Odissea, Christopher Nolan rivela quanto Oppenheimer lo abbia segnato: “Non sono mai riuscito a scappare”
Christopher Nolan racconta come Oppenheimer abbia influenzato la nascita di Odissea, definendo il film un'esperienza quasi horror dalla quale non è mai riuscito a liberarsi.
Christopher Nolan non è riuscito a scappare e dopo aver dominato la stagione dei premi con Oppenheimer, incassando sette Oscar tra cui miglior film, il regista britannico si è ritrovato intrappolato in uno stato d'animo paradossale fatto di "disperazione e ottimismo". Un cortocircuito emotivo che lo ha spinto a immergersi nell'epica più antica dell'Occidente: L'Odissea di Omero.
"Uscendo da Oppenheimer, avevo una strana combinazione di sentimenti contrastanti", confessa Nolan in un'intervista a New York:Il nuovo colossale progetto del regista cinquantacinquenne arriva nelle sale il 17 luglio ed è già un fenomeno. Le proiezioni in formato grande hanno fatto il tutto esaurito con un anno di anticipo, con biglietti IMAX rivenduti sul mercato nero fino a 400 dollari. Le proiezioni anticipate suggeriscono un debutto da 120 milioni di dollari nel weekend di apertura, che sarebbe il miglior esordio di sempre per un film non-franchise di Nolan."Quel film per me era quasi un horror. È stato molto disturbante convivere per un paio d'anni con quel soggetto: pensare continuamente alla guerra nucleare e a cosa gli esseri umani portano sul tavolo. Ero abbastanza felice di andarmene. Ma quando guardi L'Odissea, inizi a capire che non sono riuscito davvero a scappare." - Christopher Nolan
Odissea segue il re greco Odisseo (interpretato da Matt Damon) nel suo tormentato viaggio decennale verso casa, dove lo attendono la moglie Penelope (Anne Hathaway) e il figlio Telemaco (Tom Holland). Tre ore di peripezie tra sirene, giganti e divinità marine, girate interamente con camere IMAX – un primato assoluto per un grande studio hollywoodiano. Ma dietro l'epica c'è qualcosa di più oscuro e personale.
"Più di ogni altro mio lavoro, anche più di Interstellar, questo è il mio film emotivamente più intenso", spiega Nolan. Il suo Odisseo è un eroe malinconico, tormentato dai sensi di colpa dopo aver ideato il cavallo e scatenato il massacro su quella città. Fatica a vedere il bene nel mondo, si tratta di un personaggio profondamente umano, fallibile, lontano dall'icona marmorea che ci aspetteremmo. L'impronta che il poema omerico ha lasciato su Nolan risale all'infanzia, visto che a soli cinque anni assistette a una recita scolastica elementare sull'Odissea.
"Ricordo il cavallo, ricordo quando legano Odisseo all'albero maestro. È nelle nostre ossa", racconta seduto in un hotel del centro di Manhattan. Quando è arrivato il momento di adattare il testo, il regista ha semplicemente annotato: "Quali sono le cose che ricordo?" Non voleva fare una versione revisionista, ma essere fedele alle proprie aspettative. Eppure la fedeltà al mito convive con una libertà stilistica sorprendente: Odissea di Nolan è il film più vicino all'horror che il regista abbia mai realizzato, con visioni ipnotiche e una colonna sonora ossessiva di Ludwig Göransson.
Per rendere credibili creature come la Scilla dalle sei teste o il Ciclope, Nolan si è ispirato ai classici del cinema di genere. "Abbiamo bisogno di dare al pubblico una ragione per credere in queste cose", spiega. "Guardavo a Jaws e Alien, film che raramente mostrano le creature frontalmente e usano invece suoni e silhouette per generare terrore. Vuoi costruire una relazione emotiva con i fenomeni che stai trattando."
Nolan ha inoltre rivelato che c'è un collegamento tra Odissea e Batman: "C'è una linea chiara tra i miei lavori passati e come mi hanno preparato per L'Odissea", ammette Nolan, citando le sequenze d'azione di Dunkirk e le riprese IMAX di Oppenheimer.
"Ma sono rimasto più sorpreso dal rapporto con Batman e la trilogia del Cavaliere Oscuro. Ha a che fare con la creazione di un'icona che sia allo stesso tempo riconoscibile e più grande della vita. Quei tre film erano un esperimento continuo nel tentare di essere umani. La stessa tensione vale per Odissea." - Christopher Nolan
Un altro riferimento inaspettato viene dal cinema di Martin Scorsese, visto che durante la preproduzione, Nolan ha fatto proiettare al team diversi film, tra cui L'ultima tentazione di Cristo del 1988, che mostrava un Gesù tormentato da sensi di colpa e risentimento.
"È un film stupefacente e scioccante. Ci sono cose tecniche che Scorsese faceva molto ispiranti, ma più di tutto, la figura di Gesù e quello che ne fa era molto provocatorio per il pubblico. È stato molto stimolante dal punto di vista di Odisseo: vuoi essere fedele a tutte le difficoltà del personaggio." - Christopher Nolan
"Tutti conosciamo L'Odissea in qualche modo", riflette Nolan. "Per molti è un ricordo lontano della scuola media. Per altri sono gli infiniti film che ne sono stati vagamente tratti, da Fratello, dove sei? al film di SpongeBob." Ma per lui è qualcosa di più profondo: si tratta di un testo che parla di guerra, trauma, resilienza e della difficoltà di vedere la luce dopo aver vissuto l'orrore.
Manca ormai pochissimo all'uscita di Odissea, che dopo le prime impressioni molto positive della stampa internazionale dovrà convincere anche il pubblico. Una cosa, però, è già evidente dalle parole di Christopher Nolan: il regista non è mai riuscito a lasciarsi davvero alle spalle l'oscurità di Oppenheimer. E forse è stato proprio il lungo viaggio di Odisseo a offrirgli il modo migliore per affrontarla e trasformarla in una nuova storia da raccontare.