FILM

"Mi godrò un po' la vita": Quentin Tarantino spiega perché non girerà subito il suo ultimo film

Durante un intervista al Graham Norton Show, Quentin Tarantino ha rivelato di aver già pronta la sceneggiatura del suo decimo e ultimo film, ma che prima vorrà dedicarsi ad altro prima di girarla.

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Quentin Tarantino ha confermato ciò che i suoi fan temevano e speravano allo stesso tempo: la sceneggiatura del suo decimo e ultimo film è completa. Ma c'è un colpo di scena. Il regista di Pulp Fiction non ha alcuna intenzione di mettersi dietro la macchina da presa nell'immediato futuro. Prima vuole vivere. Davvero vivere.

La dichiarazione è arrivata durante una recente apparizione al Graham Norton Show, la prima del regista californiano nel celebre talk show britannico dopo più di un decennio di assenza. Seduto accanto a Ellen DeGeneres, Colin Farrell e Gemma Chan, Tarantino ha scelto parole misurate ma cariche di significato per descrivere la sua situazione attuale.

"Ho scritto una sceneggiatura che mi piace davvero molto, ma voglio mettere in scena lo spettacolo e capire chi sono; poi tornerò a passare del tempo con la mia famiglia, mi godrò un po’ la vita e poi vedrò cosa voglio fare" -Quentin Tarantino a Graham Norton Show

Una dichiarazione che suona quasi filosofica, quasi un manifesto esistenziale pronunciato da chi ha passato tre decenni a raccontare storie di violenza stilizzata, dialoghi taglienti e riferimenti alla cultura pop.

C'era una volta a Hollywood - Sony Pictures

La priorità immediata di Tarantino non è Hollywood, ma il West End londinese. Il suo debutto teatrale si chiama The Popinjay Cavalier, una commedia di cappa e spada che vedrà protagonista Sacha Baron Cohen. Lo spettacolo aprirà al Phoenix Theatre di Londra a marzo 2026, dopo alcune anteprime programmate per fine febbraio, e rimarrà in scena per tre mesi fino al 13 giugno. Il progetto è nato in modo inaspettato, inizialmente concepito come una sceneggiatura cinematografica, ma durante la stesura si è reso conto che funzionava molto meglio come opera teatrale.

Ma tornando al suo decimo film, Tarantino ha sempre mantenuto la promessa di ritirarsi dopo dieci lungometraggi, una decisione che ha spiegato in varie occasioni con la volontà di non diventare una parodia di se stesso, di non cadere nella trappola dei maestri invecchiati che continuano a girare film sempre più deboli.

Il suo ultimo lavoro distribuito nelle sale rimane C'era una volta a Hollywood del 2019, e sono già passati sette anni da quell'uscita. Un'eternità per gli standard di un regista che un tempo sfornava capolavori ogni due o tre anni. Ma Tarantino sembra aver trovato una nuova dimensione della vita, lontana dall'ossessione produttiva che ha caratterizzato la prima parte della sua carriera. È diventato padre, ha sposato la cantante israeliana Daniella Pick, ha pubblicato una versione romanzata di C'era una volta a Hollywood che ha rivelato il suo talento anche sulla pagina scritta.

C'era una volta a Hollywood - Sony Pictures

Cosa contiene questa misteriosa sceneggiatura del decimo film? Tarantino non ha fornito alcun dettaglio, mantenendo il segreto con la stessa cura maniacale con cui protegge le sue sceneggiature dalle fughe di notizie. Negli anni si è parlato di un possibile terzo capitolo di Kill Bill, di un film su un critico cinematografico, persino di un'incursione nell'horror. L'unica certezza è che il regista non ha fretta di realizzarlo.

La sua dichiarazione di voler vivere prima di tornare al cinema ha una risonanza particolare in un'industria che spesso divora i suoi talenti, che trasforma gli artisti in macchine produttive incapaci di fermarsi. Tarantino sembra aver capito qualcosa che molti suoi colleghi ignorano: che la vita alimenta l'arte, non il contrario. Che per raccontare storie potenti bisogna prima viverle, o almeno osservarle da una prospettiva diversa da quella del set cinematografico. E i fan, abituati alle attese e ai colpi di scena del loro regista preferito, non possono fare altro che aspettare, sperando che quando Tarantino avrà finalmente vissuto abbastanza, quella storia che ha scritto sarà all'altezza del suo testamento cinematografico.

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