joe Deckelmeier di MovieWeb aggiunge che Odissea gli ha ricordato "perché amo così tanto questo medium" e rappresenta "il tipo di cinema che ti tira completamente dentro e richiede di essere vissuto sullo schermo più grande possibile. È esattamente il motivo per cui esiste l'IMAX".

Queste dichiarazioni non rappresentano solo marketing per il formato premium, ma riflettono la filosofia cinematografica di Nolan, da sempre paladino dell'esperienza teatrale e della pellicola come medium. In un'epoca in cui lo streaming ha modificato radicalmente le abitudini di consumo dell'intrattenimento, il regista continua a creare opere concepite specificamente per la sala, sfruttando ogni possibilità offerta dalla tecnologia IMAX per immergere il pubblico in mondi altrimenti irraggiungibili.

Un dettaglio interessante emerge dalla testimonianza di Crowley, che ha visto il film due volte e si dichiara "scioccato da quanto sia rivedibile". La complessità narrativa e la densità visiva tipiche di Nolan trovano quindi conferma anche in questa nuova opera, promettendo allo spettatore scoperte ulteriori a visioni successive. Il critico lo definisce "una lettera d'amore al mito, all'industria cinematografica e ai fan più accaniti del catalogo di Nolan", suggerendo livelli multipli di lettura e riferimenti intertestuali.

La definizione di "nuovo standard aureo per il cinema blockbuster" utilizzata da Crowley pone interrogativi interessanti sul futuro del genere. In un panorama dominato da franchise e universi cinematografici interconnessi, Odissea rappresenta un'opera stand-alone basata su materiale narrativo consolidato da millenni. Il suo eventuale successo potrebbe incoraggiare altri studios a investire in adattamenti di classici letterari con budget di alto livello e visioni autoriali forti.

Il film è prodotto da Emma Thomas, partner professionale e personale di Nolan da oltre vent'anni, con Thomas Hayslip come produttore esecutivo. La sceneggiatura porta la firma dello stesso Nolan, che adatta il poema omerico con quella libertà creativa che gli ha sempre contraddistinto negli adattamenti, dai romanzi di Christopher Priest in The Prestige alle biografie storiche come Oppenheimer.

Le aspettative erano altissime già prima di queste reazioni, ma ora l'attesa dei fan è ancora più alta. Nolan ha costruito una carriera su film che hanno ridefinito generi e aspettative: dalla struttura narrativa frammentata di Memento alla riflessione sulla natura degli eroi in The Dark Knight, dall'architettura onirica di Inception alla relatività temporale di Interstellar. Odissea sembra rappresentare la sintesi di questa evoluzione, unendo scala epica, profondità emotiva, complessità narrativa e innovazione tecnica.

Matt Damon in Odissea, fonte: Universal Pictures

Naturalmente bisognerà aspettare il 17 luglio per capire se l'entusiasmo espresso dalla stampa verrà condiviso anche dal pubblico di tutto il mondo. Portare sul grande schermo un'opera monumentale come l'Odissea, con la sua struttura episodica, il lungo viaggio di Odisseo e la costante presenza delle divinità, era una delle sfide più ambiziose della carriera di Christopher Nolan.

Se però le prime impressioni dovessero trovare conferma, il regista potrebbe aver centrato ancora una volta l'obiettivo, trasformando uno dei testi fondativi della letteratura occidentale in un kolossal destinato a lasciare il segno. Inoltre vale la pena ricordare che le reazioni diffuse in queste ore provengono esclusivamente da giornalisti e addetti ai lavori invitati alle anteprime stampa: gli influencer, contrariamente a quanto avvenuto per altri blockbuster recenti, non hanno avuto accesso a proiezioni anticipate del film. Decisone che ha scatenato un certo dibattito online nei giorni scorsi.

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