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Mauro Repetto e Max Pezzali, "Siamo ancora amici": la confessione sugli 883 e l'unico errore commesso insieme

Mauro Repetto racconta il rapporto con Max Pezzali, spiega perché lasciò gli 883 e svela il significato della frase sull'Uomo Ragno.

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La storia degli 883 continua ad appassionare il pubblico anche a distanza di oltre trent'anni dai primi successi. Al centro dell'attenzione ci sono ancora Mauro Repetto e Max Pezzali, i due amici che hanno dato vita a uno dei progetti musicali più amati degli anni Novanta. Nel corso del tempo, la loro separazione ha alimentato indiscrezioni su possibili incomprensioni, ma Repetto ha più volte chiarito che il legame con il cantante non si è mai spezzato. Le sue dichiarazioni, tornate d'attualità anche grazie alla serie televisiva dedicata al duo, aiutano a comprendere meglio una scelta che ha segnato profondamente la storia degli 883.

Durante una tappa dello spettacolo Alla ricerca dell'uomo ragno, Repetto ha ripercorso le tappe della propria avventura musicale. Davanti al pubblico, ha raccontato gli inizi a Pavia, la rapida ascesa del duo e gli incontri con personaggi importanti del mondo dello spettacolo, da Jovanotti a Linus, passando per Amadeus, Fiorello e Claudio Cecchetto, figura fondamentale nella crescita degli 883. Il racconto ha offerto uno sguardo personale su quegli anni, fino ad arrivare alla decisione di lasciare il progetto proprio mentre il successo era al massimo.

Perché Mauro Repetto lasciò gli 883 nel momento più importante della loro carriera? La spiegazione fornita dal musicista è legata al desiderio di vivere un'esperienza diversa e di inseguire il sogno americano. "Non ho mai lasciato davvero gli 883, non ho mai lasciato Max, avevo solo bisogno di seguire un altro sogno", ha dichiarato, chiarendo che la sua partenza non era dettata da un litigio con Pezzali. La scelta di allontanarsi dal gruppo, dunque, non coincideva con la volontà di cancellare il passato o di interrompere un'amicizia nata tra i banchi di scuola. Repetto sentiva semplicemente il bisogno di cercare una strada personale, anche lontano dalla musica che lo aveva reso famoso.

A confermare la continuità del rapporto tra i due è stato anche un gesto condiviso sui social nel novembre 2024. Max Pezzali aveva pubblicato una fotografia insieme a Repetto, accompagnata da un momento di convivialità davanti a una birra scura, dettaglio che aveva subito conquistato i fan. L'immagine aveva contribuito a ridimensionare le voci su presunte tensioni, circolate anche in seguito al rinnovato interesse per la storia degli 883. Nello stesso periodo si era discusso della titolarità del nome del gruppo, una questione distinta dal rapporto personale tra i due fondatori. Anche le successive dichiarazioni di Repetto, che nell'ottobre 2026 ha ribadito l'assenza di litigi con Pezzali, confermano la volontà di non alimentare contrapposizioni tra loro.

Tra le frasi più significative pronunciate da Repetto c'è quella dedicata a Hanno ucciso l'Uomo Ragno, il brano simbolo degli 883. Con la sua consueta ironia, ha osservato che l'unico errore commesso insieme a Max sarebbe stato proprio il titolo della canzone, perché "nessuno può uccidere l'uomo ragno che è in noi". Una battuta che assume un significato più profondo se letta alla luce della sua storia, anche quando si cambia direzione, la voglia di sognare e di immaginare nuove possibilità può rimanere intatta. È questo uno degli aspetti che rendono ancora attuale il percorso dei due musicisti, oggi tornato al centro dell'interesse grazie alla serie Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883. Il racconto della loro amicizia e della separazione artistica continua così a ricordare che prendere strade diverse non significa necessariamente perdere una persona importante.

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