Mediaweek: Netflix si scusa
MediaWeek è la rubrica sulle ultime notizie dal mondo dei media e della tecnologia. Questa settimana partiamo dalle scuse di Netflix...
MediaWeek è la rubrica sulle ultime notizie dal mondo dei media e della tecnologia. Questa settimana partiamo dalle scuse di Netflix...
Netflix deve chiedere scusa a tutti e si sdoppia
(daNetflix blog)
Il motivo per il quale parliamo delle disavventure di un servizio di visione e condivisione video attivo solo in America (al momento) è perchè da quando è caduto Blockbuster è stato Netflix a sedersi sul trono dell’Home Video. Nato come scambio di DVD via posta ordinaria (ognuno compila una lista dei DVD desiderati che poi gli vengono recapitati via posta con la busta e l’affrancatura per rispedirlo nuovamente indietro) il servizo si è tempestivamente evoluto verso lo streaming online dei medesimi film (anche se il catalogo era un po’ più piccolo) per una cifra irrisoria. Il problema arriva quando di punto in bianco cambia la politica dei prezzi e la tariffa mensile di abbonamento per il servizio posta+internet schizza di colpo.
La società introduce il cambiamento senza particolari annunci e risponde male alle prime proteste. Da qui il disastro che ora ha conseguenze non piccole. Il CEO si è dovuto scusare pubblicamente in un video pubblicato online e la società (per rimediare) si divide in due. Netflix continuerà il business dei DVD via posta e la nuova Qwikster gestirà lo streaming dei film. Dunque società diverse e, ovviamente, abbonamenti diversi. Non un passo indietro ma il tentativo di far capire che siamo in mondi diversi.
L’84% dei navigatori italiani è social per un terzo del loro tempo online
(daNielsen Blog)
L’istituto di ricerca Nielsen ha pubblicato un’interessante ricerca sul consumo che gli italiani fanno della rete e in particolare dei social network. Uno studio omologo fatto sugli Stati Uniti aveva dimostrato come l’80% degli utenti della rete usasse social network e (cosa più importante di tutte) il 48% di questi operasse le proprie scelte d’acquisto dopo essersi fatta un’opinione sui suddetti network. Quindi i social network come rete di persone variamente “affidabili” con cui consultarsi in caso di spesa.
F8 Report #1 - Facebook, da flusso di attualità sempre più nicchia personale
(daVincosBlog)
Ha avuto luogo questa settimana l’F8, fiera-convegno in cui Facebook presenta ai suoi sviluppatori le novità che verranno. Gli annunci sono stati molti e molto interessanti, si diceva infatti già settimana scorsa che per Facebook questo è il momento più difficile, quello in cui la curva di adozione si stabilizza e occorre difendersi dai concorrenti (anche se settimana scorsa è trapelata la notizia che i ricavi di Facebook della prima metà del 2011 sono stati quasi doppi rispetti all’anno precedente raggiungendo i 500 milioni di dollari).
OpenGraph - sostanzialmente si tratta di una novità per gli sviluppatori che si tradurrà in nuove tipologie di applicazioni. Adesso chi programma app per Facebook potrà fare in modo che queste interagiscano con i contenuti fruiti da altri utenti in tempo reale. Se ascolto un brano i miei amici possono saperlo in tempo reale, se vedo un video (per il momento solo attraverso Netflix e Hulu, servizi ancora non disponibili in Italia) o leggo una news la stessa cosa. A cosa questo porterà dipenderà dall’uso che i programmatori indipendenti sapranno farne, ma come innovazione è grossa. Solo a pensare quello che si può fare con i giochi scoppia la testa. Ancora di più sarà facile per applicazioni esterne a Facebook comunicare con Facebook, il che vuol dire che (se lo voglio) potrebbe risultare sul mio profilo che sto giocando alla Playstation 3.
Il succo per Zuckerberg è cercare di portare tutto dentro il suo social network, anche quello che gli è estraneo ed avulso. Chiunque abbia un’applicazione, un gioco o un software può, se lo vuole, non implementare una parte “social” (quindi amicizie, commenti ecc. ecc.) ma appoggiarsi a Facebook dove tutti già hanno amici e un profilo curato.
F8 Report #2 - Facebook e Spotify, alleanza inedita
(daGigaOM)
Uno dei corollari dell’annuncio fatto da Facebook al’F8 (quello della musica che può essere condivisa tra utenti grazie al funzione di ascolto in tempo reale) è la nuova posizione nell’ecosistema mediatico di Spotify.
F8 Report #3 - Facebook è il tuo nuovo giornale
(daFacebook Blog)
Forse hanno preso ispirazione da Flipboard (l’app per iPad che prende il vostro flusso Facebook e Twitter e lo organizza visivamente come fosse un giornale), fatto sta che il prossimo cambio che il “news feed” di Facebook subirà sarà relativo al tempo in cui non ci si è connessi. C’è chi controlla ogni giorno e chi non si connette per una settimana, a queste due tipologie di utenti Facebook vuole parlare diversamente così ora il software terrà conto di quando è stata l’ultima volta che vi siete connessi e vi proporrà nelle “notizie più popolari” le più popolari nel periodo in cui non avete controllato e non solo le più popolari dell’ultima giornata.
Google Wallet promette di cambiare il modo in cui paghiamo nel mondo reale
E’ partito Google Wallet, il progetto che si propone di scalzare PayPal come intermediario delle transazioni economiche ma soprattutto che mira a spostare quel lavoro di velocizzazione e semplificazione dell’acquisto che PayPal fa online anche nel mondo reale. Ovviamente attraverso gli smartphone con Android.
Ad ora il servizio è disponibile solo con l’operatore statunitense Sprint e con le carte di credito Mastercard. A breve arriveranno altri carrier (altri paesi) e altre carte di credito come Diners, Visa e American Express. Inoltre perchè si possa usare Google Wallet ogni negozio in cui si desidera sfruttare il servizio dovrà avere un apposito POS, cioè una macchinetta che riceva il segnale. Tutte limitazioni momentanee che saranno facilmente sormontabili qualora il servizio cominci a riscuotere successo.
Qui un video che illustra tutto.